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    Home » Cronaca » Svezia: l’asilo sia chiesto all’Ue e non ai singoli Stati

    Svezia: l’asilo sia chiesto all’Ue e non ai singoli Stati

    Il premier Lofven al Parlamento europeo: "Dublino va rimpiazzato con sistema nuovo, comune e sostenibile" al quale chi non partecipa "non vedo come possa partecipare a Schengen"

    Alfonso Bianchi</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@AlfonsoBianchi" target="_blank">@AlfonsoBianchi</a> di Alfonso Bianchi @AlfonsoBianchi
    9 Marzo 2016
    in Cronaca
    Stefan Lofven a Strasburgo - foto European Union 2016 - Source : EP
    Stefan Lofven a Strasburgo – foto European Union 2016 – Source : EP

    Bruxelles – Il regolamento di Dublino “non funziona e va rimpiazzato”, con un meccanismo nuovo in cui l’asilo politico “non venga più richiesto al singolo stato membro, ma all’Unione europea”, che poi deve dividere i rifugiati in maniera equa. Parlando al Parlamento europeo a Strasburgo il premier svedese, Stefan Lofven, ha criticato l’Europa che non è capace di agire e chiesto di modificare le regole sull’asilo.

    “Sento molte parole e molti piani per andare avanti ma vedo troppi pochi fatti”, ha affermato Lofven secondo cui “è il momento di agire” e “tutti gli Stati membri devono assumersi le proprie responsabilità”. Shengen “è un pilastro fondamentale dell’Ue”, ma “se non agiamo in fretta rischiamo di perderlo”, ha avvertito.

    La Svezia è uno dei Paesi che ha sospeso la libera circolazione reintroducendo, lo scorso novembre, i controlli alla frontiera. “In due mesi dello scorso autunno avevamo ricevuto circa 80mila persone a una media equivalente a 25 milioni di richiedenti asilo in tutta l’Ue in un anno”, e questo “ha portato il nostro sistema di accoglienza alle soglie del collasso e nell’assenza di una soluzione europea siamo stati costretti ad un’azione unilaterale”, ha spiegato Lofven.La Svezia è il terzo Paese per domande d’asilo ricevute nel 2015 (156.100, il 12% del totale), e il secondo per rapporto popolazione, profughi con oltre 16mila domande per ogni milione di abitanti.

    “Dobbiamo passare da una situazione di caos a una di controllo altrimenti rischiamo la cooperazione europea come la conosciamo”, ha avvertito ancora il premier secondo cui “è il momento di riconoscere che il regolamento di Dublino non funziona e deve essere rimpiazzato” con un sistema “nuovo, comune e sostenibile”, altrimenti “più Paesi saranno forzati a muoversi e agire unilateralmente”.

    La Svezia, ha garantito, “agirà per avere un nuovo sistema di asilo basato sulla distribuzione equa e in cui l’asilo viene richiesto nell’Unione europea e non nel singolo Stato membro”. “Se dobbiamo dividere i confini esterni e avere libertà di movimento tra i Paesi dobbiamo anche condividere il sistema di asilo”, ha affermato e anzi, ha concluso, “per essere onesto non vedo come i Paesi che non partecipano in un sistema di asilo comune possano partecipare a Schengen”.

    Tags: DublinoimmigrazionemigrantiRifugiatiStefan Löfvensvezia

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