- L'Europa come non l'avete mai letta -
venerdì, 23 Ottobre 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Le Newsletter di Eunews
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Non categorizzato » Se gli unici partiti che fanno sul serio sono quelli radicali

    Se gli unici partiti che fanno sul serio sono quelli radicali

    [di Lorenzo Marsili] Di fronte alla gravità della crisi, la timidezza delle proposte di riforma avanzate dai leader europei appare più sconsiderata della scommessa dei partiti radicali.

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    5 Giugno 2015
    in Non categorizzato

    di Lorenzo Marsili (@l_marsili), fondatore e direttore di European Alternatives, organizzazione transnazionale che promuove la democrazia in Europa 

    A volte la Banca centrale europea ha il coraggio di sbattere la verità in faccia al potere. L’incontro annuale della BCE tenutosi a Sintra, in Portogallo, è stata una di queste rare occasioni. In una presentazione molto compunta, gli economisti della banca hanno spiegato che il tasso di disoccupazione nell’eurozona è destinato a rimanere a due cifre anche quando la ripresa avrà compiuto il suo ciclo e la domanda sarà tornata a livelli normali. Come se non bastasse, il tasso di crescita previsto per l’eurozona da qui al 2019 è un misero 1,6%. E questo in base allo scenario più ottimistico, escludendo dunque eventuali turbolenze finanziarie causate dalla crisi in Ucraina, dall’ISIS o da possibili Grexit o Brexit.

    Queste fosche previsioni fanno il paio con le teorie sulla stagnazione secolare, ossia l’idea che il futuro sarà caratterizzato da tassi di crescita trascurabili che non saranno capaci di creare occupazione o sostenere la redistribuzione economica che è alla base dell’economia sociale di mercato. E questo per quanto riguarda il futuro. Il presente, d’altro canto, lo conosciamo fin troppo bene. Varie regioni d’Europa si distinguono per gli alti tassi di disoccupazione (in particolare tra i giovani, a rischio di divenire una “generazione perduta”), il progressivo impoverimento della classe media, lo smantellamento dello stato sociale e l’avanzata delle forze xenofobe ed antieuropee, tra le quali oggi si possono annoverare il secondo partito della Francia e il nuovo presidente polacco.

    Quale dovrebbe essere la risposta di una leadership seria di fronte ad uno scenario di questo tipo? Ovviamente, dovrebbe essere quella di indicare una via d’uscita reale e di costruire le alleanze politiche necessarie per realizzarla. Ma i nostri leader sembrano avere di meglio da fare. Da un lato, non fanno che ripetere la favoletta della ripresa a venire, smascherata dalle loro stesse proiezioni come poco più di una lunga stagnazione. Dall’altro… arrancano, e cercano di arrangiarsi.

    I leader di Francia, Germania e Italia hanno recentemente avanzato delle proposte di riforma dell’eurozona che dovrebbero migliorarne il funzionamento. Indubbiamente, c’è molto lavoro da fare. La crescente divergenza tra paesi del centro e della periferia richiama con urgenza la necessità di politiche economiche e sociali radicalmente diverse. Il gap democratico dell’UE – che continua ad alimentare la diffidenza dei cittadini europei nei confronti delle istituzioni comunitarie – va colmato al più presto e invece continua ad allargarsi. Il processo decisionale è in molti casi bloccato: l’incapacità di offrire una risposta politica all’ecatombe nel Mediterraneo è solo l’ultimo esempio di un sistema in bancarotta non solo dal punto di vista morale ma anche istituzionale.

    Ma le proposte avanzate dai tre governi sono così timide e distaccate dalla realtà da risultare oltraggiose. Vi troviamo avanzi dell’unione bancaria dell’anno scorso, suggerimenti alla Commissione europea affinché si concentri su un ventaglio di priorità più limitato e mozioni di semplificazione del Semestre europeo, tramite il quale la Commissione si esprime in merito ai bilanci degli Stati membri. L’unica proposta ragionevole – che verrà probabilmente cassata – viene dall’Italia: l’introduzione graduale di un sussidio di disoccupazione europeo.

    Questa è la grande visione proposta dai leader dell’eurozona, questo il loro piano per emergere dalla più grande sfida collettiva che l’Europa si trova a fronteggiare dai tempi della seconda guerra mondiale. Se la situazione non fosse già tragica, avrebbe il sapore di una farsa.

    Ed è per questo che oggi i partiti “insubordinati” del continente appaiono più ragionevoli dei grandi partiti “moderati”. Syriza avrà anche poca esperienza, i nuovi sindaci di Barcellona e di Madrid avranno anche un passato da attivisti radicali, le teorie economiche dei movimenti sociali avranno pure qualche lacuna. Ma almeno sono in grado di mobilitare i cittadini e di coinvolgerli in un processo di cambiamento, di ravvivare la loro fiducia nel potere trasformativo della politica e di offrire un’alternativa al vicolo cieco della xenofobia. È questa la buona politica.

    Ma ancora più importante è il fatto che essi sembrano essere gli unici ad essere consapevoli della serietà della situazione in cui versa l’Europa, ad ammetterlo pubblicamente e a proporre delle alternative. Leadership vuol dire anche questo. Si può essere più o meno d’accordo con le singole proposte avanzate dai vari partiti. Ma una cosa è certa: essi introducono un cambiamento generazionale e chiedono all’Europa di guardare in faccia alla realtà. L’Europa – e i suoi leader attempati – farebbero bene ad ascoltare e trarne le conseguenze.

    Ti potrebbe piacere anche

    Il segretario generale del Comitato centrale del Partito Comunista del Vietnam e presidente della Repubblica socialista del Vietnam, Tô Lâm, e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Crediti: Commissione europea
    Politica Estera

    Indo-Pacifico, UE e Vietnam rafforzano la loro cooperazione con una dichiarazione congiunta

    22 Ottobre 2026
    Oliva Alta Daunia. Crediti: Ministero dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste italiano
    Agrifood

    L’oliva Alta Daunia ottiene la denominazione di origine protetta (DOP) dell’UE

    22 Ottobre 2026
    ALEKSANDAR VUCIC PRESIDENTE SERBIA, URSULA VON DER LEYEN PRESIDENTE COMMISSIONE EUROPEA, ANTONIO COSTA PRESIDENTE CONSIGLIO EUROPEO, DICEMBRE 2025 (Imagoeconomica)
    Politica Estera

    Serbia al voto senza le condizioni per elezioni libere, denuncia la società civile

    22 Ottobre 2026
    [foto: Mattia Calaprice/imagoeconomica]
    Green Economy

    Italia sesta nell’UE per tasso di riciclo di imballaggi di plastica

    22 Ottobre 2026
    Firma del protocollo d'intesa sulla povertà. Crediti: EBS
    Politica

    CESE e Commissione insieme nella lotta alla povertà, Mînzatu: “Trasformare ambizioni in risultati”

    22 Ottobre 2026
    Metano Eurocamera importazione combustibili fossili
    Energia

    L’Eurocamera chiede tre anni di rinvio alla stretta sul metano

    22 Ottobre 2026
    Il prossimo anno ci saranno almeno 13 grandi elezioni in Europa

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Il segretario generale del Comitato centrale del Partito Comunista del Vietnam e presidente della Repubblica socialista del Vietnam, Tô Lâm, e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Crediti: Commissione europea

    Indo-Pacifico, UE e Vietnam rafforzano la loro cooperazione con una dichiarazione congiunta

    di Iolanda Cuomo
    22 Ottobre 2026

    Nel documento firmato oggi (22 ottobre) le due parti hanno riconosciuto "l'importanza di rafforzare la resilienza, diversificare i partenariati e...

    Oliva Alta Daunia. Crediti: Ministero dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste italiano

    L’oliva Alta Daunia ottiene la denominazione di origine protetta (DOP) dell’UE

    di Iolanda Cuomo
    22 Ottobre 2026

    Il ministro italiano dell'Agricoltura Lollobrigida:"La registrazione tutela una tradizione secolare e valorizza il lavoro dei nostri olivicoltori"

    ALEKSANDAR VUCIC PRESIDENTE SERBIA, URSULA VON DER LEYEN PRESIDENTE COMMISSIONE EUROPEA, ANTONIO COSTA PRESIDENTE CONSIGLIO EUROPEO, DICEMBRE 2025 (Imagoeconomica)

    Serbia al voto senza le condizioni per elezioni libere, denuncia la società civile

    di Redazione eunewsit
    22 Ottobre 2026

    Appello a UE e Stati membri: agire prima del 25 ottobre, legando l’adesione al rispetto degli standard democratici. “Il silenzio...

    [foto: Mattia Calaprice/imagoeconomica]

    Italia sesta nell’UE per tasso di riciclo di imballaggi di plastica

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    22 Ottobre 2026

    I dati Eurostat mettono in risalto la capacità del Paese di essere un esempio di eccellenza. Italia seconda per tonnellate...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Savona 127/B, 20144 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione