- L'Europa come non l'avete mai letta -
sabato, 12 Settembre 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Le Newsletter di Eunews
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Editoriali » Per Atene una sconfitta, ma non una capitolazione

    Per Atene una sconfitta, ma non una capitolazione

    Alfonso Bianchi</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@AlfonsoBianchi" target="_blank">@AlfonsoBianchi</a> di Alfonso Bianchi @AlfonsoBianchi
    13 Luglio 2015
    in Editoriali
    Powered by powered by evolution group

    Ci è voluta tutta la notte per raggiungere un compromesso, ma alla fine di un negoziato duro, durissimo, è stato raggiunto un accordo sul Terzo programma di assistenza per la Grecia. Il Guardian l’ha definita, e a ragione,  una vendetta dell’Europa contro Tsipras. La discussione è andata avanti per circa 17 ore, mentre in rete montavano le proteste per la linea oltranzista contro la Grecia. L’hashtag #ThisIsACoup è diventato trend topic. Non solo, anche la stampa internazionale, persino quella tedesca, ha accusato Berlino di troppa severità e rigidità.

    A contribuire al risultato finale il ruolo di mediatore svolto dal presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, e ben 4 trilaterali, alla presenza dello stesso Tusk, tra il premier ellenico, Alexis Tsipras, la cancelliera tedesca Angela Merkel, nel ruolo del poliziotto cattivo, e il presidente francese, Francoise Holande, che ha interpretato invece il poliziotto buono. Tsipras e il suo ministro delle Finanze, Euclid Tsakalotos, hanno dovuto sudare molto per eliminare dalla proposta, già in sé pesantissima per il Paese, i punti più difficili da digerire e ritenuti “umilianti”. Innanzitutto il paragrafo sulla Grexit provvisoria, voluto dalla Germania ma che è stato il primo ad essere eliminato dal testo finale perché in troppi lo hanno ritenuto esagerato. Ma il rischio Grexit è stato reale per tutta la notte, ed era chiaro a tutti, partecipanti al vertice e osservatori, che chi spingeva per l’uscita del Paese dalla zona euro, proponendo condizioni davvero inaccettabili, erano i Paesi del fronte oltranzista, capeggiato dalla Germania e che vedeva al suo interno anche Finlandia, Olanda, Lituania e le piccole Slovenia e Malta, che non sembravano per niente preoccupati di una eventuale uscita di Atene dalla moneta unica. In questo senso Tsipras si è mostrato, forse per reale convinzione, forse per la paura delle conseguenze di un default e di un ritorno alla dracma, ben più europeista dei suoi avversari, non facendo saltare le trattative ancora una volta.

    Il punto di maggiore scontro è stato il fondo, gestito dai greci ma su cui non avranno il pieno controllo, in cui si chiede di inserire i principali asset del Paese da privatizzare per un valore complessivo di 50 miliardi, soldi che nelle intenzioni iniziali dovevano essere utilizzati esclusivamente per il pagamento del debito. La Grecia non ha accettato l’ipotesi di utilizzare un “fondo esistente e indipendente come l’Istituto per la crescita lussemburghese”, come richiesto nella bozza dell’Eurogruppo, e ha anche insistito sul fatto che, anche volendo, il Paese non ha 50 miliardi di beni da mettere in vendita. Sembra che Tsipras, con un colpo di teatro, a un certo punto si sia tolto la giacca e buttandola sul tavolo avrebbe detto: “Al massimo abbiamo beni per 17 miliardi, ma posso aggiungerci anche questa se volete”. Alla fine la cifra di 50 miliardi è stata mantenuta, ma il fondo è stato stabilito che sarà creato all’interno del Paese e non all’estero. Come si raggiungerà quella cifra ancora non è chiaro, ma le pritavizzazioni di porti e aeroporti erano già date per fatte nella vecchia propsta, cosa si aggiungerà a quelle si vedrà.

    La Grecia con questo accordo cede gran parte della propria sovranità, accettando di concordare con le istituzioni (Bce, Fmi e Commissione) tutte le future riforme del Paese, nonché di attuare le riforme richieste su pensioni, Iva, mercato del lavoro e privatizzazioni in tempi strettissimi, circa 48 ore, per “riconquistare la fiducia” dei partner. In cambio ottiene la salvaguardia della legge sull’emergenza umanitaria e le tanto ambite aperture su una possibile, ma futura, ristrutturazione del debito che, se non potrà avvenire con un taglio nominale, potrebbe essere attuata con dilazioni e congelamenti delle rate. Si tratta insomma di una sconfitta per Atene ma non di una totale capitolazione, soprattutto se si guarda alla proposta uscita dall’Eurogruppo, quella sì assolutamente impossibile da firmare, e dalla cui limatura è scaturito l’accordo finale. Non bisogna poi dimenticare che anche se l’accordo è più oneroso di quello rifiutiato con il referendum, questa volta non si parla solo di un prestito da 7,4 miliardi come allora, ma di un programma di più ampio respiro, da 82/86 miliardi in 3 anni, di cui 10 dovrebbero arrivare subito, dando finalmente sollievo alle casse dello Stato per poter provare a ripartire, seppur con mille difficoltà, e non doversi solo preoccupare del rischio di chiusura delle banche.

    La piccola Grecia non poteva sperare di ottenere tutte le concessioni che avrebbe voluto ma è riuscita, con un abile e determinato lavoro di mediazione e resistenza, a ottenere almeno tra le righe dell’accordo (e non è poco vista la sproporzione delle forze in campo nei negoziati) degli spiragli che le potrebbero permettere, quando le cose come si spera si metteranno meglio per l’economia, di ottenere gli spazi di manovra per alleggerire il carico che pesa sulla nazione. Ma questa è una nuova battaglia, che ancora si deve combattere.

    Tags: accordogreciaprogramma

    Eunews Newsletter

    Ti potrebbe piacere anche

    GIORGOS GERAPETRITIS MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI DELLA GRECIA (Imagoeconomica)
    Politica Estera

    Sahara occidentale, la Grecia sostiene il piano di autonomia proposto dal Marocco

    9 Settembre 2026
    Bambini che vanno a scuola. Crediti: Note Thanun via Unsplash
    Diritti

    Eurostat, in giù il numero degli alunni delle elementari nell’Unione europea

    8 Settembre 2026
    Lavoratori. Crediti: Alex Kotliarskyi via Unsplash
    Economia

    Eurostat, il PIL e l’occupazione nell’eurozona in su nel secondo trimestre 2026

    7 Settembre 2026
    Turisti al Monterosso al Mare (Liguria). Crediti: Vidar Nordli-Mathisen via Unsplash
    Economia

    Turismo UE, pernottamenti in aumento dell’1,7 per cento nel primo semestre del 2026

    1 Settembre 2026
    Pieno di benzina. Crediti: Engin Akyurt via Unsplash
    Economia

    Eurostat, prezzi dei carburanti nell’UE su del 16,9 per cento a luglio 2026

    21 Agosto 2026
    Migranti - Mediterraneo - Europa
    Cronaca

    Meno arrivi, rotte più letali. Il Mediterraneo è sempre più pericoloso per i migranti

    12 Agosto 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Laboratorio. Crediti: Julia Koblitz via Unsplash

    UE, più di 20.000 candidature per il programma di ricerca “Marie Skodovskaya Curie”

    di Iolanda Cuomo
    11 Settembre 2026

    Bruxelles - Sembra che ricercatori e ricercatrici da tutto il mondo non vedano l'ora di continuare le loro carriere in...

    Emma Bonino, membro della Commissione responsabile per la pesca, la politica dei consumatori e l'Ufficio umanitario della Comunità europea (ECHO) partecipa al seminario "Humanitarian Echoes" sugli aiuti umanitari che si è svolto con la partecipazione di Jacques Delors, ex presidente della Commissione europea. 7 ottobre 1997. Source: EC Commission

    Tra cordoglio e ricordi, da Bruxelles il saluto delle istituzioni UE a Emma Bonino

    di Iolanda Cuomo
    11 Settembre 2026

    La presidente dell'Eurocamera, Metsola: "L’Europa per cui ha combattuto sentirà la sua mancanza". La Commissione europea omaggia la leader radicale...

    Sessione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo di luglio 2026. Crediti: Parlamento europeo

    Discorso sullo stato dell’Unione, Ceuta, gli incendi e le ingerenze esterne: i temi alla plenaria del Parlamento europeo

    di Iolanda Cuomo
    11 Settembre 2026

    Von der Leyen illustrerà le priorità dell'anno a venire. Il portavoce del Partito popolare europeo: "Se si considerano tutti gli...

    India

    UE-India, la Commissione invia al Consiglio la proposta per la firma dell’accordo di libero scambio

    di Redazione eunewsit
    11 Settembre 2026

    Bruxelles - La Commissione europea ha presentato oggi (11 settembre) al Consiglio le sue proposte per la firma e la conclusione...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Savona 127/B, 20144 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione