Roma – “Sento sempre più parlare dell’esigenza di una intelligence europea. Va benissimo. Bisogna però capire una cosa: il nostro lavoro è la sicurezza nazionale”. Quella del prefetto Alessandro Pansa, capo del dipartimento delle Informazioni per la sicurezza, è una bocciatura dell’ipotesi di realizzare un servizio di intelligence globale dell’Unione europea.
Intervenendo a un convegno sul terrorismo religioso, l’alto funzionario del governo ammette che “la minaccia jihadista non si può combattere ognuno per sé” e “quindi occorre allearsi”. Tuttavia, precisa, “questa alleanza riguarda uno specifico dossier”. Il motivo, spiega, è che “se cambiamo dossier, ogni altro Paese “poterebbe non essere amico ma nemico”. Dunque, conclude il capo dell’organismo di raccordo dei servizi di informazione e sicurezza interna (Aisi) ed esterna (Aise), “la collaborazione va bene su dossier specifici, ma non può essere di carattere globale, altrimenti si snatura il nostro mandato”.


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