Bruxelles – La concessione della flessibilità sulle spese sostenute dai governi per gestire la crisi dei migranti potrebbe essere “comprensibile” e dunque accordabile “per un periodo limitato di tempo” e cioè applicata solo “nel breve periodo”. È quanto riferiscono fonti europee, sottolineando che il ragionamento sulla concessione della particolare clausola di flessibilità è ancora in corso a più livelli. Allo stato attuale sembra diffusa l’idea che una volta avviato e messo a regime il meccanismo di ricollocamento dei rifugiati ed entrate pienamente in funzione le strutture di identificazione e smistamento, gli Stati non dovranno più sostenere spese eccezionali. Questo potrebbe dunque giustificare al massimo flessibilità sui conti del 2015 e del 2016.
Un’ipotesi che non dovrebbe suscitare opposizione tra i ministri delle Finanze della Zona euro: se la flessibilità concessa dalla Commissione Ue sarà una “una tantum, limitata nel tempo ed eccezionale, non credo ci sarà opposizione nell’Eurogruppo”, riferiscono fonti europee, secondo cui l’orientamento dei ministri dell’Eurozona è positivo se saranno prese in considerazione spese “ben specificate e per un periodo limitato”.


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