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    Home » Politica » Gozi: liste transnazionali per rimpiazzare gli eurodeputati britannici

    Gozi: liste transnazionali per rimpiazzare gli eurodeputati britannici

    E' una delle proposte italiane per "rafforzare la democrazia europea" dopo la Brexit. Roma propone anche una revisione annuale dello stato di diritto nei Paesi Ue e in quelli candidati, a partire dalla Turchia

    Letizia Pascale</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LetiziaPascale" target="_blank">@LetiziaPascale</a> di Letizia Pascale @LetiziaPascale
    25 Luglio 2016
    in Politica
    Parlamento europeo
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    Bruxelles – Dopo la Brexit sostituire la quota di deputati europei che era riservata al Regno Unito con europarlamentari eletti da liste transnazionali. È la proposta lanciata dal sottosegretario agli Affari europei, Sandro Gozi, nel corso del Consiglio informale Affari generali, che si è svolto a Bratislava, sotto la guida della presidenza di turno slovacca. Secondo Gozi, quello delle liste transnazionali sarebbe un “primo e necessario passo” per “rafforzare la democrazia europea”, unica risposta possibile davanti ad uno scenario politico radicalmente modificato dalla decisione dei cittadini britannici di abbandonare l’Unione europea e di fronte all’ondata di attacchi terroristici che sta sconvolgendo l’Europa.

    Alla riunione dei ministri per preparare il nuovo incontro informale a 27, in programma a Bratislava per il prossimo 16 settembre, il sottosegretario ha ribadito anche l’importanza di “usare un metodo trasparente per negoziare con la Gran Bretagna”, evitando “riunioni informali dietro le quinte” e nel “pieno rispetto del ruolo delle istituzioni Ue”. Una linea condivisa dalla presidenza: “Non ci saranno negoziati di nessun tipo, né a livello tecnico né a livello politico prima che il Regno Unito abbia notificato formalmente la procedura dell’articolo 50”, ha assicurato Ivan Korcok, ministro slovacco per gli Affari europei, smentendo le indiscrezioni di stampa secondo cui tra Ue e Regno Unito starebbe già prendendo forma un accordo, secondo cui Londra potrebbe escludere i lavoratori Ue per sette anni ma manterrebbe l’accesso permanente al mercato unico. “Le considero altamente speculative”, ha chiarito Korcok, assicurando: solo “una volta che sarà lanciato l’articolo 50 inizieremo la discussione sulla nuova relazione e una parte sarà il livello di integrazione nel mercato unico”.

    Sul tavolo dei ministri, dunque, ci sono per il momento solo le possibili risposte per rilanciare l’Ue dopo la batosta arrivata dal responso del referendum. Tra le idee italiane, presentate da Gozi, quella di “espandere la Garanzia Giovani per lottare contro la disoccupazione giovanile”, ma anche quella di “moltiplicare tutte le opportunità offerte da un ‘Erasmus per tutti’, aumentando le risorse europee” e di “rafforzare il Piano Juncker per promuovere grandi progetti transeuropei finalizzati alla ricerca, al digitale e alle infrastrutture”. Il sottosegretario ha anche insistito sulla necessità di “garantire a tutti il diritto alla sicurezza” con un “rapido avvio operativo della polizia europea delle frontiere esterne e messa in campo di nuove iniziative per la difesa”.

    Oltre alla sicurezza fisica occorre però anche, secondo Gozi, “promuovere la sicurezza dei diritti, introducendo una revisione annuale per il rispetto e la promozione dello stato di diritto all’interno di tutti gli Stati membri Ue così come nei paesi candidati”. Revisione che andrebbe fatta “a cominciare dalla Turchia”, chiede l’Italia. “Queste sono le nostre priorità”, spiega Gozi, a cui, assicura, “seguiranno concreti passi avanti per fare di nuovo dell’Europa la casa comune per tutti che ha portato sviluppo e opportunità per tutti”.

    Tags: BratislavabrexiteurodeputatieuropaGozilondrapresidenza slovaccaRegno Unitoueunione europea.

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