- L'Europa come non l'avete mai letta -
sabato, 1 Agosto 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Editoriali » Brexit, sulla lettera di Tusk un buon accordo è possibile, che non indebolisce l’Ue

    Brexit, sulla lettera di Tusk un buon accordo è possibile, che non indebolisce l’Ue

    Lorenzo Robustelli</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LRobustelli" target="_blank">@LRobustelli</a> di Lorenzo Robustelli @LRobustelli
    2 Febbraio 2016
    in Editoriali, Politica
    Tusk, Cameron, Brexit, proposta

    Donald Tusk

    E’ l’immigrazione la “bestia nera” d’Europa. Non solo quella che porta fiumi di persone dalla Siria o dal Nord Africa, ma anche quella dei cittadini europei che si spostano da uno Stato all’altro per cercare condizioni di vita migliori.

    Mentre i governi del Sud e dell’Est dell’Unione cercano solidarietà per fronteggiare i massicci arrivi per terra e per mare, anche in Gran Bretagna, dove si arriva più spesso in aereo, la battaglia contro “lo straniero” (anche se cittadino dell’Ue) sembra far premio su tutto. Lo dimostra l’entusiasmo con il quale David Cameron ha accolto la proposta, non rivoluzionaria, fatta dal presidente del Consiglio europeo Donald Tusk in risposta alle rivendicazioni britanniche per evitare un abbandono dell’Unione da parte di Londra. Non rivoluzionaria ma con un punto forte: il freno all’immigrazione “interna”.

    Dei quattro “basket” (i quattro temi posti da Cameron) l’unico sul quale a Bruxelles si è disposti a cedere davvero qualcosa è proprio quello sulla regolazione dalla concessione dei benefici sociali per i cittadini Ue che decidono di stabilirsi nell’Isola. Londra (ma come lei ogni altro governo dell’Unione) potrà, secondo la proposta resa nota da Tusk, bloccare fino a quattro anni i benefici del welfare state agli stranieri comunitari in casi “eccezionali”. Se cioè saranno in troppi a domandarli, se troppi tutti insieme, se la situazione del mercato del lavoro locale non potrà garantire l’assorbimento di nuovi lavoratori, il governo potrà chiedere all’Unione di sospendere l’erogazione degli aiuti per i primi quattro anni di residenza. La procedura prevede il parere della Commissione europea, prima del voto del Consiglio, e gli uomini di Jean-Claude Juncker hanno già fatto sapere che sì, se Londra avanzerà la richiesta troverà l’appoggio della Commissione. Ora è necessario qualche passaggio formale, ma l’aria sembra positiva, sembra (sembra), che i governi dei Ventotto siano d’accordo, lo si vedrà entro la fine della settimana, quando si riuniranno gli sherpa per discutere il documento di Tusk.

    Cameron ha letto le proposte di Tusk e si è sbilanciato parecchio: “Se non fossi già dentro l’Unione, a queste condizioni deciderei di entrare”, ha detto questo pomeriggio. Tutto il chiasso, il movimento politico, sulla Brexit si è ridotto a questo, visto che sugli altri tre temi posti sul tavolo (competitività, sovranità e regole dei rapporti tra paesi euro e non euro) Londra, in sostanza, non ha ottenuto nulla. La lettera di Tusk non fa altro che dare un “chiarimento” sulle procedure esistenti, ma cambiamenti non ce ne sono, anche perché per alcuni temi, come quello della sussidiarietà (chiamata in questo caso sovranità, per sfoggio politico) sono regolati dai Trattati Ue, e non è che possono essere cambiati facilmente. Tanto che anche Tusk scrive che “alla prossima revisione dei Trattati” che capiterà potranno inserirsi “alcune delle cose” che saranno stabilite in questo accordo.

    Il premier britannico sa, e probabilmente ha sempre saputo, che non poteva ottenere molto da questo negoziato, e dunque si è concentrato sostanzialmente su un solo tema, quello più chiaro e caro ai suoi concittadini, quello sul quale più facilmente può fare campagna referendaria per il “No” all’abbandono dell’Ue. Forse si è fatto tanto rumore per nulla, per regolare qualcosa che non necessitava, evidentemente, la messa in discussione dei fondamenti dell’Unione europea (che lo stesso Tusk ha detto essere intangibili) tanto che i Trattati, per ora almeno, restano quel che sono, e da Londra non si potrà metter bocca sulle decisioni che i Paesi dell’euro prenderanno sulla loro moneta. Resta anche lo stesso il meccanismo di blocco che una maggioranza dei Parlamenti nazionali hanno sulla legislazione dell’Unione, già ampiamente regolato dagli articoli del Trattato Ue.

    La regola sui migranti interni ottenuta da Londra, ovviamente, varrà anche per tutti gli altri Stati membri, anche se, evidentemente, il welfare britannico non è comparabile con quello bulgaro o anche italiano. Questo vuol dire che la regola probabilmente sarà ben accetta da tutti, in particolare da chi, come i francesi o i belgi, ha un buono stato sociale. Dunque da Bruxelles si è, anche qui probabilmente, impedita l’apertura di quel vaso di Pandora di rivendicazioni nazionali che sarebbe stata inevitabile se per Londra ci fossero state concessioni particolari sul ruolo nel Mercato interno, o nella gestione della moneta unica.

    Quel che si è concesso a Cameron (e a tutti gli altri, beninteso) non mette in discussione le fondamenta dell’Unione, lui non ha ottenuto molto, e se l’Ue ha perduto di certo qualcosa in termini di libera circolazione lo ha fatto sancendo che il principio ed il diritto di libero stabilimento restano vivi, ma che di fronte a situazioni “eccezionali”, che dovranno essere riconosciute dai capi di Stato e di governo volta per volta, collegialmente, possono essere poste delle limitazioni temporali. Se l’accordo sarà questo l’Unione non scricchiola, ma ha dimostrato di essere utile e di saper affrontare le preoccupazioni anche di chi ha più dubbi sulle ragioni dello stare insieme.

    Tags: brexitDavid CameronDonald Tusk

    Ti potrebbe piacere anche

    Distretto di polizia alla base militare britannica di Krotiri, a Cipro [foto: Dickelbers/Wikimedia Commons, https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Souvereign_Base_Areas_Police_station_on_Cyprus.JPG]
    Politica Estera

    Iran ed Europa della difesa, per l’UE il nodo delle basi militari britanniche a Cipro

    27 Luglio 2026
    Il saluto dell'Eurocamera agli eurodeputati britannici il 29 gennaio 2020. Source: Imagoeconomica
    Politica Estera

    Europei favorevoli al ritorno di Londra nell’UE, mentre a Kiev chiedono prima le riforme: i dati di Polling Europe Euroscope

    20 Luglio 2026
    Foto di famiglia alla Conferenza sulla ripresa dell'Ucraina. 25 Giugno 2026. Source: EU Council
    Politica Estera

    Ucraina, ecco i 90 miliardi dell’UE: versata la prima tranche da 3,2 miliardi

    25 Giugno 2026
    Proteste per la brexit [Foto: Unsplash]
    Politica Estera

    Regno Unito, ‘il decennio del rimpianto’: la maggioranza dei britannici ora voterebbe per il rientro nell’UE

    23 Giugno 2026
    UE Regno Unito Brexit- Erasmus (fonte: iStock)
    Politica Estera

    Dieci anni dalla Brexit: crescita frenata, sei premier e un sondaggio scoraggiante

    23 Giugno 2026
    Da sinistra: il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il premier britannico Keir Starmer e il presidente francese Emmanuel Macron [Londra, 7 giugno 2026. Foto: Lauren Hurley / No 10 Downing Street, via imagoeconomica]
    Politica

    Regno Unito, Starmer si dimette. Burnham pronto per guidare il Paese e i laburisti

    22 Giugno 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Auto elettriche Eurostat

    Boom di auto elettriche in UE: +29,7 per cento di immatricolazioni nel 2025, ma sulle strade restano una minoranza

    di Annachiara Magenta annacmag
    31 Luglio 2026

    Secondo Eurostat, l'Italia è il Paese più motorizzato dell'UE, con 709 auto ogni mille abitanti, ma solo l'11 per cento...

    Festa in occasione della giornata internazionale dei Rom e dei Sinti. Crediti: Sergio Oliverio via Imagoeconomica

    Olocausto dei Rom e dei Sinti, il relatore del Consiglio d’Europa: “Basta silenzio”

    di Iolanda Cuomo
    31 Luglio 2026

    "Non parlarne permette narrazioni disumanizzanti"

    asilo, immigrati, parlamento europeo

    Nati in Italia, ancora stranieri? Esperto dell’EUI commenta la proposta di legge sulla cittadinanza in Italia

    di Redazione eunewsit
    31 Luglio 2026

    L'Istituto Universitario Europeo presenta un confronto tra le leggi di 32 Paesi europei al Parlamento

    Camion. Crediti: Gabriel Santos via Unsplash

    Trasporti, nell’UE in aumento le merci su strada nel 2025

    di Iolanda Cuomo
    31 Luglio 2026

    Spostate 13,3 miliardi di tonnellate di beni, pari al +1,8 per cento rispetto al 2024. I volumi maggiori sono stati...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione