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    Home » Economia » Ue, da oggi aiuti di Stato più facili per gli aeroporti delle compagnie low-cost

    Ue, da oggi aiuti di Stato più facili per gli aeroporti delle compagnie low-cost

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    17 Maggio 2017
    in Economia
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    Bruxelles – Buone notizie per chi ama viaggiare low-cost: la Commissione europea ha rivisto le regole sugli aiuti di stato per gli aeroporti in modo più a misura di piccoli aeroporti, proprio le strutture utilizzate dalla compagnie a basso costo. Nel processo più generale di revisione delle regole comunitarie in materia di finanziamenti pubblici per le società.

    Gestori di scali e operatori dunque non finiranno più automaticamente nel mirino dell’antitrust comunitario. Le nuove proposte prevedono che nel del trasporto aereo, gli Stati membri possono adesso effettuare investimenti pubblici negli aeroporti regionali che gestiscono fino a 3 milioni di passeggeri all’anno senza previo controllo della Commissione. Non servono autorizzazioni preventive, e questo faciliterà gli investimenti pubblici in più di 420 aeroporti di tutta l’Unione che complessivamente gestiscono circa il 13% del traffico aereo europeo. Per l’Italia vuol dire poter investire, potenziare e sviluppare gli scali, tra i vari, di Treviso, Lamezia Terme, Alghero, Comiso, Pescara, Trapani, Brindisi. Scali da dove volano e sui cui volano, tra le varie, Ryanair, Wizzair, Eurowing, Easyjet.

    (elaborazione dati di Assaeroporti)

    Promuovere la crescita del territorio

    Le nuove regole estendono la riforma delle sistema comunitario sugli aiuti di Stato già adattata nel 2014, che ha autorizzato gli Stati membri a garantire senza previa approvazione della Commissione una vasta gamma di aiuti pubblici laddove ci sono scarse probabilità di falsare la concorrenza. Sulla scia di questa impostazione si è messo mano al settore aereo, ancora non toccato dalle nuove regole note come “esenzione per categoria”. L’obiettivo dell’esecutivo comunitario è facilitare investimenti pubblici in grado di creare posti di lavoro e stimolare la crescita, pur mantenendo la concorrenza. Le nuove regole sugli aiuti di Stato si spiegano in questo modo, e presentano novità importanti anche per gli aeroporti più piccoli. Qui le autorità pubbliche potranno coprire le spese di funzionamento di quegli scali che gestiscono fino a 200mila passeggeri all’anno. Bolzano, Brescia, Cuneo, Pantelleria, Parma: ecco dove le autorità locali potranno mettere mani ai fondi senza dover temere le reazioni di Bruxelles.

    Nessuna scorciatoia

    L’allentamento dei vincoli non deve però indurre a ipotizzare fin da ora pratiche scorrette. Non ci saranno aeroporti fantasma, assicura il commissario europeo per la Concorrenza, Margrethe Vestager. “Le nuove norme che proponiamo riguardano gli aeroporti esistenti, non riguardano quelli che ancora non esistono né lo spostamento di traffico aereo da un aeroporto all’altro”. Non solo. Accade a volte che piccoli aeroporti possano essere vicini tra loro, o vicini a scali più grandi. In questo caso ci sono criteri più stringenti per la concorrenza. “Restano validi i criteri dei 100 chilometri di distanza o dei 60 minuti di viaggio”, sottolinea ancora Vestager. Vuol dire che “al di sotto vuol dire che c’è concorrenza” e dunque le nuove regole rischiano di non essere applicate.

    Tags: aeroportiaeroporti regionaliaiuti di statoComisoMargrethe Vestagerue

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