Bruxelles – Il rispetto dell’accordo globale salva-clima di Parigi dovrà comportare l’abbandono delle centrali a carbone, “anche quelle più efficienti”. Questo in sintesi il messaggio dell’ultimo rapporto degli esperti di Ecofys, commissionato dall’ufficio europeo del Wwf, secondo cui gli impianti a carbone sono di fatto incompatibili con l’obiettivo di contenere il riscaldamento entro i due gradi, a causa delle “drastiche riduzione delle emissioni nel settore dell’energia necessarie” afferma David de Jager, autore principale dello studio. “Questo rapporto discredita quanto affermato dall’industria del carbone e da governi come quelli di Giappone, Germania, Sud Corea, Australia e Polonia, sul fatto che gli impianti a carbone siano compatibili con l’azione sul fronte clima” afferma Sebastien Godinot, economista dell’ufficio Ue del Wwf.
Secondo gli esperti Onu dell’Ipcc, le emissioni del settore della produzione di energia elettrica a livello globale dovrebbero ridursi e quasi azzerarsi al 2050, per contenere il riscaldamento del Pianeta entro i due gradi. La conclusione del Wwf è che i governi debbano smettere “immediatamente” di dare aiuti finanziari al carbone ed eliminare tutti gli impianti a carbone entro il 2035 nei Paesi Ocse e prima del 2050 a livello globale. “Con il G7 in Giappone, alcuni dei maggiori Paesi che usano il carbone hanno un’occasione unica per cominciare ad eliminare i sussidi per il carbone” aggiunge Godinot. Attualmente sono circa 2.300 i nuovi impianti a carbone pianificati in tutto il mondo.


![Una centrale idroelettrica [foto: Julian Paren/Wikimedia Commons]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/01/Hydropower_station-350x250.jpg)

![[foto: Dr Doofenshmirtz/Wikimedia Commons]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/01/venezuela-risorse-350x250.png)









