- L'Europa come non l'avete mai letta -
venerdì, 19 Giugno 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Politica » Da Italia, Francia, Germania e Spagna piano comune per una Difesa europea

    Da Italia, Francia, Germania e Spagna piano comune per una Difesa europea

    I documenti italiano e franco-tedesco presentati a Bratislava due settimane fa sono confluiti in un unico testo sostenuto anche da Madrid. Pinotti: "Vogliamo essere inclusivi ma non possiamo stare fermi, andiamo avanti con chi ci sta"

    Letizia Pascale</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LetiziaPascale" target="_blank">@LetiziaPascale</a> di Letizia Pascale @LetiziaPascale
    11 Ottobre 2016
    in Politica
    Difesa Ue

    Bruxelles – Inizia a prendere forma un primo nucleo della Difesa comune europea. A formarlo, a sole due settimane dalla riunione di Bratislava in cui i ministri dei ventotto hanno cominciato a lavorare sul tema, sono Italia, Francia, Germania e Spagna, che sono riusciti a concordare su una proposta congiunta che è stata ora inviata ai colleghi europei oltre che all’Alto rappresentante per gli Affari esteri Ue, Federica Mogherini. Già alla riunione di quindici giorni fa, sia Italia che Francia e Germania, si erano mostrate particolarmente propositive, mettendo sul tavolo due bozze di piano distinte ma con diversi punti di convergenza. La possibilità di unire le forze era apparsa subito evidente, tanto che già a margine della riunione, il ministro italiano, Roberta Pinotti, aveva incontrato gli omologhi di Parigi e Berlino. Le discussioni paiono avere dato ora i loro frutti, consentendo di mettere a punto un documento condiviso dalle tre capitali, con l’ulteriore coinvolgimento della Spagna.

    Approfittando “dell’importante livello di convergenza tra le nostre visioni”, proponiamo “una serie di idee comuni” basate sulle tre priorità strategiche identificate dalla Global Strategy messa a punto a giugno da Federica Mogherini, esordiscono i ministri nel piano comune di cui Eunews ha preso visione. Idee che i quattro sperano possano essere il più condivise possibile: “Tutte queste proposte vorremmo metterle in atto a 28; o, rispettando la decisione della Brexit, a 27”, scrivono, sottolineano però la necessità di considerare come strumento per l’attuazione del piano la Cooperazione strutturata permanente, cioè la possibilità, introdotta dal Trattato di Lisbona, secondo cui anche solo un nucleo ristretto di Paesi può rafforzare la reciproca collaborazione nel settore militare, possibilità finora mai sfruttata. Si tratta, secondo Italia, Francia, Germania e Spagna di “uno strumento fondamentale per andare avanti e stimolare i contributi di quegli Stati membri che vogliono fare passi più solidi”. In ogni caso i quattro ministri sottolineano “l’inclusività” della proposta avanzata e si dicono “aperti a contributi da parte di altri Stati membri verso l’obiettivo comune di una Sicurezza e Difesa Ue più efficiente, capace e senza interruzioni”.

    Per Italia, Francia, Germania e Spagna l’obiettivo è un “livello di ambizione che permetta all’Ue di rispondere alle crisi esterne, di migliorare le capacità dei partner colpiti da crisi e instabilità, specialmente in Africa e di assicurare la protezione di popolazione, territorio e valori europei”. Per giungere a questi risultati “visto l’attuale e il prevedibile ambiente di sicurezza – scrivono i ministri – l’Ue dovrà probabilmente lanciare missioni di carattere militare e/o civile in regioni in cui la Nato non considera di agire, come l’Ue fa e ha fatto, ad esempio il Mali, la Somalia, la Repubblica Centrafricana, il Congo, eccetera”. Necessario dunque “rafforzare l’abilità Ue di valutare autonomamente il suo ambiente di sicurezza e prendere l’iniziativa lanciando operazioni militari da un livello di intensità basso ad uno elevato”.

    Per supportare una vera difesa europea, secondo i quattro ministri, occorrono “strumenti efficienti e autonomi, che includano organi decisionali politici e militari-strategici, forze più capaci, strumenti moderni e una industria della difesa efficace”. Per quanto riguarda il “livello politico”, secondo il piano di Italia, Francia, Germania e Spagna “è essenziale assicurare l’impulso politico con incontri regolari della Commissione europea dedicati a temi di sicurezza e difesa”. Sarebbe anche “ragionevole”, per Pinotti e colleghi, “che i ministri della Difesa si possano incontrare in sessioni del Consiglio ordinarie”. Oggi i responsabili della Difesa dei Ventotto si incontrano in sessioni informali del Consiglio, mentre le decisioni formali sono prese dal Consiglio Affari esteri nella sua formazione Difesa.

    La proposta rilancia anche l’idea di un quartier generale della Difesa a Bruxelles, inizialmente contenuto sia nel piano italiano che in quello franco-tedesco. L’Ue, sostengono i ministri “ha bisogno di una capacità efficiente per pianificare e condurre le missioni” e di un “robusto meccanismo finanziario per supportare l’effettivo dispiegamento di queste missioni ed operazioni”. L’organo “permanente” di coordinamento centrale dovrebbe essere “all’interno delle strutture di gestione delle crisi a Bruxelles e sotto il controllo del Comitato politico e di sicurezza”, propongono i quattro, e dovrebbe “provvedere l’autonomia strategica e le sinergie tra tutti gli strumenti a disposizione dell’Ue”. Per finanziare tutto quello che riguarda “la cooperazione sulla Difesa”, secondo la proposta a quattro, “devono essere sviluppati incentivi finanziari per promuovere innovazione, ricerca e investimenti collaborativi”.

    Il piano affronta anche i due argomenti più spinosi in materia di cooperazione sulla difesa, che causano le reticenze di alcuni Stati Ue. “Per essere chiari: un ‘esercito europeo’ non è il nostro obiettivo”, vanno dritti al punto i ministri, facendo seguito anche alle dichiarazioni giunte dal Regno Unito che si è detto pronto a porre il suo veto su un esercito europeo di cui non si è però mai davvero parlato. C’è poi il capitolo della cooperazione con la Nato, con diversi Stati preoccupati per le possibili sovrapposizioni tra una Difesa europea e l’Alleanza atlantica: “La nostra proposta rinforza la partnership strategica Nato-Ue” piuttosto che danneggiarla, assicurano i ministri, secondo cui “una Nato più forte ha bisogno di una politica europea di sicurezza e difesa più forte come partner per completare i suoi sforzi”. Per questo occorre sviluppare una “cooperazione rafforzata” sviluppata “in modo armonioso, cercando un rafforzamento reciproco, evitando inutili duplicazioni e mantenendo l’abilità di decidere e agire autonomamente”.

    “A Bratislava sia il documento italiano sia quello franco-tedesco hanno avuto sostegno” e “oggi siamo ad un passo successivo”, ha detto il ministro Pinotti annunciando la proposta congiunta di Italia, Francia, Spagna e Germania agli eurodeputati italiani nel corso di un incontro al Parlamento europeo di Bruxelles. La proposta, ha spiegato il ministro “vuole essere inclusiva”: noi “vogliamo andare avanti, se ci stanno tutti con tutti, ma altrimenti anche utilizzando le cooperazioni rafforzate” già previste dai Trattati ma mai realmente utilizzate. Secondo l’Italia non bisogna infatti lasciarsi sfuggire l’occasione di sfruttare il “movimento nuovo” nato anche grazie alla decisione del Regno Unito (da sempre restio ad una maggiore cooperazione in tema di difesa comune) di abbandonare l’Unione: “Se mi chiedete se è la volta buona, vi dico che io vedo una determinazione nuova”, ha mostrato ottimismo Pinotti, pur ammettendo le “resistenze che a Bratislava si sono sentite soprattutto dai Paesi del nordest ma anche dall’Olanda” in particolar per paura che una difesa comune europea possa costituire un “doppione della Nato”. Per non farsi bloccare da questi timori “cerchiamo di usare due velocità – ha spiegato il ministro – per non spaventare nessuno, ma anche perché non vogliamo stare fermi”.

    La proposta comune, ha assicurato Pinotti agli eurodeputati italiani, ha assorbito “tutte le linee centrali della proposta italiana”, visto che tutte “erano condivise” . Tra queste in particolare la necessità di avere una “strategia complessiva” per evitare che la politica eurpea sia “frammentata e sporadica”. Per il ministro italiano “serve una visione di insieme molto più condivisa e non c’è dubbio che il Mediterraneo sia il luogo nel quale noi immaginiamo maggiormente che debba rivolgersi l’attenzione dell’Europa”. E ancora, insiste il ministro, occorre “fare funzionare strumenti già esistenti come i battlegroup, decisi da moltissimi anni ma mai utilizzati”, ma anche la “possibilità di addestrare e formare insieme i nostri miliari” a livello europeo. L’idea portata avanti dall’Italia ruota intorno al fatto che ci sono “due velocità possibili” e che se non tutti vogliono andare avanti si può creare una “Schengen della difesa, che metta insieme quelli che hanno la stessa volontà”.

    La discussione sul tema continuerà nel corso della prossima riunione dei ministri della difesa, in programma il 15 novembre, durante la quale si spera di arrivare ad un piano comune che Mogherini porterà sul tavolo dei capi di Stato e di governo al Consiglio europeo di dicembre.

    Tags: difesaesercitoeuropafranciagermaniaitaliaparlamento europeoPinottispagnaue

    Ti potrebbe piacere anche

    Da sinistra: il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa; il presidente dell'Ucraina, Volodymir Zelensky: la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen [Bruxelles, 18 giugno 2024. Foto: European Council]
    Politica Estera

    L’UE celebra Zelensky, e promette di andare avanti col processo di adesione dell’Ucraina

    18 Giugno 2026
    [Foto: Party of European Socialists]
    Politica

    I socialisti prima del Vertice UE: “Serve un bilancio che lavori per le persone”

    18 Giugno 2026
    La presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, incontra il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani alla riunione del Partito popolare europeo pre-Consiglio europeo, 2026. Crediti: Parlamento europeo
    Politica Estera

    Tajani (FI-PPE):”Serve un inviato speciale che parli con Mosca con una voce unica europea”

    18 Giugno 2026
    Politica

    Riunione degli ‘Amici della Coesione’ prima del vertice UE: il bilancio non penalizzi Agricoltura e Coesione

    18 Giugno 2026
    [foto: imagoeconomica]
    Politica

    Bilancio pluriennale, non solo le divisioni UE: c’è anche lo spettro delle elezioni del 2027

    18 Giugno 2026
    Auto - economia circolare
    Green Economy

    L’economia circolare approda nelle auto: il Parlamento europeo vuole vetture più sostenibili

    18 Giugno 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Da sinistra: il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa; il presidente dell'Ucraina, Volodymir Zelensky: la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen [Bruxelles, 18 giugno 2024. Foto: European Council]

    L’UE celebra Zelensky, e promette di andare avanti col processo di adesione dell’Ucraina

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    18 Giugno 2026

    Al vertice del Consiglio europeo si rinnova il sostegno a Kiev. Von der Leyen: "Auspico l'apertura di altri capitoli negoziale...

    [Foto: Party of European Socialists]

    I socialisti prima del Vertice UE: “Serve un bilancio che lavori per le persone”

    di Valeria Schröter
    18 Giugno 2026

    La presidenza del PSE si è riunita a Bruxelles poco prima dell’inizio del Consiglio europeo. I membri hanno stabilito le...

    La presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, incontra il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani alla riunione del Partito popolare europeo pre-Consiglio europeo, 2026. Crediti: Parlamento europeo

    Tajani (FI-PPE):”Serve un inviato speciale che parli con Mosca con una voce unica europea”

    di Iolanda Cuomo
    18 Giugno 2026

    Secondo il vice premier e ministro degli Affari esteri, il nome dovrà essere scelto da tutti gli Stati membri: "Bisogna...

    Riunione degli ‘Amici della Coesione’ prima del vertice UE: il bilancio non penalizzi Agricoltura e Coesione

    di Giulia Torbidoni
    18 Giugno 2026

    Promossa da Italia e Romania e presieduta dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, l'incontro ha visto la partecipazione di 17...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione