- L'Europa come non l'avete mai letta -
mercoledì, 8 Luglio 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Editoriali » Venticinque anni dopo: da dove soffia il vento?

    Venticinque anni dopo: da dove soffia il vento?

    Virgilio Chelli di Virgilio Chelli
    15 Giugno 2015
    in Editoriali
    germania

    Mikail Gorbaciov e Margaret Ttatcher

    Il primo luglio del 1990, un quarto di secolo fa, il marco tedesco diventava la moneta della Germania Est con il cambio di 1 a 1 e tre mesi dopo le due Germanie diventavano ufficialmente una anche politicamente. In Europa i due principali oppositori dell’unificazione, Giulio Andreotti in Italia e Margaret Thatcher in Gran Bretagna, erano in uscita, anche se ancora non lo sapevano. La prima venne fatta fuori da un golpe del suo partito a novembre dello stesso anno mentre il secondo sarebbe durato fino all’esplosione di Tangentopoli e alle stragi di Mafia due anni dopo. A favore invece c’erano, oltre naturalmente ai tedeschi, l’allora presidente sovietico Michail Gorbaciov, l’amministrazione americana di Bush padre e il presidente francese Francois Mitterrand, ciascuno con le proprie buone ragioni e i propri disegni, diversissimi tra loro.

    L’URSS non aveva più un soldo in cassa, stremata dalla guerra in Afghanistan e dalla rincorsa alle guerre stellari di Reagan, e Gorbaciov sperava che cedendo le province occidentali dell’impero l’Occidente lo avrebbe aiutato a tenere in piedi il resto in cambio di qualche riforma. Gli americani puntavano a spostare il confine della Nato qualche migliaio di chilometri a Est e anche a diluire la forza e la competitività del marco tedesco sui mercati globali. Mitterrand aveva probabilmente il disegno più ambizioso: ingabbiare la potenza economica tedesca nella camicia forzata dell’euro, mantenere la leadership politico militare (bomba atomica) francese in Europa e, soprattutto, replicare in Africa il modello dell’Est Europa post sovietica. Negli stessi giorni in cui le due Germanie si riunivano economicamente parlò di un “vento del Sud” che stava soffiando in Africa nella stessa direzione del “vento dell’Est” che soffiava in Europa, con aspirazioni di apertura democratica, rappresentanza e libere elezioni, di cui la Francia avrebbe ovviamente dovuto farsi interprete come la Germania di Kohl con la DDR.

    Il presidente-monarca francese sopravvisse politicamente cinque anni alla Thatcher e tre ad Andreotti, ma non vide realizzarsi il suo sogno africano. Non solo, il cammino verso la moneta unica si rivelò molto più difficile del previsto, il franco francese evitò le umilianti svalutazioni di lira e sterlina del 1992 solo grazie all’allargamento al 15% della banda di oscillazione nei confronti del marco nell’estate del 1993 e la Francia non riuscì mai ad acquisire la co-leadership monetaria in Europa cui aspirava. E quando l’euro finalmente arrivò il 1 gennaio del 1999 fu una moneta targata Bundesbank, non certo il corsetto imposto all’economia tedesca immaginato da Mitterrand.

    Un quarto di secolo dopo, il vento dell’Est ha prodotto benessere, stabilità e sicurezza per la Germania e i paesi dell’ex blocco sovietico, dal Baltico fino ai confini dei Balcani, dove invece si soffrono ancora le conseguenze delle guerre che fecero da contraccolpo alla ritirata dell’URSS dall’Europa. Gli effetti del vento del Sud, anzi sarebbe meglio dire del Sud-Est, li stanno sperimentando i paesi dell’Europa meridionale, Francia inclusa, con un’intensità crescente negli ultimi tre-quattro anni. Gli americani non hanno tratto particolari benefici dallo spostamento a Est dei confini della Nato in occasione delle guerre che sono andati a combattere nel Golfo, in Iraq e Afghanistan. E la Russia è riuscita a salvare i pezzi dell’impero ricostruendo la sua super potenza globale non certo grazie all’aiuto di un Occidente grato per la rinuncia all’Europa orientale. Chi ha avuto ha avuto? Cinicamente forse sì. Ma forse anche pericoloso.

    E forse una riflessione a posteriori sul bilancio degli effetti prodotti dalle decisioni non inevitabili né ineluttabili prese 25 anni fa potrebbe essere messa sul tavolo delle discussioni in corso in Europa, e tra Europa e America, su tutti i temi caldi in agenda in quest’estate 2015 che sta per iniziare: migranti, crisi umanitarie ai confini Sud e Est, Grecia, Ucraina. C’è chi ha avuto molto, chi molto poco, e chi ci ha rimesso. Dopo la seconda guerra mondiale l’Europa fu costruita su tre P: pace, protezione, prosperità. Se la terza gamba scricchiola e la seconda viene percepita come oggetto di discussione forse qualcuno dovrebbe cominciare a preoccuparsi.

    Ti potrebbe piacere anche

    L'eurodeputato (Ppe), Michael Gahler, presenta la relazione sull'Ucraina alla sessione plenaria di Strasburgo. Crediti: Parlamento europeo
    Politica Estera

    Bene Ucraina e Moldavia, preoccupa la Serbia: la valutazione dell’Eurocamera sui progressi dei tre verso l’UE

    8 Luglio 2026
    Foto di famiglia al Vertice NATO ad Ankara, 8 luglio 2026. Source: NATO
    Difesa e Sicurezza

    Investimenti, unità, sostegno a Kiev: si chiude il Summit NATO. Rutte: “Alleanza più forte che mai”

    8 Luglio 2026
    Hussam-Abu-Safiya [foto: Amnesty International]
    Politica Estera

    Israele, la Sinistra al Parlamento europeo: “Liberare Hussam Abu Safiya”

    8 Luglio 2026
    Photo de James Yaremasur Unsplash
    Net & Tech

    Il Tribunale UE conferma Apple gatekeeper per App Store e iOS

    8 Luglio 2026
    Nucleare - Energia - UE
    Energia

    Quindici Stati membri chiedono alla Commissione UE “il pieno utilizzo dell’energia nucleare” dopo il 2030

    8 Luglio 2026
    Un incendio boschivo [foto: imagoeconomica]
    Politica

    Allarme incendi, dall’UE l’invito a prepararsi a un’estate ad alto rischio

    8 Luglio 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    L'eurodeputato (Ppe), Michael Gahler, presenta la relazione sull'Ucraina alla sessione plenaria di Strasburgo. Crediti: Parlamento europeo

    Bene Ucraina e Moldavia, preoccupa la Serbia: la valutazione dell’Eurocamera sui progressi dei tre verso l’UE

    di Iolanda Cuomo
    8 Luglio 2026

    Da Strasburgo, la plenaria ha auspicato l'apertura dei capitoli negoziali con Kiev e Chișinău, rimandando invece Belgrado a quando il...

    Foto di famiglia al Vertice NATO ad Ankara, 8 luglio 2026. Source: NATO

    Investimenti, unità, sostegno a Kiev: si chiude il Summit NATO. Rutte: “Alleanza più forte che mai”

    di Giulia Torbidoni
    8 Luglio 2026

    La dichiarazione conclusiva ricorda che, nel 2025, europei e Canada hanno aumentato i loro investimenti per la difesa di oltre...

    Hussam-Abu-Safiya [foto: Amnesty International]

    Israele, la Sinistra al Parlamento europeo: “Liberare Hussam Abu Safiya”

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    8 Luglio 2026

    Nel dibattito d'Aula su Gaza, il gruppo evoca azioni urgenti a favore del medico palestinese detenuto da dicembre 2024. Socialisti...

    Photo de James Yaremasur Unsplash

    Il Tribunale UE conferma Apple gatekeeper per App Store e iOS

    di Iolanda Cuomo
    8 Luglio 2026

    Respinti tutti i ricorsi proposti dalla piattaforma. Secondo i giudici, sono "irricevibili" quelli relativi al servizio iMessage

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione