HOT TOPICS  / Hge Invasione russa in Ucraina Unione della Salute Coronavirus Recovery plan Energia Allargamento UE
Basta con l'obsolescenza programmata, l'Europarlamento vuole l'etichetta di 'durabilità'

Basta con l'obsolescenza programmata, l'Europarlamento vuole l'etichetta di 'durabilità'

Strasburgo ha approvato delle raccomandazioni per introdurre nuove tutele per i consumatori, tra le quali un "criterio di resistenza minima" e indicazioni per facilitare la sostituzione dei ricambi

Roma – Consumatori, siete stanchi di frullatori che si rompono appena due anni dopo l’acquisto, giusto il tempo di far scadere la garanzia? E di sostituire degli interi apparecchi elettronici perché il progettista ha pensato bene di rendere impossibile smontare e sostituire proprio quel piccolo componente che si è rotto? I parlamentari europei immaginano che la risposta non possa che essere affermativa. Così, hanno approvato delle raccomandazioni per impegnare la Commissione europea e gli Stati Membri a perseguire una strategia che porti ad allungare la vita dei prodotti, contrastando la cosiddetta “obsolescenza programmata” e imponendo degli accorgimenti per facilitare la sostituzione di parti di ricambio.

Tra le raccomandazioni approvate dall’Aula di Strasburgo c’è l’introduzione di un “criterio di resistenza minima” da fissare per ogni categoria di prodotto. Allo stesso modo si chiede l’introduzione di una garanzia estesa qualora la riparazione durasse più di un mese. I Paesi membri devono poi fornire “incentivi adeguati” per promuovere prodotti durevoli e incoraggiarne la riparazione e la vendita di seconda mano.

Alcuni elementi essenziali, come le batterie e i led, non dovrebbero poi essere fissati ai prodotti, ma dovrebbero essere facilmente rimovibili per la sostituzione, salvo ragioni di sicurezza che giustifichino il contrario. I pezzi di ricambio essenziali per il corretto e sicuro funzionamento dei prodotti, inoltre, dovrebbero essere disponibili “ad un prezzo commisurato alla natura e alla durata di vita del prodotto”.

Allo stesso modo andrebbe adottata una definizione comune di “obsolescenza programmata”, e parallelamente un sistema in grado di testare e rilevare l’obsolescenza incorporata nei prodotti, insieme con “adeguate misure dissuasive per i produttori”.

Il Parlamento invita inoltre la Commissione a considerare “un’etichetta europea volontaria” che indichi, in particolare: la durabilità, la progettazione ecocompatibile, le possibilità di modulazione dei componenti per accompagnare il progresso del prodotto e la riparabilità. Infine, per garantire una migliore informazione al consumatore, gli eurodeputati propongono anche la creazione di “un contatore dell’uso” per i prodotti di consumo più pertinenti, in particolare i grandi elettrodomestici.

Per il relatore della risoluzione, il francese Pascal Durand (Verdi/Efa), “dobbiamo ripristinare la riparabilità di tutti i prodotti messi in commercio. Dobbiamo fare in modo che le batterie non siano più incollate a un prodotto, così non dobbiamo buttare via un telefono quando la batteria si rompe. Dobbiamo assicurarci che i consumatori siano consapevoli di quanto tempo durino i prodotti e come possano essere riparati”.

ARTICOLI CORRELATI