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Attacco in Siria, l'Ue

Attacco in Siria, l'Ue "lavorerà con gli Usa per porre fine alla brutalità"

Il presidente del Consiglio europeo Tusk: "Necessaria risolutezza contro i barbari attacchi chimici". Bruxelles era stata avvertita di una "imminente svolta" nella strategia di Washington. La Nato: "La responsabilità è del regime di Assad"

Roma – L’Unione europea “era stata informata della probabilità di un’imminente svolta degli Stati uniti” in Siria, poi concretizzata nell’attacco missilistico ordinato dal presidente Donald Trump. Lo rivela una portavoce dell’Alto rappresentante per la Politica estera e di sicurezza dell’Ue, Federica Mogherini, riferendo che lady Pesc ha ricevuto, tra le telefonate dei leader dell’Unione europea, anche quella del presidente del Consiglio italiano, Paolo Gentiloni. L’alta rappresentante ha seguito nella notte l’evolversi della situazione. Sta coordinando i Paesi membri ed è in contatto sia con gli Stati uniti che con l’Onu.

Tusk: “Lavoreremo con Usa per porre fine alla brutalità” – L’attacco degli Stati Uniti “mostra la necessità di risolutezza contro i barbari attacchi chimici”, e per questo l’Unione europea “lavorerà insieme agli Usa per porre fine alle brutalità in Siria”, è stato il commento affidato a Twitter dal presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk.

Juncker: “Attacchi limitati per scoraggiare uso di armi chimiche” – “Gli Stati Uniti hanno informato l’Ue che questi attacchi erano limitati e hanno lo scopo di scoraggiare ulteriori atrocità con armi chimiche”, afferma il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker. Per il presidente “l’uso ripetuto di armi chimiche deve avere una risposta”, per questo la Commissione “capisce gli sforzi per scoraggiare ulteriori attacchi” di questo tipo. Per Juncker vi è “una chiara distinzione tra gli attacchi aerei contro obiettivi militari e l’uso di armi chimiche contro i civili”, e l’Ue “è pronta a fare la sua parte in pieno”.

Tajani: “Ue sia coesa, sostengo Mogherini” – Il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, ha ricordato che l’Assemblea di Strasburgo “ha condannato all’unanimità l’uso delle armi chimiche in Siria”, che ha rappresentato il superamento “della linea rossa”. Adesso, Tajani ritiene “che l’Ue debba essere coesa” sulla vicenda. “Mi pare che si stia andando verso una posizione univoca, dobbiamo lavorare per la pace”, ha indicato parlando a margine di un convegno al Cnr, a Roma. Auspicando per l’Unione europea un ruolo da “protagonista della costruzione di pace anche in Siria”, Tajani ha apprezzato “l’attività dell’alta rappresentante Mogherini, va nella giusta direzione e la sostengo” ha concluso.

Mogherini: “Attacco Usa comprensibile, ma soluzione non può essere militare” – “Gli Stati Uniti hanno informato l’Unione Europea di aver lanciato un attacco contro la base aerea di Shayrat in Siria, con la comprensibile intenzione di prevenire e scoraggiare la diffusione e l’uso di armi chimiche”. È la dichiarazione diramata dall’alta rappresentante Federica Mogherini. Pur comprendendo le ragioni della rappresaglia statunitense, Mogherini ha ribadito la convinzione che “l’Ue è fermamente convinta che non ci possa essere nessuna soluzione al conflitto ed è impegnata per l’unità, la sovranità, l’integrità territoriale e l’indipendenza dello Stato siriano”. Inoltre, i 28 supportano le indagini congiunte dell’Opcw (Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche) e deell’Onu per individuare le responsabilità degli attacchi chimici, i cui “responsabili dovrebbero essere puniti nella cornice delle Nazioni unite”, ha indicato.

Nato: “La responsabilità è del regime siriano” – Per il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, “il regime siriano porta la piena responsabilità per questo sviluppo”. L’Alleanza atlantica, continua, “ha sempre condannato l’uso continuato di armi chimiche della Siria come una chiara violazione delle norme e degli accordi internazionali”, e “una minaccia per la pace e la sicurezza internazionale”, per questo simili attacchi “non possono restare senza una risposta, e i responsabili devono renderne conto”.

Colpita la base da cui sarebbero partiti gli attacchi chimici – Con 59 missili Tomahawk, lanciati da due cacciatorpedinieri, la marina degli Stati uniti ha colpito la base area siriana nella provincia di Homs dalla quale, secondo Washington, sarebbero partiti i raid con armi chimiche contro la provincia di Idlib, martedì scorso.

Gentiloni: “Bombardamento è risposta a un crimine di guerra” – La rappresaglia ordinata da Trump, per Gentiloni è “un’azione motivata da un crimine di guerra, il cui responsabile è il regime di Bashar al Assad”. Il capo dell’esecutivo sottolinea come la risposta americana sia da considerare “un’azione puntuale e limitata, e non una tappa di un’escalation militare”. La posizione del governo italiano è sempre stata per una ripresa dei negoziati, unica strada per una “soluzione duratura” della crisi siriana, ha ricordato l’inquilino di Palazzo Chigi. Nel dialogo è inoltre necessario “un ruolo decisivo e costruttivo della Russia”. Si tratta di una linea di cui Gentiloni ha discusso, tra gli altri, anche  con il presidente francese, Francois Hollande, e la cancelliera tedesca, Angela Merkel, con i quali ha “condiviso questa impostazione e l’impegno comune perché l’Europa contribuisca alla ripresa del negoziato”.

Russia: “Aggressione unilaterale a Stato sovrano” – La situazione è però complicata. All’azione statunitense è seguita una ferma reazione di Mosca, che era stata avvertita dell’attacco ma lo giudica una “aggressione unilaterale contro uno Stato sovrano, che costituisce una violazione delle norme del diritto internazionale” ed era “per giunta pianificato” da tempo. Il Cremlino ha interrotto ogni collaborazione con gli Usa sulla Siria e ha chiesto una nuova riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Furente anche l’Iran, il grande alleato regionale del regime di Bashar al Assad.

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