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    Home » Politica Estera » Nato approva aumento presenza ad est, “segnale chiaro” contro aggressori

    Nato approva aumento presenza ad est, “segnale chiaro” contro aggressori

    La decisione dopo le richieste dei Paesi preoccupati per l'atteggiamento della Russia. Stoltenberg: non è "un ritorno alla Guerra fredda" ma soluzione ottimale per rispondere al "mutato ambiente di sicurezza"

    Caterina Tani</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/CTBRX" target="_blank">CTBRX</a> di Caterina Tani CTBRX
    10 Febbraio 2016
    in Politica Estera

    Bruxelles – I Paesi membri della Nato hanno approvato l’idea di costituire una nuova forza multinazionale nella parte est dell’Alleanza. Un modo per rassicurare i Paesi dell’Europa orientale, allarmati da una presenza russa sempre più ingombrante, inviando un “segnale chiaro” ad “ogni potenziale aggressore dei Paesi Nato”, ha spiegato il segretario generale, Jens Stoltenberg. “La Nato risponderà come un’unica entità di fronte all’aggressione ad un alleato”, ha chiarito Stoltenberg secondo cui la decisione presa è fondamentale per il “rafforzamento della nostra difesa e deterrenza”.

    Il nuovo piano prevede il dispiegamento di non più di 6mila uomini con uno schema “a rotazione”. Nello specifico, si parla dello schieramento di unità mobili ben equipaggiate (con tutto quello che serve tra cui personale addestrato, logistica, informatica, mezzi) che possano essere raggiunte in qualsiasi momento da unità di rinforzo mobili (normalmente tenute “a ridosso” in un territorio “amico”). Il tutto risponde al  concetto di quella “deterrenza moderna” – come viene chiamata – ideata all’indomani dell’annessione russa della Crimea e del conflitto ucraino. Per essere implementata, essa prevede anche un generale aumento delle spese militari, dato l’alto costo dei mezzi e le predisposizioni necessarie.

    I leader Nato dovrebbero approvare formalmente il piano a luglio, nel corso di un summit in Polonia, Paese che ha guidato la richiesta, formulata insieme ad altri paesi dell’Europa orientale, di dislocare unità militari permanenti lungo il confine con la Russia. Questo sempre che vi sia l’avallo definitivo di tutti i membri dell’Alleanza. Gli altri membri Nato si sono difatti mostrati riluttanti ad accettare quella che è stata vista come un ritorno alle logiche della Guerra Fredda soprattutto considerando l’appoggio di Mosca nella crisi siriana.

    Il Segretario Nato ha negato che vi sia “un ritorno ai giorni della Guerra Fredda, quando vi erano centinaia di migliaia di truppe nelle basi” e che la soluzione di un complesso di forze agile e snello costituisce la soluzione migliore “in un mutato ambiente di sicurezza”.

    Tags: Alleanza atlanticabornCrimearussiaStoltenbergukraine

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