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    Home » Cronaca » Brexit: ore cruciali per l’accordo, Londra ottimista

    Brexit: ore cruciali per l’accordo, Londra ottimista

    Dopo l'incontro tra Tusk e Cameron, Downing Street soddisfatta della proposta di Bruxelles per escludere i cittadini degli altri Paesi Ue dai benefit sociali. Parigi preoccupata per le richieste sulla governance della zona euro

    Letizia Pascale</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LetiziaPascale" target="_blank">@LetiziaPascale</a> di Letizia Pascale @LetiziaPascale
    1 Febbraio 2016
    in Cronaca
    Brexit Tusk Cameron
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    Bruxelles – Sono ore cruciali, quelle di oggi, per giungere ad un accordo tra Ue e Londra sulle richieste di David Cameron per evitare la Brexit. Se il faccia a faccia di ieri a Londra tra il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, e il premier britannico si è concluso con un nulla di fatto, la squadra negoziale dell’Ue è rimasta a Londra per tentare di concludere un accordo il più rapidamente possibile. “Ancora niente accordo. Lavoro intensivo nelle prossime 24 ore cruciale” ha fatto sapere con un laconico tweet, Donald Tusk, dopo l’incontro di ieri. “Buon meeting con il presidente del Consiglio, che ha accordato altre 24 ore di dialoghi prima di pubblicare una bozza di testo sui negoziati”, ha commentato Cameron, sempre via Twitter.

    No deal yet. Intensive work in next 24 crucial. #UKinEU

    — Charles Michel (@eucopresident) January 31, 2016

    A good meeting with @eucopresident, who has agreed to another 24 hours of talks before publishing the draft UK renegotiation text.

    — David Cameron (@David_Cameron) January 31, 2016

    Dopo l’incontro di ieri Downing Street sembra comunque molto più ottimista sulla possibilità di portare a casa l’accordo in tempo utile per il vertice dei capi di Stato e di governo in programma 18 e 19 febbraio che discuterà proprio di Brexit. “Molti progressi sono stati fatti”, si legge in una nota diffusa dall’ufficio del premier britannico, soprattutto in tema di taglio dei benefit sociali per i cittadini degli altri Paesi Ue: “La Commissione – continua la nota – ha presentato un testo che chiarisce che le circostanze attuali della Gran Bretagna incontrano i criteri per lanciare l’interruzione di emergenza” e cioè la possibilità di chiudere, per un periodo di tempo limitato, l’accesso al welfare per i cittadini non britannici. “È un significativo passo avanti, che significa che il Primo ministro può rispettare il suo impegno di restringere i benefit sociali per i migranti Ue per quattro anni”, canta vittoria Londra.

    Il fronte caldo sembra ora spostarsi sulla governance della zona euro. Tra le richieste di Cameron per evitare la Brexit figura anche quella di assicurare che i Paesi che non appartengono alla moneta unica non siano discriminati rispetto agli altri diciannove. Aspetto che preoccupa, soprattutto la Francia, fortemente contraria soprattutto all’ipotesi di una possibilità di veto sulle decisioni dei Paesi dell’area euro. Secondo il Financial Times, Parigi avrebbe già fatto circolare a Bruxelles e Berlino un paper che chiarisce le linee rosse da non superare per avere l’appoggio francese. In particolare l’accordo non dovrà “dare ad alcun Paese membro più poteri istituzionali, di controllo o di voto di quando attualmente previsto e non dovrebbe rallentare né impedire passi avanti nell’approfondimento dell’Eurozona e nel rafforzamento della regolamentazione finanziaria”. Cameron, comunque, avrebbe già assicurato ad Hollande che non intende insistere per garantire ai Paesi dell’area euro alcun potere di veto.

    Se il lavoro delle squadre negoziali procederà come sperato, Tusk dovrebbe trasmettere alle capitali una prima bozza di testo già domani.

    Tags: 24 orebenefitbrexitcameroneurozonamigrantituskuewelfare

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