- L'Europa come non l'avete mai letta -
venerdì, 25 Settembre 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Le Newsletter di Eunews
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Economia » Sharing economy, Danti (Pd): servono progetti più ambiziosi

    Sharing economy, Danti (Pd): servono progetti più ambiziosi

    L'europarlamentare critico sulla comunicazione della Commissione europea: "Rinunciare all'aspetto regolatore significa che nei prossimi anni avremo 28 approcci diversi per uno stesso settore, mentre regole comuni avrebbero reso più facile lo sviluppo di una Europa più unita"

    Elena Bondesan</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@elena_bondesan" target="_blank">@elena_bondesan</a> di Elena Bondesan @elena_bondesan
    22 Giugno 2016
    in Economia
    sharing economy, economia collaborativa, economia digitale,
    Powered by powered by evolution group

    Bruxelles – Il nascente astro della sharing economy promette grandi sviluppi futuri e progressi nel settore dell’economia. La Commissione europea ha recentemente emesso una comunicazione in cui delinea gli orientamenti di base che i 28 Stati membri dovrebbero seguire sul tema, in particolare per riequilibrare le differenze di trattamento nei diversi Paesi. Ma secondo l’eurodeputato Nicola Danti, del gruppo S&D, si può e si deve fare di più. Per una dimensione in crescita come quella della sharing economy è fondamentale definire il perimetro del campo da gioco, per permettere uno sviluppo armonioso in tutta l’Unione europea ed evitare la nascita di distorsioni di mercato.

    Nicola Danti, Parlamento Ue,
    Nicola Danti, deputato al Parlamento europeo

    Onorevole Danti, qual è il suo punto di vista sugli orientamenti recentemente proposti dalla Commissione?

    Sicuramente le linee guida proposte dalla Commissione sono positive per un settore in grande espansione come quello dell’economia collaborativa. L’obiettivo di orientare e inquadrare questo fenomeno, legato all’economia digitale e ai telefonini sempre in tasca, è la giusta strada da percorrere verso più ampie opportunità per i cittadini. Ma evidentemente la comunicazione dell’esecutivo comunitario rivela aspetti poco ambiziosi. Non aver fornito norme più prescrittive in una fase come questa, di avvio del mercato unico, è in realtà una limitazione. Era meglio puntare ad un testo legislativo che non determinasse in tutto e per tutto il fenomeno, ma che almeno stabilisse dei paletti importanti. Rinunciare all’aspetto regolatore significa che nei prossimi anni avremo 28 approcci diversi per uno stesso settore, mentre regole comuni avrebbero reso più facile lo sviluppo di una Europa più unita. La sharing economy non deve essere bloccata nel suo sviluppo, ma è fondamentale definire il campo di azione e le regole di base per evitare distorsioni di mercato. Inoltre la deregolamentazione porta con sé il rischio che le più grandi piattaforme già affermate costituiscano un blocco di mercato che soffochi eventuali sviluppi alternativi. Una normazione comunitaria avrebbe invece definito un campo di lavoro che avrebbe chiarito le delimitazioni e le opportunità per le nuove idee e le nuove piattaforme a livello dell’intera l’Unione europea e non solo di un singolo Stato.

    Quando si parla di economia collaborativa si riunisce in un’unica etichetta dimensioni di impresa molto diverse. Secondo lei che genere di impresa rientrano propriamente nella definizione di sharing economy?

    Definire cosa si intende per sharing economy è fondamentale, troppo spesso si parla di economia di condivisione per soggetti commerciali che semplicemente sfruttano le piattaforme per i loro servizi. Questo fenomeno è straordinariamente importante per le opportunità che porta con sé e che prima non c’erano. Ma ha anche un valore in sé, in quanto la condivisione di attività implica elementi di carattere naturale, ambientale, di risparmio e di capacità di creare una società sempre più coesa. Esistono diversi metodi di fare economia di condivisione: da un lato si parla di ‘consumer to consumer’, cioè quei servizi in cui sia il prestatore dell’opera che l’utilizzatore sono consumatori. In questo caso il servizio può essere fornito in cambio di un rimborso spese, eventualmente una paga o un reddito minimo, oppure scambiando tempo o beni, senza implicare un pagamento in denaro. Dall’altra parte invece abbiamo i ‘business to consumer’, quando il soggetto che fornisce la prestazione svolge un’attività professionale ed un offre un servizio professionale. Da questo punto di vista è chiaro quali sono gli elementi che distinguono una vera e propria economia collaborativa da una economia business to consumer che si serve di piattaforme digitali. L’approccio nei confronti di quest’ultima dimensione deve essere diverso, con maggiori paletti, anche per una questione di omogeneità di mercato. Bisogna trattare i diversi in modo diverso, e non i diversi in modo uguale. Nei casi in un cui il servizio è offerto da un consumatore e da questa attività viene ricavato un piccolo reddito, è giusto che vi siano delle garanzie per l’altro consumatore che ne usufruisce. Se metto una casa in affitto su una piattaforma è chiaro che il consumatore deve essere tutelato rispetto ai requisiti minimi di abitabilità e sicurezza. Inoltre in queste situazioni deve essere previsto un minimo di tassazione considerando che si tratta di un reddito aggiuntivo, quindi un onere diverso rispetto a quello imposto a chi svolge un’attività professionale.

    Il tema della tassazione è uno dei più discussi in questo settore in crescita, ma si parla molto anche della tutela dei consumatori…

    La questione della tassazione è determinante. Intanto chi accumula guadagni in Europa deve pagare le tasse in Europa. Inoltre ci sono principi essenziali che devono essere rispettati, come quello dell’uniformità fiscale. Chiaramente non si tratta di competenze dell’Unione, ma forse in settore nuovo come quello della sharing economy è più facile procedere verso una armonizzazione ed una normativa uniforme, rispetto ad altri settori più tradizionali. Sembra che nel “difficile” settore fiscale, di competenza nazionale, gli Stati potrebbero avere un approccio positivo relativamente all’economia collaborativa, essendo un settore di nascita recente e ancora da sviluppare. E senza dubbio è più facile procedere ora verso linee comuni che ritrovarsi domani a dover uniformare 28 tassazioni e approcci diversi. Per quel che riguarda i diritti dei consumatori, si tratta di un aspetto essenziale. Serve un approccio di tutela per chi usufruisce del servizio, soprattutto quando è previsto un pagamento, che deve essere affrontato dal lato normativo, delle responsabilità e delle assicurazioni. La Commissione ha esaminato solo in parte il tema nella comunicazione, ma a mio avviso è un elemento che risulterà determinante nei prossimi anni per poter raggiungere uno sviluppo ampio ma anche armonioso e serio nei confronti dei clienti. Se ci sarà la fiducia dei consumatori allora ci sarà un grande sviluppo.

    La dimensione propria della sharing economy è quella delle grandi città, dove si trovano le maggiori fonti di guadagno. Invece nella dimensione locale che spazio può ricavarsi questo nuovo genere di economia?

    L’economia della condivisione è sia la grande compagnia americana che offre una base da cui poi si dirama un servizio in tante città del mondo, sia le piccole piattaforme locali che permettono lo scambio di beni  e servizi. Piattaforme di collaborazione sul territorio sono particolarmente importanti secondo me per la loro valenza di carattere sociale, di comunità. Quando una comunità condivide una serie di servizi migliora le proprie relazioni e la stessa capacità di condivisione, nonché rafforza l’identità del territorio. Sicuramente l’economia collaborativa ha bisogno di regole di base, ma ha anche bisogno di azioni di sviluppo e di sostegno, in particolare per le piattaforme che possono rappresentare sul territorio una forte opportunità di condivisione sia di servizi che di risposte a problemi comuni.

    Tags: AirbnbCommissione europeaeconomia digitalenicola dantiparlamento europeopiattaforme digitaliS&Dsharing economyUberunione europea.

    Eunews Newsletter

    Ti potrebbe piacere anche

    Il presidente dell'Ucraina, Volodymyr Zelenskyy, e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Crediti: Commissione europea
    Politica Estera

    Ucraina, UE: fondi legati alle riforme, se Kiev le fa sblocchiamo 20 miliardi

    23 Settembre 2026
    Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti. Crediti: Sara Minelli via Imagoeconomica
    Economia

    Auto, UE: valuteremo lo stop al bollo dell’Italia nel contesto del Semestre europeo

    18 Settembre 2026
    Bandiere dell'Ucraina e dell'UE sventolano a Palazzo Berlaymont. Crediti: Commissione europea
    Difesa e Sicurezza

    Dall’UE 3,3 miliardi all’Ucraina per l’acquisto di droni e missili

    18 Settembre 2026
    Da sinistra a destra, la vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, Henna Virkkunen, e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Crediti: Commissione europea
    Net & Tech

    Minori online, arriva la Legge UE sui bambini per proteggerli dai rischi digitali

    17 Settembre 2026
    alluvioni Valencia Inondazioni UE
    Le Brevi

    Alluvioni e inondazioni di inizio anno: la Commissione propone di destinare 489 milioni a Portogallo, Spagna, Italia e Malta

    17 Settembre 2026
    Sessione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo di luglio 2026. Crediti: Parlamento europeo - SALUTE - PARLAMENTO UE - CANCRO - PPE
    Salute

    Il PPE si allarma sul piano contro il cancro: non coerente con la linea del Parlamento

    17 Settembre 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    La neoeletta presidente del Consiglio economico, sociale e ambientale francese, Claire Thoury, con il presidente del CESE, Séamus Boland. Source: EESC

    La presidente del Cese francese: “Non dobbiamo mai aver paura di parlare con le persone”

    di Redazione eunewsit
    24 Settembre 2026

    La neoeletta alla guida del Consiglio economico, sociale e ambientale francese, Claire Thoury, ha scelto il CESE come prima istituzione...

    Carburanti

    Carburanti, nell’UE diesel oltre il massimo storico a 2,23 euro al litro

    di Ambrogio Sanelli
    24 Settembre 2026

    Secondo i dati della Commissione, in Italia la benzina è salita del 29,4 per cento, tre punti sopra la media...

    ll ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e il vicepresidente esecutivo responsabile per la Strategia industriale, Stephane Séjourné. Crediti: Canali social del ministro Adolfo Urso 

    L’Italia si candida a costruire l’hub UE di stoccaggio delle materie prime critiche in Veneto

    di Iolanda Cuomo
    24 Settembre 2026

    L'annuncio è stato fatto dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a Bruxelles per il Consiglio...

    ARMENIA DAZI PRODOTTI

    L’UE apre il mercato unico ai prodotti armeni, Yerevan e Bruxelles più vicine

    di Annachiara Magenta annacmag
    24 Settembre 2026

    Il regime preferenziale si applicherà per due anni e riguarderà circa l’80 per cento delle esportazioni dall'ex Paese sovietico

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Savona 127/B, 20144 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione