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    Home » Energia » L’UE al lavoro su misure contro il caro-energia: “La crisi può aggravarsi”

    L’UE al lavoro su misure contro il caro-energia: “La crisi può aggravarsi”

    Il commissario chiude ad ogni possibilità di cambiamento di relazioni con Mosca per ripristinare forniture a basso costo. "Sarebbe un errore ripetere gli errori del passato. Quindi, il segnale è molto chiaro: in futuro, non importeremo nemmeno una molecola di energia dalla Russia"

    Giulia Torbidoni di Giulia Torbidoni
    16 Marzo 2026
    in Energia
    Il ministro belga per l'Energia, Mathieu Bihet, e il commissario europeo all'Energia, Dan Jørgensen. Fonte: Consiglio UE

    Il ministro belga per l'Energia, Mathieu Bihet, e il commissario europeo all'Energia, Dan Jørgensen. Fonte: Consiglio UE

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    Bruxelles – L’Unione europea sta affinando delle misure per prepararsi alla possibilità di un peggioramento della crisi energetica. Parola del commissario europeo all’Energia, Dan Jørgensen.  “Siamo ben consapevoli della necessità non solo di monitorare la situazione, come ovviamente facciamo, ma anche del fatto che dobbiamo anche prepararci, perché la situazione potrebbe ulteriormente aggravarsi, e dobbiamo essere pronti ad adottare misure a breve termine per cercare di aiutare gli Stati membri“, afferma al suo arrivo al Consiglio Energia dell’Unione Europea oggi (16 marzo) a Bruxelles.

    Jørgensen sottolinea che l’UE è oggi “in una situazione molto migliore rispetto al 2022” che è “il risultato delle diverse riforme che attuate, imparando dalla crisi del 2022” con l’inizio della guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina. “Abbiamo più energie rinnovabili nel nostro sistema, abbiamo diversificato il nostro approvvigionamento in generale, nel nostro sistema energetico, ci sono meno ore in cui è il gas a determinare il prezzo dell’elettricità”, elenca. E ribadisce che l’UE non è a rischio di approvvigionamento, ma il problema è – ancora una volta – quello dei prezzi. “In realtà, nell’Unione europea non dipendiamo così tanto dall’approvvigionamento di combustibili, gas o petrolio, dalla regione. Non abbiamo un problema di sicurezza dell’approvvigionamento. Ma abbiamo un problema di prezzo, perché quando i prezzi del mercato mondiale aumentano, ovviamente, questo ci colpisce”, specifica.

    Per il commissario “è estremamente importante trovare soluzioni ai colli di bottiglia” che ci sono in Europa e, allo stesso tempo, riconosce i ritardi e mancanze. “Siamo tutti d’accordo sul fatto che vogliamo abbassare i prezzi ma, allo stesso tempo, dobbiamo ammettere di non aver agito con sufficiente rapidità per attuare alcune misure che sappiamo essere efficaci per ridurre i prezzi, tra cui la maggiore interconnessione”, riconosce. Per questo motivo, Bruxelles cercherà di correre – nuovamente – ai ripari. E “a nome della Commissione, presenterò ora dei piani che contribuiranno a risolvere i problemi che abbiamo. Naturalmente, discuteremo nel dettaglio il contenuto e ascolterò le preoccupazioni dei ministri di tutti i Paesi: ma la linea di condotta generale, credo, gode di un ampio consenso”, precisa.

    La situazione mediorientale, però, non può portare a cambiamenti di postura dell’UE verso Mosca. Il commissario risponde così al primo ministro belga, Bart de Wever, che in un’intervista nel fine settimana ad alcune testate francofone ha spiegato che potrebbero essere necessari negoziati di pace con la Russia – dal momento che l’Europa non può sconfiggere militarmente il presidente russo, Vladimir Putin, inviando armi a Kiev né può isolare economicamente in modo totale il Paese aggressore senza un maggiore sostegno da parte degli Stati Uniti – e che, normalizzando le relazioni con il Cremlino, si avrebbe un ripristino di forniture energetiche a basso costo. “Sarebbe un errore ripetere gli errori del passato. Quindi, il segnale è molto chiaro. In futuro, non importeremo nemmeno una molecola di energia dalla Russia“, chiarisce Jørgensen. “In Europa non possiamo aiutare o finanziare indirettamente la guerra illegale della Russia. Siamo stati fin troppo a lungo dipendenti dall’energia russa, permettendo a Putin di ricattarci con l’energia, permettendogli di usare l’energia come arma contro di noi e siamo determinati a rimanere su questa strada”, conclude il commissario.

    Tags: Criside weverenergiafornituregasIranJorgensenpetrioliorussiaue

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