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di Alfonso Bianchi
Non si arresta in Europa la piaga delle partite truccate, forti sospetti sul Catania

Non si arresta in Europa la piaga delle partite truccate, forti sospetti sul Catania

La Federbet ha presentato a Bruxelles il suo dossier annuale, i casi più gravi in Portogallo, Spagna, Belgio e nel nostro Paese dove gli etnei saranno oggetto di una denuncia alle autorità giudiziarie per quattro incontri di questo campionato che hanno visto giri di denaro nelle puntate ben oltre la media

Bruxelles – Mentre il mondo del calcio è scosso dallo scandalo Fifa e in Italia è da poco esploso un altro bubbone delle partite truccate con 50 arresti in tutto il Paese, arriva una nuova denuncia del malaffare nel mondo sportivo europeo. Secondo la FederBet, associazione che combatte il match fixing, nell’ultima stagione ci sono state almeno 50 partite truccate in tutta Europa ai fini del calcio scommesse, e tra i sospetti rientrerebbe anche il Catania.

“Riguardo alla squadra siciliana abbiamo rilevato una serie di movimenti assolutamente anomali, la Lega di Serie B ci ha detto che non è successo niente, ma ce lo aveva detto anche riguardo alle denunce che facemmo contro la Pro Patria, e ora il presidente della squadra è in stato di arresto”, afferma il segretario generale di Federbet, Francesco Baranca, che ha annunciato di aver denunciato alle forze dell’ordine le anomali di due partite e di volerne denunciare altre due. Sotto i riflettori Trapani- Catania del novembre scorso, Catania-Ternana e Catania–Trapani giocate ad aprile e infine Catania–Cittadella del 16 maggio scorso. “Non possiamo tollerare anomalie così importanti senza che si faccia nulla”, afferma Baranca spiegando che ad esempio, nello specifico di Catania – Trapani si sono registrate troppe scommesse rispetto alla media su una “combo”, ovvero una combinazione di due scommesse contemporanee, la vittoria della squadra di casa e l’over 2,5 (partita con almeno 3 gol). Il risultato finale è stato 4-1.

Ma nel dossier della Federbet, presentato in una conferenza stampa al Parlamento europeo di Bruxelles, sono evidenziati casi in diversi campionati europei, i più sporchi sarebbero quello cipriota e ucraino ma sospetti fortissimi ci sono sulla serie B spagnola e su quella portoghese, sulla Grecia, il Belgio, l’Italia, i Paesi balcanici e anche la Svezia, ma ci sono sospetti anche su alcune partite minori dell’Europa League. I casi sospetti, con quelli di Portogallo, Spagna, Belgio e Italia che verranno denunciati alle autorità giudiziarie, vengono selezionati basandosi su movimenti anomali nelle scommesse, ad esempio troppe puntate rispetto alla media su un risultato, soprattutto quando il match è già in corso e le quotazioni diventano più favorevoli.

“L’Europol ha scoperto 608 partite truccate tra il 2008 e il 2011. Nella stagione 2013-14 si sono aggiunti altri 460 casi. La corruzione è passata ora dai campionati di massimo livello alle serie minori”, denuncia l’eurodeputato Marc Tarabella (S&S), responsabile per l’assemblea comunitaria delle scommesse online.

“Nella serie B belga poche partite sono balzate alla nostra attenzione, ma alcune in maniera molto forte, come ad esempio Anversa-Mons dove durante il match c’è stata una variazione del trend di scommesse del 400%, quando normalmente la media è del 10%”, spiega Baranca.

Tra i casi più eclatanti denunciati dal dossier quello riguardante il Portogallo dove addirittura sarebbe stata organizzata una partita amichevole “fantasma” tra il Freamunde e la spagnola Ponferradina, partita mai giocata realmente dai due club ma solo da una rappresentativa di giovani, e su cui furono scommessi migliaia di euro. “Se posso essere onesto il campionato portoghese è malato, ci sono squadre che appartengono a magnate asiatici che comprano giocatori già coinvolti in partite truccate in altre nazioni”, dichiara Baranca. Il problema è appunto che spesso dai campionati più truccati il contagio possa poi passare ad altre nazioni quando vengono scambiati calciatori coinvolti. Uno degli Stati più ‘contagiosi’ è Cipro, la piccolissima isola nel Mediterraneo dove i maggiori club di prima e seconda divisione hanno debiti che superano i 60 milioni di euro e dove il 77% dei giocatori tre anni fa denunciava di non ricevere lo stipendio regolarmente. In una situazione come questa è molto più facile che si possa decidere di darsi alla corruzione. Mario Panayi, arbitro cipriota che ha denunciato diversi scandali, ha ricevuto minacce e ora non lavora più. Alcuni calciatori ciprioti coinvolti nelle combine, sarebbero poi stati cedute ad esempio a squadre portoghesi, e lì avrebbero esportato il loro ‘know how’ criminale.

In Ucraina invece, dove sembra che lo sporco sia presente in tutti i livelli del campionato, il giro di affari per le scommesse nella prima divisione è di 10 milioni di euro, di cui due sarebbero frutto di manipolazioni. L’ultima trovata è stata quella di puntare sui campionati under 19 dove per alcune partite ci sono state scommesse di appena 15 euro e altre che sono arrivare ad avere giri di denaro superiori ai 200mila euro. Cifre assolutamente impossibili per campionati del genere.

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