Roma – La Brexit, la scelta britannica di abbandonare l’Ue, non deve essere considerata “la pietra tombale sul processo di integrazione europeo, ma una ragione in più per portarlo avanti”. In visita a Berlino, la presidente della Camera Laura Boldrini rinnova il proprio appello a rafforzare la costruzione europea. Intervenendo alla ‘Vigoni Lecture’ 2016, riconosce che “l’Europa di oggi non è la sola possibile e va cambiata”, ma l’esito del referendum nel Regno unito, sostiene, “stride con la realtà” di oggi, in cui è “sempre più evidente che le risposte alle sfide globali non possono essere date sul piano nazionale”.
Allora bisogna rilanciare il progetto comunitario, secondo Boldrini. In quest’ottica, indica, “l’Europa a due velocità non può più essere un tabù”, e “chi non intende compiere un salto di qualità verso una maggiore integrazione” non può “agire da zavorra per chi vorrebbe farlo”. Senza una più forte “condivisione” di sovranità nazionale, avverte, “assisteremo impotenti al lento cedimento delle fondamenta dell’Europa”. Gli Stati membri che lo hanno capito devono essere liberi di perseguire questo disegno. Mentre chi non lo condivide “potrà godere di alcuni benefici, ma non potrà pretendere eguali diritti”, ammonisce, “senza rispettarne i conseguenti doveri”.
Senza un nucleo di Paesi disposti a proseguire sulla strada dell’integrazione, la presidente vede il rischio di doversi trovare “un giorno a raccontare una favola” sull’Europa che era “un grande spazio di pace, di libertà e di rispetto dei diritti, ma i suoi abitanti e i suoi amministratori non seppero capirne il valore, e lasciarono andar via, uno dopo l’altro, gli Stati che la componevano, frantumando quella realtà in tanti piccoli pezzi che oggi nel mondo non contano più nulla. Sta a noi scrivere per questa favola un finale diverso”, è l’invito di Boldrini.


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