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    Home » Economia » L’Ue promuove l’Italia: nel 2016 più crescita, ma conti a rischio per il 2015

    L’Ue promuove l’Italia: nel 2016 più crescita, ma conti a rischio per il 2015

    Le previsioni economiche della Commissione europea premiano i nostri sforzi (+1,4% del Pil nel 2016 e debito al 130,6%), ma ci sono timori per l'anno in corso. Le incertezze delle stime (0,6% di Pil e rapporto deficit/Pil al 2,6%) “sono legate a possibili misure espansive supplementari annunciate nel programma di stabilità 2015, ma non ancora specificate”

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    5 Maggio 2015
    in Economia
    Pier Carlo Padoan

    Pier Carlo Padoan

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    Bruxelles – Previsioni economiche buone, quelle che arrivano da Bruxelles. Per l’Italia la Commissione europea ipotizza una crescita del Pil dello 0,6% quest’anno e dell’1,4% per il 2016, anno per il quale l’esecutivo comunitario ci dà ancora più credito. A novembre Bruxelles parlava di +1,1% nel 2015, cifra rivista al rialzo a febbraio (+1,3%) in occasione delle previsioni economiche d’inverno. Oggi il dato del 2016 è +1,4%. Invariate, rispette alle previsioni di novembre, le cifre relative al rapporto deficit/Pil, ben al di sotto la fatidica soglia del 3% quest’anno (2,6%) e ancor di più il prossimo (2%). Nettamente meglio le previsioni di correzione del debito. Oggi la Commissione sostiene che l’Italia lo porterà al 133,1% del Pil (+0,1% rispetto alle stime di febbraio), per ridurlo al 130,6% nel 2016 (a febbraio si riteneva una riduzionale al 131,9%). Bruxelles ci riconosce sforzi di riduzione pari a uno 0,7% in più. Un dato che risalta ancor di più se paragonato a quello prodotto in occasione delle previsioni economiche di novembre. In quell’occasione il rapporto debito/Pil veniva dato al 132,7% al 2016. Cattive notizie però sul fronte occupazionale: se a fine 2015 l’Italia ridurrà il tasso dei senza lavoro dello 0,3% rispetto al 2014, nel 2016 l’indice non conoscerà variazione, restando fermo al 12,4%.

    Le previsioni economiche per l’Italia valgono però molto poco alla luce della bocciatura delle legge Monti-Fornero che stabiliva il blocco dell’aumento delle pensioni più elevate. Si stima che una simile bocciatura porterà il governo a dover reperire risorse per circa 8 miliardi di euro, circa mezzo punto di Pil. Numeri che rischiano di mangiare il margine di manovra di spesa del Paese – piuttosto limitato – e paralizzarlo da un punto di vista della spesa. Ma soprattutto obbliga il ministero dell’Economia a lavorare per correggere quanto accaduto. Dovrà farlo, perchè in base alle previsioni “il saldo strutturale è destinato a migliorare di circa 1/4 di punto percentuale di Pil nel 2015 (0,25%, pari a circa 4 miliardi, ndr)”, ma in base all’assunto di nessun cambiamento delle politiche di riforma. Gli avvertimenti non si esauriscono qui: i rischi per le proiezioni di bilancio, rileva Bruxelles, “sono legati a possibili misure espansive supplementari annunciate nel programma di stabilità 2015, ma non ancora specificati”.

    Avanti con le riforme, dunque, che nel complesso vanno bene anche se la fotografia scattata dalla Commissione europea è quella di un’economia ancora balbettante. La ripresina ci sarà ma solo perchè “sostenuta da fattori esterni positivi”, vale a dire l’aumento delle esportazioni. Sul fronte lavoro il rialzo del costo del lavoro “dovrebbe rimanere limitato” grazie ai tagli al cuneo fiscale, mentre da un punto di vista fiscale sono “leggermente aumentati” i ricavi di Pil nominale grazie a un maggior gettito dell’Iva e alla tassazione degli immobili. La Commissione si aspetta dal nostro Paese una riduzione della spesa pubblica.

    “L’Italia dovrebbe tornare a crescere nel 2015, e questa è una buona nuova”, espone più in dettaglio Moscovici. “La maggiore sfida dell’Italia è l’elevato debito pubblico”, e nel complesso “riteniamo che al Paese serva un’agenda di riforme ambiziosa con una politica fiscale prudente”. Quanto al problema delle pensioni legata alla sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato inammissibilo il blocco all’adeguamento di quelle più elevate, la sentenza incide su debito e deficit ma la Commissione per ora aspetta. “A noi pare di capire che le autorità italiane stiano valutando il tutto dinanzi alla Corte costituzionale, ma in quale misua avrà impatto non lo sappiamo e spetta alle autorità italiane dire come vorrà compensarle”.

    Tags: commissione europeadebitodeficititaliaprevisioni economiche

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