- L'Europa come non l'avete mai letta -
giovedì, 7 Maggio 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Editoriali » Quella villana di Cenerentola

    Quella villana di Cenerentola

    Diego Marani di Diego Marani
    31 Marzo 2016
    in Editoriali

    Mentre un irresponsabile burocrate olandese invita i dipendenti comunali a non indossare la minigonna per non turbare la sensibilità di qualche mussulmano arrapato e sancisce così con la carta bollata la limitazione della libertà individuale delle donne olandesi per tutelare l’inciviltà e la sopraffazione della più volgare misoginia, in Egitto succede anche di peggio. Non parlo del tragico caso Regeni, che comunque sta facendo tremare il regime di Al-Sisi, ma del ben più futile episodio accaduto al fuoriclasse Leo Messi. Invitato ad uno show televisivo, la Pulce ha regalato alla conduttrice le sue scarpe da calcio per destinarle a un’asta di beneficienza. La cinepresa ha dunque ampiamente inquadrato le calzature del campione. E lì è scoppiato in finimondo. Perché nella cultura araba mostrare le scarpe è segno di disprezzo. Telespettatori oltraggiati hanno telefonato al canale televisivo per protestare e perfino la Federcalcio egiziana ha gridato allo scandalo, accusando Messi di umiliare gli egiziani con il suo gesto.  Per fortuna che il giocatore egiziano Hossam Mido è poi intervenuto a dissipare l’equivoco e a garantire la totale buona fede del troppo generoso Messi. Viene da chiedersi che fine farebbe nel mondo mussulmano la povera Cenerentola appena si presentasse dal principe a mostrargli la scarpina… Gliela tirerebbe dietro assieme ai suoi stivali?

    Questo episodio ci pone ancora una volta davanti alla questione del dialogo interculturale. Abbiamo fatto di questo concetto il nostro principio fondamentale nell’avvicinamento all’altro. Un dialogo per capirsi, per dissipare equivoci, per trovare un terreno comune che porti infine ad una coscienza condivisa. Cosa di più giusto? Il grande errore sta nel fatto che mentre noi per condurre questo dialogo partiamo dal piano dello stato di diritto e delle libertà fondamentali, alcuni dei nostri interlocutori partono dai loro principi, inconciliabili con i nostri valori perché fondati sulla pretesa di una verità religiosa incontestabile dalla ragione. Questo non è un dialogo, non c’è scambio qui, c’è un’ingiunzione. Prima di parlare con noi, i nostri interlocutori ci chiedono di rinunciare ai fondamenti della nostra civiltà. Si, ho detto civiltà. La parità di genere, la libertà sessuale, l’uguaglianza, la tutela dell’integrità fisica di ogni individuo, la laicità dello Stato non sono principi che possiamo mettere in discussione. Viene allora il dubbio che con certi gruppi il dialogo sia semplicemente impossibile perché è un concetto inesistente nella loro cultura. È opinione dominante oggi in Europa che si debba dialogare con tutti, anche con quelli che non rispettano i nostri valori, come la Turchia di Erdogan, dove la libertà di stampa è calpestata e lo stato di diritto è vacillante, o come il governo tagliagole dell’Arabia Saudita, secondo la logica che parlare è comunque sempre mantenere una porta aperta. Sorvolando sull’ipocrisia di certi dialoghi a sfondo petrolifero.

    Questo atteggiamento può anche avere un suo valore e una sua opportunità. Ma solo a patto che si ponga un limite a quello che siamo disposti a accettare. Dobbiamo cominciare ad avere il coraggio di dire che tutti sono i benvenuti in Europa, ma non coloro che non si adattano al nostro modo di vivere. Il verbo “migrare” deriva dall’antico greco “ameibein” che significa “cambiare”. Non si può dunque migrare senza cambiare. La migrazione comporta un adattamento, una trasformazione. Piaccia o no ai fanatici del politicamente corretto. Certo anche noi dobbiamo essere disposti al cambiamento e assorbire la cultura di questi nuovi europei. Ma non avremmo nulla di buono da dare a questa gente se ci snaturassimo per essere accomodanti a regole tribali e disumane. Se migranti da tutto il mondo vengono da noi perché apprezzano il nostro modo di vita, perché lo trovano attraente, sono i benvenuti. Siamo pronti a mescolarci a loro. Ne usciremo tutti uomini migliori. Se invece vengono per sfuggire alla guerra e alla distruzione ma non sono disposti ad accettare il nostro modo di vita, li dobbiamo certo accogliere, perché questa è umanità, è il nostro dovere internazionale. Ma faremmo un torto a noi e a loro facendoli vivere qui. Dobbiamo invece aiutarli a ricostruire i loro paesi e lasciare che là tornino, a vivere come credono giusto. A me piacciono molto le mie scarpe. Me le lucido tutte le mattine. Non vorrei che questo un giorno potesse offendere qualcuno.

    Tags: egittoLionel Messi

    Ti potrebbe piacere anche

    Le dichiarazioni alla stampa dei presidenti del Consiglio europeo, Antonio Costa, della Commissione europea, Ursula von der Leyen, di Cipro, Nikos Christodoulidīs, del Libano, Joseph Aoun, della Siria, Ahmed Hussein al-Sharaa. Fonte: Consglio Europeo
    Politica Estera

    Von der Leyen ai leader Mediorientali: “Nei momenti di crisi i legami si rafforzano”

    24 Aprile 2026
    Notizie In Breve

    Egitto, la Commissione UE eroga un miliardo di aiuti macro-finanziari

    15 Gennaio 2026
    libano kallas
    Politica Estera

    Gaza, per Kallas “non c’è giustificazione per il deterioramento” della crisi umanitaria

    8 Gennaio 2026
    Celine Imart, EP Plenary session - Voting session (foto: European Parliament)
    Politica Estera

    Il Parlamento Ue approva il prestito di 4 miliardi per l’Egitto, i Verdi: “La Commissione butta al vento democrazia e diritti umani”

    1 Aprile 2025
    Mahmoud Abbas Antonio Costa gaza
    Politica Estera

    L’Ue sostiene il piano arabo per Gaza. Costa: “No a modifiche demografiche e territoriali”

    4 Marzo 2025
    egitto
    Politica Estera

    Cosa prevede l’accordo da 7,4 miliardi con l’Egitto, il più sostanzioso mai siglato dall’Ue

    18 Marzo 2024

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, e il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez (Fonte: Imagoeconomica)

    Spagna e Slovenia chiedono all’UE di bloccare le sanzioni USA contro la Corte Penale Internazionale. Ma Bruxelles tace

    di Giorgio Dell'Omodarme
    7 Maggio 2026

    La proposta dei primi ministri Pedro Sanchez e Robert Golob mira a proteggere anche la relatrice ONU per la Palestina,...

    Le proteste davanti al padiglione della Russia. Foto: IPA Agency

    L’UE: “Senza risposta soddisfacente dalla Biennale, pronti a rescindere il contratto”

    di Valeria Schröter
    7 Maggio 2026

    Nel briefing quotidiano con la stampa, la Commissione ha ribadito di aver inviato una lettera alla Biennale il 10 aprile...

    Idrogeno, stazione di di rifornimento treno [foto: Sergio Oliverio/imagoeconomica]

    Dall’UE 1,09 miliardi per la produzione di idrogeno. Tra i premiati non c’è l’Italia

    di Renato Giannetti
    7 Maggio 2026

    La Commissione europea seleziona nove progetti di sostenibilità. Fondi a Grecia, Spagna, Danimarca, Austria, Finlandia, Germania e Norvegia. Hoekstra: "Acceleriamo...

    Detenuto nel carcere di Regina Coeli [foto: Daniele Scudieri/Imagoeconomica]

    Esplode il numero dei detenuti nelle carceri UE, Italia quinta per sovraffollamento

    di Giulia Torbidoni
    7 Maggio 2026

    I dati di Eurostat mostrano una crescita del 2 per cento tra il 2023 e il 2024. Una tendenza opposta...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione