Bruxelles – Continua a preoccupare l’andamento dell’inflazione in Europa, segno che i consumi non ripartono, e i debiti pubblici non si alleggeriscono. Secondo i dati forniti oggi da Eurostat nell’Area euro e nell’Unione nel suo insieme a settembre il dato su base annua è stato del meno 0,1%, addirittura in ribasso dal più 0,1 % di agosto (0,0 nell’Ue a 28), ben lontano dalla cifra ideale alla quale punta la Banca centrale europea del 2%. Un anno fa, a settembre 2014 il dato sembrava aver svoltato verso una crescita: 0,3% per la moneta unica e 0,4% per tutta l’Ue.
A settembre di quest’anno sono stati ben diciassette i Paesi a registrare un’inflazione negativa su base annua, mentre si avvicina al 2% solo Malta (più 1,6%), seguita da Belgio, Portogallo e Svezia al più 0,9%.
Dal punto di vista dei settori merceologici gli aumenti più significativi su base annua sono arrivati da ristoranti e bar (+0.12%), verdure (+0.11) e tabacco (+0.08), In calo invece il carburante per trasporti (-0.71%), olio da riscaldamento (-0.25) e latte, prodotti caseari e uova (-0.06).




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