- L'Europa come non l'avete mai letta -
venerdì, 30 Ottobre 2026
No Result
View All Result
  • en ENG
  • it ITA
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Le Newsletter di Eunews
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Non categorizzato » Unione bancaria e bail-in: è la lotta tra capitali, bellezza!

    Unione bancaria e bail-in: è la lotta tra capitali, bellezza!

    [di Thomas Fazi] L’unione bancaria che entrerà in vigore a gennaio si inserisce in una strategia più ampia, finalizzata ad una resa dei conti definitiva tra i capitali più fragili dislocati soprattutto nel Sud Europa ed i capitali più forti situati prevalentemente in Germania.

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    18 Dicembre 2015
    in Non categorizzato

    di Thomas Fazi 

    In questi giorni diversi commentatori (si veda, per esempio, qui, qui e qui) hanno evidenziato come l’imminente introduzione dell’unione bancaria (a partire dal primo gennaio 2016) – ed in particolare della normativa di risoluzione delle crisi bancarie in essa contenuta, ossia il famigerato “bail-in”, che prevede, in caso di dissesto di una banca, che il salvataggio venga pagato in primo luogo dagli azionisti, poi dagli obbligazionisti e infine dai depositanti che hanno oltre 100 mila euro – rischi non solo di penalizzare milioni di risparmiatori ignari, ma anche di generare una nuova crisi di fiducia nei confronti delle banche dei paesi più “deboli”, peggiorando ulteriormente il già pesantissimo credit crunch che attanaglia i paesi della periferia (in particolare l’Italia). In tal senso, il recente decreto “Salvabanche” del governo, che ha mandato in fumo 728 milioni di euro di obbligazioni subordinate appartenenti a migliaia di risparmiatori, non sarebbe che un assaggio di ciò che verrà.

    Pochi, però, si sono domandati quale sia la motivazione di fondo che sottende alle nuove direttive europee. Dobbiamo concludere che si tratta dell’ennesimo esercizio di autolesionismo collettivo, come tanti ce ne sono stati nella travagliata storia del nostro continente? O dobbiamo prendere in considerazione un’altra possibilità, più inquietante ma anche, forse, più plausibile: ossia che l’unione bancaria – insieme a tutte le altre misure adottate negli ultimi all’interno della cornice del nuovo “regime di austerità” europeo – si inserisce in una strategia ben precisa, finalizzata a favorire alcuni paesi a scapito di altri?

    Un anno fa Emiliano Brancaccio scriveva che il processo di “aggiustamento asimmetrico” – ossia tutto a scapito dei paesi della periferia e delle classi subalterne, con i risultati che vediamo – a cui abbiamo assistito in questi anni in Europa andrebbe letto alla luce di quello che Marx e Hilferding definivano «centralizzazione dei capitali». L’idea che è che, insita nel capitalismo, vi sia una tendenza alla «concentrazione di capitali già formati» e dunque al superamento della loro autonomia individuale, che si realizza mediante l’«espropriazione del capitalista ad opera del capitalista, della trasformazione di molti capitali minori in pochi capitali più grossi»: vale a dire, mediante uscite dal mercato dei capitali più deboli, liquidazioni, acquisizioni, fusioni, e così via.

    Va da sé che questo processo non è indipendente dalla “politica”, che può contribuire a fissare «condizioni di solvibilità» particolarmente restrittive per i capitali in lotta tra loro, aggravando la posizione dei capitali più deboli e accelerando il processo di centralizzazione. Ebbene, da questo punto di vista, Brancaccio notava giustamente che

    non è difficile rilevare che l’intera architettura dell’Unione monetaria europea risulta preposta a favorire questa tendenza. Già prima della crisi si registravano importanti fenomeni di accorpamento dei capitali, specialmente in campo bancario. Si trattava tuttavia di dinamiche in larga misura confinate entro i perimetri dei singoli paesi. Dopo la crisi, invece, si assiste a un salto di qualità del processo di centralizzazione. La divaricazione delle insolvenze, i relativi processi di desertificazione produttiva e le connesse, crescenti difficoltà delle banche nelle periferie dell’Unione, preannunciano una nuova crisi bancaria e una nuova fase di liquidazioni e acquisizioni, questa volta non più interne ai confini nazionali ma realizzate su scala europea. Il passaggio di fase, del resto, è intrinseco agli indirizzi politici correnti. Dall’azione del banchiere centrale che, contrariamente alla vulgata, contribuisce a fissare condizioni di solvibilità tutt’altro che accomodanti per le periferie europee; alla politica fiscale nazionale, che si fa più restrittiva proprio nei paesi in maggiore sofferenza; fino alla decisiva unione bancaria, che esclude forme di assicurazione europea sui depositi, dispone di risorse limitatissime per fronteggiare nuove crisi bancarie e si costituisce esplicitamente con lo scopo di liquidare gli istituti più deboli: insomma, ogni elemento della governance europea sembra voler preludere a una escalation del processo di centralizzazione capitalistica. Vale a dire, a una resa dei conti definitiva tra i capitali più fragili dislocati soprattutto nel Sud Europa e i capitali più forti situati prevalentemente in Germania.

    Impossibile non leggere negli eventi degli ultimi mesi – dal niet della Commissione europea alla richiesta italiana di poter creare una bad bank su cui scaricare le perdite delle banche, evitando così una crisi bancaria sempre più probabile; alla proposta di Schäuble di “pesare” i titoli di Stato in pancia alle banche diversamente a seconda della loro nazionalità, col risultato di svalutare automaticamente le banche dei paesi europei più deboli; al crescente peso degli operatori stranieri nei sistemi bancari dei paesi periferici (si veda a tal proposito questo articolo di Yanis Varoufakis); fino alla recente vicenda delle quattro banche italiane salvate a spese dei risparmiatori – una drammatica conferma delle fosche previsioni di Brancaccio.

    Previsioni che tra l’altro trovano conferma anche nella moria silenziosa delle banche europee a cui abbiamo assistito dal 2008 in poi. Nel recente Report on financial structures della BCE si evince che a fine 2014 vi erano 5.614 istituzioni creditizie nell’eurozona, a fronte dei 6.054 di fine 2013 e di ben 6.774 della fine del 2008. In altre parole, sono più di 1.000 gli istituti che sono scomparsi dall’inizio della crisi. Il rapporto rivela anche che il 69 per cento del sistema bancario è oggi concentrato fra Austria, Francia, Germani e Italia, in crescita rispetto al 67 per cento del 2008. È importante notare che questo non è solo un effetto della crisi, ma, appunto, come scrive l’analista finanziario Maurizio Sgroi, «una conseguenza del modello di politica finanziaria che le autorità europee stanno con grande fatica provando a incardinare».

    Oltre all’unione bancaria, un altro pilastro di questo “modello” è la prossima creazione del mercato unico dei capitali, con cui si cerca di spezzare il nodo atavico che collega i paesi europei alle loro banche, sostituendo sempre più il finanziamento bancario delle imprese, giudicato per varie ragioni fonte di inefficienze, con quello che arriva dal mercato dei capitali, attraverso il rilancio delle cartolarizzazioni e l’ulteriore liberalizzazione dei movimenti di capitale. Gli effetti di questo processo si stanno già facendo sentire; la stessa BCE fa notare che «il consolidamento del settore bancario è largamente dovuto alle pressioni per ridurre i costi, in particolare in un contesto di integrazione finanziaria» crescente, e che dal 2008 in poi tali pressioni sono aumentate.

    Per concludere, a quasi dieci anni dallo scoppio della crisi finanziaria, in un contesto di crisi economica e sociale ancora profondissima, le autorità europee non hanno di meglio da fare che impegnarsi con tutte le loro forze per favorire un ulteriore consolidamento di quelle stesse grandi banche internazionali “troppo grandi per fallire” – molte delle quali sono localizzate proprio nella ligia Germania – che della crisi sono le principali responsabili. Se non è guerra di classe – dall’alto – questa, non so cosa lo sia.

    Ti potrebbe piacere anche

    UE e Canada verso una associazione più stretta. Lo hanno annunciato il primo ministro canadese Mark Carney e i presidenti di Consiglio europeo, Antonio Costa, e Commissione europea, Ursula von der Leyen. Source: EC - Audiovisual Service
    Politica Estera

    UE e Canada si avvicinano il più possibile, per tenere lontano Trump

    30 Ottobre 2026
    La Commissione UE ha adottato la proposta per il prestito da 45 miliardi a Kiev per il 2027. Crediti: Commissione europea
    Le Brevi

    La Commissione UE adotta la proposta per i 45 miliardi di prestito a Kiev per il 2027

    30 Ottobre 2026
    Il Belgio vince la medaglia d'oro per il miglior panettone artistico al mondo. Ma è fatto dall'italiano Antonio Santangelo.
    Le Brevi

    Il Belgio primo al mondo per il miglior panettone aristico, che è fatto però dall’italiano Santangelo

    30 Ottobre 2026
    Ghiacciai che si sciolgono. Crediti: Dave Meckler via Unsplash
    Le Brevi

    Dall’UE più di 32 miliardi ai Paesi in via di sviluppo per il clima

    30 Ottobre 2026
    Bruno Pompeo, Marcinelle, Bois du Cazier
    Le Brevi

    Ha un nome e un volto dopo 70 anni: è Bruno Pompeo, morto nella miniera di Marcinelle

    30 Ottobre 2026
    Flavio Lorenzin (Immagine: Confimi)
    Economia

    Acciaio, le fonderie italiane di Confimi contro Bruxelles: dazi e CBAM penalizzano la filiera

    30 Ottobre 2026
    Il prossimo anno ci saranno almeno 13 grandi elezioni in Europa

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    UE e Canada verso una associazione più stretta. Lo hanno annunciato il primo ministro canadese Mark Carney e i presidenti di Consiglio europeo, Antonio Costa, e Commissione europea, Ursula von der Leyen. Source: EC - Audiovisual Service

    UE e Canada si avvicinano il più possibile, per tenere lontano Trump

    di Giulia Torbidoni
    30 Ottobre 2026

    Von der Leyen chiarisce che "questa partnership non contro qualcun altro". Ma poi aggiunge che "ciò che conta oggi è...

    La Commissione UE ha adottato la proposta per il prestito da 45 miliardi a Kiev per il 2027. Crediti: Commissione europea

    La Commissione UE adotta la proposta per i 45 miliardi di prestito a Kiev per il 2027

    di Redazione eunewsit
    30 Ottobre 2026

    Bruxelles - La Commissione europea ha adottato oggi (30 ottobre) una proposta, che dovrà essere sottoposta all'approvazione del Consiglio, relativa...

    Il Belgio vince la medaglia d'oro per il miglior panettone artistico al mondo. Ma è fatto dall'italiano Antonio Santangelo.

    Il Belgio primo al mondo per il miglior panettone aristico, che è fatto però dall’italiano Santangelo

    di Redazione eunewsit
    30 Ottobre 2026

    Bruxelles - Il Belgio ha vinto la medaglia d'oro per il miglior panettone artistico al mondo. Ma le mani che...

    Ghiacciai che si sciolgono. Crediti: Dave Meckler via Unsplash

    Dall’UE più di 32 miliardi ai Paesi in via di sviluppo per il clima

    di Iolanda Cuomo
    30 Ottobre 2026

    Bruxelles - In base ai dati del Consiglio dell'Unione europea, nel 2025 l'Unione europea ha erogato 32,3 miliardi di euro...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Savona 127/B, 20144 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • en ENG
    • it ITA
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • en ENG
    • it ITA
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione