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    Home » Cronaca » Corte Ue: Se archiviazione è frettolosa sospetto può essere indagato in altro Stato Schengen

    Corte Ue: Se archiviazione è frettolosa sospetto può essere indagato in altro Stato Schengen

    Una sentenza della Corte dell'Ue apre a nuove interpretazioni del principio del "ne bis in idem", per cui una persona non può essere giudicata una seconda volta per lo stesso reato

    Lisa D'Ignazio</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@DIgnazioLisa" target="_blank">@DIgnazioLisa</a> di Lisa D'Ignazio @DIgnazioLisa
    29 Giugno 2016
    in Cronaca

    Bruxelles – I procedimenti preliminari frettolosamente archiviati in un paese Schengen possono essere riaperti in un altro paese della stessa area, e il destino di un indagato può cambiare completamente a distanza di anni. A dirlo è stata la Corte di Giustizia dell’Unione Europea con la Sentenza nella causa C-486/14, Piotr Kossowski, in cui il signor Kossowski aveva due procedimenti giudiziari aperti in Germania e in Polonia. In quest’ultimo paese il procedimento istruttorio era stato chiuso per insufficienza di prove, mentre la Procura di Amburgo aveva contestato allo stesso soggetto un altro reato. Il tribunale di Amburgo ha negato l’avvio del procedimento richiesto dalla procura tedesca sostenendo che fosse in contrasto con il principio del “ne bis in idem”, principio per cui una persona non può essere perseguita o condannata due volte per lo stesso reato. Tuttavia, la Corte dell’Unione Europea, ha precisato che sicuramente non è possibile perseguire per lo stesso reato un cittadino che è stato condannato o ha scontato la sua pena o che è stato definitivamente assolto in uno Stato Schengen, in un altro paese dell’area. Invece, è possibile sottoporre un sospettato ad ulteriori accertamenti, per gli stessi fatti, in più Stati Schengen se le indagini vengono ritenute non approfondite.

    Il procedimento istruttorio può essere considerato “non approfondito” se, ad esempio, non sia stata ascoltata la vittima, il sospetto stesso, o un eventuale testimone. Una mancanza di tale portata può essere significativa e cambiare il destino di una persona che pensava di aver già fatto i conti con la giustizia.

    Fino ad oggi, prima che la sentenza della Corte dell’Unione Europea aprisse le porte alla revisione dei procedimenti archiviati, solo le sentenze definitive di un paese dell’Unione potevano essere contestate dall’interessato davanti alla CEDU, Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, nel caso in cui il soggetto riteneva di essere stato accusato ingiustamente dallo stato d’appartenenza.

    Da oggi non è più solo la fase finale del processo a poter essere messa in discussione, ma anche la fase della conclusione delle indagini.

    Tags: archiviazionechiusura indaginiprocesso penaleSchengen

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