Bruxelles – “Una strategia digitale realmente efficace per l’Europa non può che essere al servizio della libertà e dell’originalità del pensiero e della creazione, veri fattori di competitività per l’Europa” ha dichiarato Silvia Costa, eurodeputata del gruppo S&D (Gruppo dell’Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici) e Presidente della Commissione Cultura e Educazione del Parlamento Europeo, nel suo intervento al Festival Cannes.
All’incontro sull’ “L’avvenire del diritto d’autore in Europa. Cultura e mercato unico digitale” hanno partecipatoanche il Ministro della Cultura francese Fleur Pellerin, il Commissario all’economia e alla società digitale Oettinger e il primo ministro francese Manuel Valls.
“L’industria ad alto contenuto di proprietà intellettuale – ha dichiarato Costa – genera in Europa il 50% dei prodotti e 1 lavoro su 3. Rappresenta il 40% dell’attività economica europea e il 90% del commercio europeo verso il resto del mondo”.
“In Commissione Cultura abbiamo già rappresentato al Commissario Oettinger e al vicepresidente Andrus Ansip la consapevolezza della necessità di una forte strategia digitale europea competitiva e a servizio della cultura, della società e dell’economia – ha spiegato l’eurodeputata Costa – ma allo stesso tempo la convinzione che sia essenziale affrontare contestualmente con l’attualizzazione di alcuni aspetti del copyright anche la revisione della direttiva sul commercio elettronico, di quella sull’enforcement e di quella sui Servizi Media Audiovisivi, per creare la cornice di un mercato digitale con regole chiare per tutti gli operatori”.
“Solo così – ha rimarcato Costa – possiamo garantire trasparenza e nuove forme di alimentazione della catena del valore industriale audiovisiva, la promozione della diversità e della qualità culturali, la lotta alla pirateria e l’adeguata remunerazione delle opere”.
“La sfida – ha concluso l’eurodeputata – resta quella di trovare un equilibrio tra la tutela del diritto all’equa remunerazione dell’autore e alla sostenibilità della catena del valore da un lato, e l’ampliamento dell’accesso ai prodotti e ai contenuti culturali. Se non c’è il primo elemento si rinuncia a contenuti di qualità e all’espressione della diversità, se non c’è il secondo si riducono le possibilità di crescita personale e l’innovazione sociale”.

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