Bruxelles – L’ha difesa e l’ha messa al centro della sua campagna elettorale e ora dell’Unione europea è diventato uno dei protagonisti. Emmanuele Macron al suo primo Consiglio europeo esprime la volontà di provare a fare sì che l’Ue non sia solo “un’idea, un progetto, un’ambizione”, ma qualcosa di più qualcosa che “può portare risposte concreta alle sfide del quotidiano e alla deregolamentazione della mondializzazione”. “L’ho difesa nella campagna per le presidenziali in Francia e lo hanno fatto tutti i candidati” di En Marche! ha rivendicato e oggi, con il primo Summit “entriamo nel concreto” del lavoro per riformare l’Ue.
Dalla riunione di oggi il presidente francese si aspetta che esca l’imagine di un’unione “che difende” i suoi cittadini e per questo “lavoreremo sulla lotta al terrorismo”, poi sul tema dell’immigrazione e “in particolare della Difesa”, un tema su cui ha detto “tengo molto che vengano raggiunte conclusioni chiare sul fondo europeo della Difesa che porta queste ambizioni concretamente”.
Macron ha ribadito poi l’importanza dell’asse franco tedesco. “Lavoreremo mano nella mano con la Germania”, ha affermato anche se non tute le posizioni di Parigi e Berlino sono uguali ma solo per ché “ci sono sensibilità differenti e questo è normale”.
Sul tema della difesa commerciale Macron ha detto di volere un’Europa “aperta al libero scambio e ai nostri valori ma che si protegge perché altri non rispettano queste regole”, riferendosi a stati come la Cina e per questo si è detto favorevole a misure di “controllo sugli investimenti stranieri diretti in settori sensibili”.
Infine sul tema forse più spinoso di questa riunione, ovvero la ripartizione delle agenzie Ue che ora sono nel Regno Unito dopo la Brexit il presidente francese ha detto di non volere “discussioni di giorni e notti solo sulla ripartizione”, ma bisogna mettersi “d’accordo su un metodo che ci permetta di decidere in maniera efficace”.

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