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    Home » Editoriali » Ceta ko: Ue ostaggio di una minoranza o democratica e vitale?

    Ceta ko: Ue ostaggio di una minoranza o democratica e vitale?

    Lorenzo Robustelli</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LRobustelli" target="_blank">@LRobustelli</a> di Lorenzo Robustelli @LRobustelli
    21 Ottobre 2016
    in Editoriali
    Ceta Ttip negoziati stop firma

    La si può prendere da due punti di vista completamente diversi questa storia della bocciatura del Ceta, l’accordo commerciale con il Canada. Uno, quello che andrà forse per la maggiore in questi giorni, è che non può funzionare un’Unione europea nella quale il parlamento di una Regione che rappresenta circa il 40 per cento della popolazione del suo Paese, che a sua volta rappresenta circa il 2 per cento della popolazione europea, può bloccare una decisione sulla quale sono d’accordo tutti gli altri.

    Oppure si potrà dire che il sistema democratico europeo riprende fiato, e che, democraticamente, per scelta della stessa Commissione europea, sono stati coinvolti tutti i Parlamenti dell’Unione nella decisione e che uno ha detto “no”, e si dà seguito a questa decisione, si ridà voce ai cittadini.

    Ora, le due versioni vanno però un po’ più argomentate. Per la prima, è lecito dire che gli altri sono “tutti d’accordo”? No, non lo è. Nel senso che sono d’accordo i capi dei governi, ma i Parlamenti non si sono ancora espressi (e forse potrebbero, a questo punto, non farlo mai più sul tema Ceta), quello Vallone è stato l’unico ad averlo già fatto perché il sistema costituzionale del Belgio, Paese democratico tra i democratici Ventotto, prevede questa possibilità. Dunque dire che un pugno di europei ha fermato la volontà della maggioranza è per lo meno opinabile. Non possiamo sapere quanti altri Parlamenti si sarebbero espressi contro, quando sarebbe toccato a loro di votare.

    Sul secondo punto c’è da dire che un grande movimento di cittadini in Europa si è espresso, e si è anche battuto contro il Ceta (e il Ttip). Quanti sono questi cittadini? Difficile quantificarlo, però è vero che uno degli strumenti democratici che il popolo europeo ha si è espresso intercettando questa volontà. E se si accetta che, come in Gran Bretagna, per un pugno di voti si è presa la decisione storica forse più importante dal dopoguerra, allora si deve accettare anche questo risultato.

    Si può però anche dire che in tutta questa storia c’è un forte dubbio proprio nelle fondamenta. Perché si è passati dal negoziare semplici accordi di libero scambio al trattare accordi che riguardano aspetti commerciali, finanziari, regolatori, sociali, climatici? E perché lo si è fatto senza spiegarlo prima ai cittadini europei? Non stiamo dicendo che siano sbagliati questo tipo di accordi (anche se abbiamo delle  forti riserve, per essere sinceri, da molti punti di vista, democratici ed economici) ma stiamo dicendo che nessuno è venuto a dirci prima che è necessaria un’armonizzazione più “generale” tra l’Unione europea e i suoi partner commerciali. Diciamo anche che i Parlamenti, se è vero quello che il presidente della Vallonia ha detto e nessuno ha smentito, sono stati considerati un po’ come degli enti deputati a dire “sì” e basta. Paul Magnette, il presidente della Vallonia, afferma che già il 2 ottobre 2015 aveva scritto alla Commissione europea per esprimere i dubbi della sua Regione e che la Commissione gli ha risposto “il 4 ottobre, sì, ma del 2016”, oltre un anno dopo. I parlamenti rappresentano i cittadini, non parlare con loro vuol dire non parlare con i cittadini. Che nelle democrazie ancora esistono come tali e che, come tali, si esprimono, attraverso sistemi democratici.

    E dunque questa della Vallonia è stata la risposta democratica che l’Europa ha reso possibile, questo è determinante, anche se poi le istituzioni della stessa Europa si rammaricano del risultato. Dunque questo vuol dire che l’Unione europea non è un cadavere in mano a “freddi funzionari” ma in lei pulsa ancora del sangue “buono”, sul quale è possibile costruire.

    Tags: CanadaCetanegoziatistopTtip

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