- L'Europa come non l'avete mai letta -
sabato, 1 Agosto 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Non categorizzato » L’austerità, un disastro peggiore del previsto

    L’austerità, un disastro peggiore del previsto

    [di Matt O’Brien] Un recente studio rivela che le politiche di austerità sono servite solo a far aumentare ulteriormente il rapporto debito/PIL dei paesi europei, distruggendo un’economia già colpita dalla peggiore crisi degli ultimi ottant’anni.

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    17 Febbraio 2017
    in Non categorizzato

    di Matt O’Brien

    Ci prendiamo ora una pausa dai soliti scandali per portare all’attenzione una notizia che non è poi così tanto nuova: l’austerità è stata un disastro, come sostenevano i suoi critici più accesi.

    È questo, almeno, ciò che hanno scoperto gli economisti Christopher House e Linda Tesar dell’Università del Michigan, e Christïan Proebsting della École Polytechnique Fédérale di Losanna, quando hanno esaminato i tagli di bilancio operati dall’Europa negli ultimi otto anni. È emerso che il taglio delle spese operato subito dopo la peggiore crisi degli ultimi ottant’anni a questa parte è servito solo a ridurre il prodotto interno lordo (PIL) e, nei casi più estremi, a far aumentare ulteriormente il rapporto debito/PIL. È vero: cercare di ridurre i livelli di debito a volte porta solo ad aumentare il peso del debito stesso.

    Ma facciamo un attimo un passo indietro. Non è detto che sia sempre così. In realtà, non lo è stato quasi mai. Vedete, i tagli alla spesa non dovrebbero essere un problema se contemporaneamente si possono tagliare i tassi di interesse. Questo perché i minori costi di indebitamento possono stimolare l’economia tanto quanto la riduzione della spesa pubblica la rallenta. Cosa succede, però, se i vostri tassi di interesse sono già a zero oppure, cosa ancora peggiore, se siete dentro un’unione monetaria che vi impedisce di svalutare la moneta quando siete in difficoltà?

    Be’, non succede niente di buono. House, Tesar e Proebsting hanno calcolato quanto è cresciuta l’economia europea – o meglio, quanto si è contratta – dal momento in cui i paesi hanno iniziato a tagliare la spesa pubblica, nel 2010, sino alla fine del 2014. Poi hanno confrontato il risultato con ciò che dei modelli realistici mostrano che sarebbe accaduto nel caso in cui non fosse stata fatta austerità o non fosse stato adottato l’euro. Secondo i risultati, se le economie dei paesi più duramente colpiti, cioè Grecia, Irlanda, Italia, Portogallo e Spagna, non avessero tagliato la spesa, si sarebbero contratte solo dell’1 per cento anziché del 18 per cento; o solo del 7 per cento se avessero mantenuto dracma, sterlina, lira, scudo e peseta, e quindi la possibilità di svalutare, nel caso ipotetico in cui non fossero stati parte di un’unione monetaria che delega le decisioni a Francoforte. Inoltre, avrebbero visto il proprio rapporto debito/PIL aumentare di soli 8 punti percentuali, anziché di 16 punti, se non avessero cercato di portare il bilancio in pareggio. In breve, l’austerità ha fatto danni proprio laddove doveva mettere rimedio, e ha contribuito a distruggere ancora di più un’economia già colpita da una crisi che non si vedeva da tre generazioni.

    Questo ci porta a due conclusioni. La prima è che l’euro è stato uno strumento letale che ha trasformato la recessione in depressione economica. Non ha solo determinato la crisi, mantenendo il costo del denaro troppo basso per la Grecia e gli altri paesi periferici durante gli anni del boom e poi rendendolo troppo elevato durante la crisi. Li ha anche costretti a una terribile austerità.

    Vedetela così. I paesi che possono stampare moneta per conto proprio non dovranno mai fare default sul debito – possono sempre risolverla con l’inflazione – ma i paesi che non possono perché, diciamo, condividono una moneta comune, finiscono per fallire. La sola possibilità che ciò possa succedere è già sufficiente perché il fallimento diventi realtà. Se i mercati sono preoccupati del fatto che potreste non ripagare i debiti, vi costringeranno a pagare un tasso di interesse più elevato e, in conseguenza di questo, voi potreste davvero trovarvi nell’impossibilità di pagare i debiti.

    In altre parole, l’euro può mettere in moto una profezia che si autoavvera, dove i paesi non riescono più a sostenere la spesa e la situazione non fa altro che peggiorare. Questa è una descrizione piuttosto accurata di ciò che è successo fino al momento in cui la Banca centrale europea nel 2012 ha annunciato, comunque in ritardo, che avrebbe fatto «tutto il necessario» per mettere fine a questa speculazione. Questo è stato sufficiente perché gli investitori smettessero di insistere sull’austerità ma, purtroppo, non è bastato perché la smettessero anche i politici.

    Tutto ciò serva a ricordarci di non dubitare mai di quanto un piccolo gruppo di ferventi ideologi possa distruggere un’economia. In effetti, è proprio questa l’unica cosa che hanno fatto.

    E questo è vero sia per i politici europei che hanno portato avanti la creazione dell’euro – ignorando gli economisti che li avvertivano che sarebbe finita male, proprio come poi è finita – sia per quelli che hanno portato avanti l’austerità qualche decennio più tardi. Dopotutto, non dovrebbe essere una sorpresa che, se cercate di raggiungere il pareggio di bilancio nel momento in cui i tassi sono a zero, va a finire male.

    Gli economisti lo sapevano fin dagli anni ’30. I politici, però, l’hanno voluto fare lo stesso, sia perché pensavano che il deficit di bilancio sarebbe stato moralmente, politicamente o economicamente negativo, sia perché non mancavano i presunti esperti pronti a confermargli che stavano facendo la cosa giusta.

    Questi economisti di destra hanno prodotto studi su studi per dimostrare che in passato diversi paesi erano riusciti a tagliare la spesa con successo mentre le banche centrali ne compensavano gli effetti tagliando simultaneamente i tassi di interesse, e hanno sostenuto che sarebbe successa la stessa cosa anche quando i tassi erano già a zero, come in effetti erano.

    Non serve un dottorato in economia per capire che questo non ha senso. Basta una minima conoscenza di base della storia economica.

    Ma non importa. Gli economisti che non si sono mai dati pena di impararla, o che l’hanno dimenticata, o che l’hanno vista come una buona scusa per tagliare la spesa pubblica, sono sempre andati avanti a ripetere che avrebbe funzionato, anche se ha sempre fallito.

    Questo dovrebbe essere uno scandalo enorme, peggio di qualsiasi altro.

    Pubblicato sul Washington Post il 15 febbraio 2017. Traduzione di Voci dall’Estero. 

    Ti potrebbe piacere anche

    Auto elettriche Eurostat
    Green Economy

    Boom di auto elettriche in UE: +29,7 per cento di immatricolazioni nel 2025, ma sulle strade restano una minoranza

    31 Luglio 2026
    Festa in occasione della giornata internazionale dei Rom e dei Sinti. Crediti: Sergio Oliverio via Imagoeconomica
    Le Brevi

    Olocausto dei Rom e dei Sinti, il relatore del Consiglio d’Europa: “Basta silenzio”

    31 Luglio 2026
    asilo, immigrati, parlamento europeo
    Diritti

    Nati in Italia, ancora stranieri? Esperto dell’EUI commenta la proposta di legge sulla cittadinanza in Italia

    31 Luglio 2026
    Camion. Crediti: Gabriel Santos via Unsplash
    Economia

    Trasporti, nell’UE in aumento le merci su strada nel 2025

    31 Luglio 2026
    Danimarca - Finanziamenti RRF della Commissione UE
    Le Brevi

    La Danimarca chiude il cerchio: è il primo Paese UE a ricevere tutti i soldi del Recovery Fund

    31 Luglio 2026
    [foto: imagoeconomica]
    Economia

    Eurozona, a luglio inflazione in aumento. Esplode il costo dell’energia

    31 Luglio 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Auto elettriche Eurostat

    Boom di auto elettriche in UE: +29,7 per cento di immatricolazioni nel 2025, ma sulle strade restano una minoranza

    di Annachiara Magenta annacmag
    31 Luglio 2026

    Secondo Eurostat, l'Italia è il Paese più motorizzato dell'UE, con 709 auto ogni mille abitanti, ma solo l'11 per cento...

    Festa in occasione della giornata internazionale dei Rom e dei Sinti. Crediti: Sergio Oliverio via Imagoeconomica

    Olocausto dei Rom e dei Sinti, il relatore del Consiglio d’Europa: “Basta silenzio”

    di Iolanda Cuomo
    31 Luglio 2026

    "Non parlarne permette narrazioni disumanizzanti"

    asilo, immigrati, parlamento europeo

    Nati in Italia, ancora stranieri? Esperto dell’EUI commenta la proposta di legge sulla cittadinanza in Italia

    di Redazione eunewsit
    31 Luglio 2026

    L'Istituto Universitario Europeo presenta un confronto tra le leggi di 32 Paesi europei al Parlamento

    Camion. Crediti: Gabriel Santos via Unsplash

    Trasporti, nell’UE in aumento le merci su strada nel 2025

    di Iolanda Cuomo
    31 Luglio 2026

    Spostate 13,3 miliardi di tonnellate di beni, pari al +1,8 per cento rispetto al 2024. I volumi maggiori sono stati...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione