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    Home » Energia » In Medio Oriente l’interruzione dell’approvvigionamento di petrolio “più grande di sempre”. L’UE: “Nessun rischio immediato”

    In Medio Oriente l’interruzione dell’approvvigionamento di petrolio “più grande di sempre”. L’UE: “Nessun rischio immediato”

    Nuovo allarme dall'AIE: si rischia "un calo globale della produzione di petrolio di 8 milioni di barili al giorno quest'anno". E il rilascio di 400 milioni di barili dalle scorte d'emergenza "rimane una misura provvisoria"

    Simone De La Feld</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@SimoneDeLaFeld1" target="_blank">@SimoneDeLaFeld1</a> di Simone De La Feld @SimoneDeLaFeld1
    12 Marzo 2026
    in Energia
    //FARNOOD_Sipa.24726/Credit:BERNO/SIPA/2603090827

    //FARNOOD_Sipa.24726/Credit:BERNO/SIPA/2603090827

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    Bruxelles – L’Agenzia internazionale per l’energia lancia l’allarme: la guerra in Iran ha ridotto la produzione di petrolio e gas della regione di almeno 10 milioni di barili al giorno. Si tratta della “più grande interruzione dell’approvvigionamento nella storia del mercato petrolifero globale”. Il prezzo del greggio sale di nuovo sopra i 100 dollari al barile, mentre la nuova Guida suprema, Mojtaba Khamenei, ribadisce la chiusura dello Stretto di Hormuz. La Commissione europea, che ha riunito il ‘gruppo di coordinamento sul petrolio’, cerca di mantenere la calma e dichiara: “Non sono emerse preoccupazioni immediate sulla sicurezza delle forniture”.

    Dopo aver approvato il rilascio di 400 milioni di barili di petrolio dalle riserve di emergenza dei Paesi che ne fanno parte (32 membri e 13 associati), l’AIE ha diffuso oggi (12 marzo) un nuovo rapporto in cui ha avvertito che il crollo della produzione in Medo Oriente potrebbe portare a un calo globale della produzione di petrolio di 8 milioni di barili al giorno quest’anno. L’escalation del conflitto ha già danneggiato diverse infrastrutture petrolifere e del gas, e molte compagnie stanno interrompendo la produzione perché, con lo stretto di Hormuz chiuso, gli impianti di stoccaggio locali si stanno riempiendo.

    “In assenza di una rapida ripresa dei flussi di trasporto, le perdite di approvvigionamento sono destinate ad aumentare”, afferma l’AIE. Dallo stretto di Hormuz, controllato dall’Iran, passa un quinto dell’offerta di greggio mondiale: la sua chiusura “ha di fatto eliminato 15 milioni di barili di petrolio al giorno dal mercato globale”, provocando forti oscillazioni dei prezzi di mercato”. Oggi, la quotazione del petrolio Brent, benchmark globale per il petrolio con sede nel mare del Nord, è salita a oltre 101 dollari a barile. Il greggio statunitense ha toccato i 96,55 dollari al barile.

    Dall’analisi dell’AIE, emerge che i Paesi consumatori dispongono fortunatamente di “notevoli quantità di petrolio in giacenza per colmare le perdite temporanee di approvvigionamento”, con le scorte globali al livello più alto dal febbraio 2021, a oltre 8,2 miliardi di barili. “Circa la metà di queste scorte è detenuta dai Paesi dell’OCSE, di cui 1,25 miliardi di barili dai governi per scopi di emergenza, con ulteriori 600 milioni di barili di scorte industriali detenute per obbligo governativo”, si legge nel rapporto.

    Oggi, i Paesi dell’UE si sono riuniti per discutere la proposta dell’AIE di rilasciare la cifra record di 400 milioni di barili di petrolio, più del doppio dei 182 milioni di barili rilasciati all’inizio della guerra in Ucraina. “I nostri Stati membri interpretano questa iniziativa come un’azione collettiva e volontaria basata sulle proprie circostanze nazionali“, ha affermato una portavoce della Commissione europea, aggiungendo che “alcuni Stati membri hanno espresso l’intenzione di rilasciare alcune scorte in seguito alla richiesta dell’AIE”.

    Secondo le valutazioni dei gruppi di coordinamento UE sul petrolio e sul gas, “non ci sono preoccupazioni immediate in termini di sicurezza dell’approvvigionamento”. Per quanto riguarda il gas, “c’è maggiore preoccupazione per l’aumento dei prezzi“, ha ammesso la portavoce. Dall’inizio del conflitto, i prezzi del gas sono aumentati del 50 per cento e quelli del petrolio del 27 per cento. Per l’AIE, l’impatto finale del conflitto sui mercati del petrolio e del gas dipenderà “in modo determinante, dalla durata delle interruzioni del traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz”. L’Agenzia lancia un ultimo monito: “Il rilascio coordinato delle scorte di emergenza fornisce un importante e gradito ammortizzatore, ma in assenza di una rapida risoluzione del conflitto, rimane una misura provvisoria”.

    Tags: Agenzia internazionale dell'energiaIranMedio Orientepetrolio

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