- L'Europa come non l'avete mai letta -
sabato, 28 Marzo 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Politica » Chiti (Pd): “Consiglio Ue si trasformi in ‘Senato europeo’, l’Unione diventi democrazia sovranazionale”

    Chiti (Pd): “Consiglio Ue si trasformi in ‘Senato europeo’, l’Unione diventi democrazia sovranazionale”

    Intervista al presidente della commissione Politiche Ue della Camera che parla di governance della zona euro, da rivedere subito attraverso la cooperazione rafforzata, e del futuro con un nuovo assetto federalista

    Domenico Giovinazzo</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@giopicheco" target="_blank">@giopicheco</a> di Domenico Giovinazzo @giopicheco
    23 Ottobre 2015
    in Politica

    Roma – Le divisioni sulla politica estera, l’assenza di una strategia comune per il Mediterraneo, la risposta all’emergenza immigrazione, data “male” e “con politiche nazionali, con mancanza di solidarietà, con muri e con forze di polizia”: sono tutti segni di una Unione europea che non funziona. “Se non facciamo un passo avanti, verso una democrazia sovranazionale europea, rischiamo di farne diversi indietro e di rimettere in discussione lo straordinario tragitto già compiuto”. È la riflessione di Vannino Chiti, presidente della commissione Politiche Ue del Senato, il quale ritiene che la governance europea vada rimessa in discussione, tanto per la zona euro quanto per l’Unione più allargata. Anche attraverso cambiamenti drastici come la trasformazione del Consiglio europeo in un Senato dell’Ue.

    Presidente Chiti, ieri in commissione avete approvato una risoluzione che impegna il governo a rilanciare in Europa il dibattito sulla modifica dei Trattati europei. Cosa va cambiato?

    Ci sono due aspetti da affrontare e sui quali mi ha fatto piacere ritrovare una condivisione nel corso dell’incontro al Quirinale la settimana scorsa, quando il presidente Sergio Mattarella ha ricevuto gli europarlamentari italiani. Il primo riguarda una governance democratica dell’area euro, che va realizzata dando all’Eurozona un governo stabile e con una presidenza stabile, un raccordo parlamentare e strumenti di bilancio. Su questo si può iniziare a intervenire subito, rimanendo all’interno del Trattato di Lisbona e utilizzando lo stumento della cooperazione rafforzata.

    Il secondo aspetto?

    Riguarda la realizzazione di una compiuta democrazia sovranazionale europea, per la quale invece sarà necessaria una revisione dei trattati. Bisognerà eleggere il Parlamento europeo con una legge elettorale unica che riguardi tutti gli Stati membri, altrimenti sarà difficile dare all’Assemblea l’insieme della forza che avevano i parlamenti nazionali all’apice dello sviluppo degli Stati nazionali.

    Dunque lei immagina il Parlamento dell’Unione come depositario del potere legislativo pieno. Quale nuovo ruolo dovrebbero avere Commissione e Consiglio europei?

    chiti
    Vannino Chiti

    Bisogna che il Consiglio europeo diventi un’altra cosa: deve trasformarsi in un Senato dell’Unione, con compiti prevalenti sul bilancio dell’Ue e sull’ingresso di nuovi Stati membri. Uno dei problemi che oggi vive l’Unione europea è che a un aumento di competenze trasferite a livello sovranazionale si accompagna un sistema non comunitario ma intergovernativo. Il fatto che il Consiglio europeo, formato da capi di Stato e di governo, sia diventato l’organismo più importante, con un peso eccessivo, che rallenta le decisioni – basti guardare alla gestione dell’immigrazione – perché ci vuole l’accordo di 28 che più in là aumenteranno, è una contraddizione che va rimossa.

    La Commissione, in questa ottica, dovrà assumere un potere maggiore.

    La Commissione europea deve essere il vero governo federale dell’Unione, con il presidente che intanto può essere il candidato della formazione che vince le elezioni europee – come è avvenuto in questa legislatura con Jean Claude Juncker, ma il meccanismo deve diventare stabile – e in prospettiva si può valutare se sia più giusto che venga eletto direttamente dai cittadini.

    Il negoziato per la permanenza del Regno Unito nell’Ue è una opportunità per ridiscutere le regole o un rischio per la tenuta dell’Unione, con altri Stati che potrebbero pretendere le stesse ‘mani libere’ dei britannici?

    Penso sia un ulteriore incentivo ad affrontare questo dibattito serio e complessivo sulla governance europea. La scadenza del referendum britannico ci dà una sollecitazione forte. Ritengo non ci possano essere regimi diversificati e certamente non ci può essere un regime ‘ad nazionem’. Ci possono essere però due situazioni diverse: dei vincoli di sovranità e di solidarietà più stringenti per chi fa parte oggi o vorrà entrare a far parte domani dell’area euro, e alcuni più flessibili e di minore coinvolgimento per coloro che sono fuori dalla moneta unica. Detto questo, mi auguro che la Gran Bretagna voglia convincersi a stare compiutamente nell’Unione europea.

    Prima di arrivare alla “compiuta democrazia sovranazionale” di cui parla, quindi, si passa per una Europa a due livelli?

    È una Unione europea a due cerchi. Uno più coinvolgente nella sovranità e nella solidarietà, di cui facciano parte i Paesi che hanno adottato l’euro ma che sia aperto a qualsiasi altro Stato membro che voglia aderire; poi l’Unione più ampia e con vincoli meno stretti.

    A proposito del ‘cerchio’ con la moneta unica, ieri la Commissione europea ha approvato una alcune proposte per l’Unione economica e monetaria, tra cui un seggio unico presso il fondo monetario internazionale, l’istituzione di un Fiscal board europeo, il completamento dell’Unione bancaria con un meccanismo europeo di assicurazione sui depositi. Come giudica queste proposte?

    Sono misure importanti, concrete, utili. Vanno nella giusta direzione, ma per avere una compiutezza hanno bisogno anche di altre misure di carattere politico e istituzionale. Vede, quelli che hanno pensato alla moneta unica pensavano che attraverso l’euro ci sarebbe stata una spinta forte per costruire la democrazia sovranazionale. Si è visto che questa spinta c’è stata ma non è stata sufficiente. Se oggi, per realizzare questo obiettivo, non si introduce una sollecitazione di tipo politico – per quanto con gradualità – mettiamo a rischio la stessa tenuta dell’euro. Invece l’Euro è un punto di forza che va dotato di tutti gli altri meccanismi della politica democratica.

    Mi sta dicendo che va ristabilito un controllo politico anche sulla moneta?

    Io non penso a una Banca centrale europea che sia subalterna o condizionata dai governi, né da quelli nazionali, né dal governo dell’Eurozona o da quello della democrazia sovranazionale europea. L’Istituto bancario deve avere una sua autonomia. Ritengo tuttavia che quello della gestione dell’euro sia solo una parte della medaglia. C’è un’altra parte che è legata a politiche che non sono nelle mani della Bce: quelle fiscali, quelle per lo sviluppo, le scelte di bilancio. È questa la parte che manca.

    Sono le leve che ha uno Stato, o una federazione di Stati, per governare l’economia. Ma lo è anche la facoltà di emettere denaro. Può funzionare una democrazia sovranazionale europea in cui quest’ultima leva rimane l’unica sottratta a un controllo politico?

    Il modello è quello che esiste negli Stati uniti d’America, non c’è da scoprire nulla. La Bce non è ancora la Federal reserve e il governo dell’Eurozona oggi non è quello federale degli Stati uniti. Quello statunitense è il modello che dobbiamo seguire, non dobbiamo inventarci nulla. Io penso che all’interno della situazione data, con il grado e il livello del potere politico attuale in Europa, le competenze oggi assegnate alla Bce, Draghi abbia fatto dei miracoli per salvare l’euro e salvando l’euro ha salvato l’Unione europea. Ora però bisogna dotarsi degli strumenti che non sono ignoti e che servono ad andare avanti.

    Tags: commissione europeaconsiglio europeocooperazione rafforzataeurozonagovernance europeaparlamento europeorevisione trattatirisoluzioneVannino Chiti

    Ti potrebbe piacere anche

    La video riunione dell'Eurogruppo [27 marzo 2026. Foto: European Council]
    Economia

    Iran, Dombrovskis: “Rischiamo -0,4 per cento di crescita e +1 per cento di inflazione nel 2026”

    27 Marzo 2026
    Economia

    Indagine UE sull’e-commerce: “Il 60 per cento delle aziende ha praticato sconti irregolari nel 2025”

    27 Marzo 2026
    Una porzione di Erbazzone Reggiano [foto: Sciking/Wikimedia Commons]
    Notizie In Breve

    All’Erbazzone Reggiano il marchio IGP dell’UE

    27 Marzo 2026
    [foto: Alessia Mastropietro/imagoeconomica]
    Politica

    Aula divisa ma sull’immigrazione vince il ‘sì’ alla stretta, il Parlamento UE approva il controverso regolamento rimpatri

    26 Marzo 2026
    Finanza e assicurazioni

    Via libera del Parlamento UE alle nuove norme sulle crisi bancarie: “Rafforzata la tutela per i contribuenti”

    26 Marzo 2026
    social snapchat
    Net & Tech

    DSA, è il turno di Snapchat. Bruxelles preoccupata dalla scarsa protezione dei minori da ‘adescamenti criminali’

    26 Marzo 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Mandatory Credit: Photo by dts News Agency Germany/Shutterstock (16578817aj)

    Il governo ungherese ha denunciato un noto giornalista per spionaggio a favore dell’Ucraina

    di Simone De La Feld @SimoneDeLaFeld1
    27 Marzo 2026

    Budapest accusa Szabolcs Panyi di aver collaborato con agenzie di intelligence straniere per catturare le conversazioni tra il ministro degli...

    Quasi 1,2 milioni di nuovi cittadini nell’UE nel 2024, Italia seconda per naturalizzazioni

    di Caterina Mazzantini
    27 Marzo 2026

    I dati di Eurostat mostrano un aumento del 12 per cento rispetto al 2023. In Germania, Spagna e Italia si...

    manifestazione gaza palestina bruxelles

    Il Belgio alla sbarra per Gaza, la Corte d’Appello: Non ha impedito il trasferimento di armi a Israele

    di Giulia Torbidoni
    27 Marzo 2026

    Il procedimento intentato da giuristi e vittime palestinesi che celebrano il risultato: Un pronunciamento "storico". Ora il giudice chiede a...

    La video riunione dell'Eurogruppo [27 marzo 2026. Foto: European Council]

    Iran, Dombrovskis: “Rischiamo -0,4 per cento di crescita e +1 per cento di inflazione nel 2026”

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    27 Marzo 2026

    Il commissario per l'Economia condivide gli scenari derivanti dal conflitto nel golfo Persico

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Agenda europea
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Agenda europea
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione