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Schulz sotto attacco, accusato di clientelismo e spese dubbie
Martin Schulz

Schulz sotto attacco, accusato di clientelismo e spese dubbie

Secondo un dossier della Cdu avrebbe avuto una gestione "allegra" dei fondi del Parlamento europeo e usato il jet privato del presidente in situazioni non istituzionali

Una settimana, tanto è durato il momento di gloria di Martin Schulz, candidato alla cancelleria tedesca ed ex presidente del Parlamento Europeo, che ora dall’attacco deve passare alla difesa. La Cdu, il principale partito sfidante guidato da Angela Merkel, ha reso pubblico un dossier dal quale emergono pesanti accuse sulla gestione della sua presidenza all’Europarlamento e l’uso del potere a fini clientelari.

Secondo quanto riportato dal settimanale tedesco Der Spiegel e dal quotidiano britannico Sunday Times, l’ex libraio di Aquisgrana avrebbe utilizzato, a spese del’Ue, jet privati per spostarsi da Bruxelles a Strasburgo, per partecipare ad eventi del proprio partito, a cerimonie e per tornare a Berlino quando ne aveva bisogno. Jet dal costo di 20mila euro l’ora che sarebbero stati utilizzati quasi quotidianamente durante la campagna per le europee 2014. L’ex presidente aveva poi due chauffeur personali, i cui servizi avrebbe utilizzato anche per scopi non istituzionali. A questo si aggiungerebbero le spese di rappresentanza, sempre a carico dell’Ue, per cene con alleati e lo staff del partito al ristorante di Bruxelles Au Cocodrile, famoso per la qualità del cibo e per i prezzi non proprio popolari.

Sempre secondo le accuse, Schulz avrebbe fatto spesso uso della sua posizione di presidente del Parlamento europeo per avvantaggiare i membri del Partito socialista europeo e metterli in posizioni chiave, in particolare i tedeschi, vicenda già emersa nel 2016 in una inchiesta del quotidiano Politico. Secondo Ingeborg Grässle (Cdu), presidente del comitato per il controllo di bilancio del Parlamento Europeo, il candidato Spd avrebbe creato un sistema di “clientelismo stalinista” per far avanzare di carriera gli uomini più fedeli.

E proprio l’uomo più vicino, Markus Engels, responsabile per la campagna elettorale tedesca di Schulz, avrebbe ottenuto emolumenti non giustificati e detassati grazie al fatto di avere un contratto per lavorare a Bruxelles ma essendo poi quasi sempre a Berlino. Nel 2012, grazie a 273 giorni di missione nella capitale tedesca, Engels riuscì a guadagnare 16mila euro in più del suo stipendio base, che partiva da 5.200 euro lordi.

Mentre Angela Merkel ha dichiarato di non voler scendere su questioni personali durante la campagna elettorale, parte della Cdu è già passata all’attacco accusando Schulz di volersi mostrare come l’uomo del popolo pur avendo una condotta completamente diversa. L’ex presidente dell’Europarlamento, che da quando è sceso in campo ha avuto un effetto dirompente sulla campagna elettorale tedesca ribaltando i sondaggi. Ora però dovrà difendersi da queste accuse cercando di non perdere voti nei confronti della cancelliera, conosciuta per la sua vita modesta.

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