Bruxelles – Servono regole più semplici che assicurino ai consumatori la protezione dei loro dati personali. E la direttiva europea sulla e-privacy, così com’è pensata ora, non garantisce le tutele necessarie. Per questo, 12 associazioni dell’industria telefonica e tecnologica (fra di loro anche grandi nomi come Etno, Cable europe, Gsma e Digitaleurope) hanno firmato una dichiarazione congiunta per chiedere che la direttiva venga abrogata.
Insieme a una maggiore tutela della privacy, le aziende chiedono anche più attenzione all’innovazione: “Questo è un punto critico in un momento in cui le compagnie digitali si stanno sforzando di lanciare nuovi sevizi innovativi e di lavorare per costruire un’Europa 5G”, si legge nella nota congiunta.
Solo con una revisione della direttiva si potrà arrivare a “un approccio orizzontale alla regolamentazione digitale”, perché le regole per i settori specifici della privacy non sono più capaci di rappresentare le sfide dell’era digitale. Per raggiungere l’obiettivo, i 12 firmatari invitano l’Europa a fare un bilancio della General Data Protection Regulation (Gdpr) in modo da avere un regolamento che garantisca maggiore sicurezza per i dati personali e che quello della direttiva non si sovrapponga a quello dello stesso Gdpr.

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