- L'Europa come non l'avete mai letta -
venerdì, 15 Maggio 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Non categorizzato » Sentenza Apple: vittoria della politica o sconfitta della democrazia?

    Sentenza Apple: vittoria della politica o sconfitta della democrazia?

    [di Thomas Fazi] La sentenza della Commissione europea nei confronti della Apple non rappresenta un passo in avanti verso l’armonizzazione fiscale quanto piuttosto un’ulteriore limitazione della sovranità nazionale degli Stati europei.

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    3 Settembre 2016
    in Non categorizzato

    di Thomas Fazi 

    Sta facendo molto discutere la recente sentenza della Commissione europea nei confronti della Apple, con cui Bruxelles obbliga l’azienda di Cupertino a versare all’Irlanda 13 miliardi di euro (più interessi) di imposte arretrate. L’azienda statunitense è accusata di aver “evaso” il fisco europeo grazie ad una serie di accordi fiscali siglati col governo irlandese che le hanno permesso di eludere le imposte sulla quasi totalità degli utili generati dalle vendite dei suoi prodotti in Europa. In pratica, la Apple ha organizzato le vendite nel continente in modo tale che contrattualmente i clienti acquistassero i prodotti da una “sede centrale” registrata in Irlanda, piuttosto che nei paesi nei quali venivano venduti i prodotti. Così facendo, tutti gli utili venivano registrati in Irlanda, dove l’azienda beneficia da anni di un regime fiscale particolarmente generoso: questo ha permesso alla Apple di pagare sui propri utili un’aliquota effettiva che dall’1% del 2003 è via via scesa fino allo 0,005% del 2014.

    La sentenza della Commissione ha incassato un plauso pressoché unanime. È comprensibile: il fatto che da anni gli Stati permettano, direttamente (con accordi espliciti, come in questo caso) o indirettamente (rinunciando a chiudere i paradisi fiscali o ad armonizzare le proprie politiche fiscali), alle grandi imprese transnazionali di pagare poco o nulla sui loro utili, mentre ai cittadini e ai lavoratori viene chiesto di accettare dolorosi tagli alla spesa pubblica, tasse più alte e salari più bassi perché “mancano i soldi”, è uno scandalo che grida vendetta. Basti pensare che secondo le stime della stessa Commissione europea il fenomeno dell’elusione e dell’evasione fiscale costerebbe agli Stati europei circa 1 trilione di euro l’anno: una cifra nettamente superiore al disavanzo pubblico complessivo dell’UE. Ovvio, dunque, che l’immagine della commissaria Vestager che brandisce lo scalpo della Apple abbia suscitato reazioni di giubilo da parte di molti, tanto a destra quanto a sinistra.

    Ma siamo sicuri che tale entusiasmo bipartisan sia giustificato? Se andiamo a vedere, la Commissione non se l’è presa con l’Irlanda perché tassa poco le imprese sul suo territorio – come specificato nel comunicato stampa, infatti, «la decisione non mette in discussione il regime tributario irlandese in generale né l’aliquota dell’imposta sulle società applicata nel paese» – ma perché ha favorito una azienda in particolare (la Apple, appunto) rispetto alle altre. Infatti la legge impugnata dalla Commissione è proprio quella che vieta gli aiuti di Stato in quanto lesivi del “principio di libera concorrenza”: la stessa legge che impedisce all’Italia di ricapitalizzare le proprio banche, e a qualunque paese dell’UE di praticare una vera politica industriale.

    Ora, gli aiuti di Stato in questione potranno anche non piacere – a me non piacciono –, ma qui è la libertà degli Stati di decidere le proprie politiche fiscali, industriali e occupazionali (l’azienda di Cupertino ha 6,000 dipendenti in Irlanda) in autonomia ad essere sotto attacco, non la Apple. E se invece della Apple gli sgravi fiscali avessero riguardato un’azienda che produceva tecnologia verde? O macchine elettriche? Insomma, la decisione della Commissione non rappresenta un passo in avanti verso l’armonizzazione fiscale – la concorrenza fiscale non selettiva, infatti, resta non solo ammessa ma implicitamente incoraggiata: non a caso Jean-Claude Juncker ne è stato un facilitatore per diversi anni nella veste di primo ministro del Lussemburgo – quanto piuttosto un’ulteriore limitazione della sovranità nazionale degli Stati che appartengono all’UE.

    Si dirà che “le regole sono le regole”. Vero, ma non possiamo criticare le regole europee quando vengono usate per imporre agli Stati misure che non ci piacciono (come nel caso del bail-in) e applaudirle quando, viceversa, vengono impegnate per imporre misure a noi congeniali. Così come non possiamo lamentarci del “deficit democratico dell’Europa” un giorno e incoraggiarlo attivamente il seguente. È legittimo augurarsi, come fa Lorenzo Marsili, che le politiche fiscali degli Stati membri da ora in poi vengano determinate direttamente dalla Commissione europea. Ma non ci si lamenti se un domani la Commissione dovesse usare tali poteri per finalità meno “illuminate”: non dimentichiamoci, per esempio, delle dure critiche mosse dalla Commissione alla Francia, nel 2013, per aver deciso di ridurre il proprio disavanzo pubblico aumentando le tasse sui grandi patrimoni piuttosto che tagliando la spesa pubblica. 

    Per concludere, va bene gioire per la sentenza della Commissione. Ma che si capisca ciò per cui si sta gioendo. 

    Ti potrebbe piacere anche

    Il capodelegazione del PD al Parlamento europeo, Nicola Zingaretti. Source: Multimedia EU Parliament
    Notizie In Breve

    Zingaretti (PD): “I leader UE ascoltino l’appello di Draghi”

    14 Maggio 2026
    Pedro Sánchez, primo ministro spagnolo [Foto: imagoeconomica]
    Politica

    Caso Spagna sull’uso di fondi Recovery per le pensioni, Fitto: “Possibile se è temporaneo”

    14 Maggio 2026
    Photo de Wolfgang Weisersur Unsplash
    Economia

    La Cina alla conquista dell’UE, surplus commerciale su del 24 per cento in un anno

    14 Maggio 2026
    I presidenti di Consiglio europeo e Commissione europea, Antonio Costa e Ursula von der Leyen, e della Repubblica popolare cinese, Xi Jinping. Source: Ebs
    Economia

    “La mazza dell’assassino”: come la Cina usa le materie prime per ricattare l’Europa (e non solo)

    14 Maggio 2026
    indigeni - transizione energetica UE
    Energia

    Per una transizione energetica giusta, l’UE tuteli e coinvolga le comunità locali nei Paesi partner

    14 Maggio 2026
    FLYER della manifestazione disponibile sul sito dell'organizzazione promotrice:: https://www.association-belgo-palestinienne.be/manifestation-nationale-justice-pour-les-palestiniens-stop-au-genocide-et-a-la-nakba/
    Cronaca

    Bruxelles per la Palestina, la manifestazione per lo stop agli accordi commerciali con Israele

    14 Maggio 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Il capodelegazione del PD al Parlamento europeo, Nicola Zingaretti. Source: Multimedia EU Parliament

    Zingaretti (PD): “I leader UE ascoltino l’appello di Draghi”

    di Giulia Torbidoni
    14 Maggio 2026

    Bruxelles - "I leader dei governi europei ascoltino l'appello di Draghi: siamo soli e insieme, ora, occorre un passo in...

    Pedro Sánchez, primo ministro spagnolo [Foto: imagoeconomica]

    Caso Spagna sull’uso di fondi Recovery per le pensioni, Fitto: “Possibile se è temporaneo”

    di Valeria Schröter
    14 Maggio 2026

    Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della commissione per la Coesione e le Riforme, ha dichiarato che "tali operazioni di gestione della...

    Photo de Wolfgang Weisersur Unsplash

    La Cina alla conquista dell’UE, surplus commerciale su del 24 per cento in un anno

    di Cosimo Firenzani
    14 Maggio 2026

    Nei primi quattro mesi del 2026 Pechino ha accumulato un attivo di 113 miliardi di dollari nei confronti dei Ventisette,...

    I presidenti di Consiglio europeo e Commissione europea, Antonio Costa e Ursula von der Leyen, e della Repubblica popolare cinese, Xi Jinping. Source: Ebs

    “La mazza dell’assassino”: come la Cina usa le materie prime per ricattare l’Europa (e non solo)

    di Giorgio Dell'Omodarme
    14 Maggio 2026

    Secondo uno studio dello European Institute for Security Studies, Pechino controlla il 70 per cento dell'estrazione e raffinazione globale di...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione