Bruxelles – A poche ore dall’ennesimo test nucleare della Corea del Nord, arriva la dura condanna dell’Alto Rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini.
“È un’altra chiara violazione da parte della Repubblica democratica popolare della Corea del Nord degli accordi internazionali a non produrre o testare armi nucleari, come stabilito dalla risoluzione dell’Onu contro la proliferazione nucleare”, ha dichiarato Mogherini. Quello che per il leader nordcoreano, Kim Jong-un, è il quinto test atomico con cui ricorda il 68° anniversario dalla fondazione nazionale da parte del nonno Kim Il-sung, per l’Alto rappresentante europeo costituisce “una grave minaccia alla pace e alla sicurezza dell’intera regione e del mondo”.
Inizialmente era sembrato un terremoto di 5.3 gradi della Scala Richter. In realtà, quello registrato dai sismografi statunitensi alle 9 di stamane, l’una e mezzo di notte in Italia, è stato un sisma “artificiale” a nord della località di Sengjibaegam, poco distante dalla base militare di Pungyye-ri, utilizzata anche in passato per i test atomici nordcoreani.
Il quinto esperimento nucleare degli ultimi dieci hanno è stato accolto con favore non solo dall’autorità nordcoreane e esaltato dalla tv di Stato che ha trasmesso un comunicato secondo cui gli scienziati nordcoreani hanno “condotto l’esplosione di una testata atomica recentemente messa a punto”, ricordando che il test è stato svolto “con successo”. Meno entusiasta dell’esperimento tutta la comunità internazionale che ha ribadito la propria contrarietà alle politiche nucleari dal regime di Pyongyang.
La Corea del Nord “deve rispettare gli obblighi internazionali e rinunciare completamente alle armi e ai programmi nucleari esistenti”, ha ribadito Mogherini nella nota, “in maniera verificabile e in modo irreversibile”.
La richiesta che viene dall’Unione europea alla Corea del Nord è chiara: il Paese deve impegnarsi “in un dialogo credibile e serio con la comunità internazionale, all’interno della cornice dei Six-Party Talks”, i negoziati multilaterali in corso dal 2003 tra Cina, Giappone, Corea del Nord, Russia, Corea del Sud e Stati Uniti.
L’Unione europea attende ora la presa di posizione sulla Corea del Nord da parte del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. “Ci sarà una stretta collaborazione tra le nostre azioni e le decisioni delle Nazioni Unite”, ha assicurato Mogherini.


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