- L'Europa come non l'avete mai letta -
sabato, 30 Maggio 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Non categorizzato » Europa, dalla farsa sui migranti a quella neocoloniale

    Europa, dalla farsa sui migranti a quella neocoloniale

    [di Tommaso Di Francesco] Cosa hanno in mente i leader europei quando parlando di “aiutare i migranti a casa loro”? Aiuti, sostegno vero, soccorso e riparazioni alle malefatte della nostra economia di rapina? O il suo opposto?

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    13 Luglio 2017
    in Non categorizzato

    di Tommaso Di Francesco

    Così inizia Il 18 Brumaio di Luigi Bonaparte di Karl Marx: «Hegel osserva da qualche parte che tutti i grandi avvenimenti e grandi personaggi della storia universale si presentano, per così dire due volte. Ha dimenticato di aggiungere: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa», e Friedrich Engels nella lettera a Marx che aveva ispirato la sua citazione, sottolineava «una farsa pidocchiosa». Non ci sarà la «farsa pidocchiosa» di una nuova guerra austro-ungarica, l’invio di carri armati e soldati alla frontiera annunciati dal ministro della difesa austriaco. È evaporata al sole dell’estate la manovra elettorale di Vienna intesa a cavalcare, come ogni capitale europea, la xenofobia che si vuole dilagante. Il traballante premier austriaco Christian Kern ha fatto marcia indietro, visto anche il fatto che dal Brennero purtroppo di migranti ne passano ormai sempre meno. Le truppe austro-ungariche non metteranno a repentaglio i nostri confini. Diciamo austro-ungariche perché da almeno due anni Vienna è diventata capofila neo-imperiale dei Quattro di Visegrad, Slovacchia, Polonia, Ungheria e Repubblica ceca, il fronte dei più refrattari contro i profughi e allo stesso tempo i paesi europei che rimettono in discussione, non solo sui migranti, i legami con l’UE, cancellando diritti e principi democratici, contro le opposizioni e ogni minoranza.

    Ma la marcia indietro non riesce a nascondere il disastro di quella che ci ostiniamo a chiamare Unione europea, naufraga e profuga di se stessa rispetto alle promesse con cui si è costituita. Perché ecco che s’avanza un’altra «farsa pidocchiosa», ben più pericolosa. Quella neo-coloniale, ma presentata come svolta salvifica dal governo italiano e dal ministro Minniti: è l’«aiutiamoli a casa loro in Africa», già parola d’ordine delle destre razziste, ora programma di Bruxelles formalizzato nel «Piano Merkel», in discussione al vertice europeo che si è aperto a Tallinn in Estonia. Aiuti, sostegno vero, soccorso e riparazioni alle malefatte della nostra economia di rapina?

    No, stesso ed eguale coinvolgimento degli organismi finanziari internazionali che elargiscono fondi al continente africano solo in cambio di ulteriori cessioni di sovranità (una sovranità che non c’è quasi mai stata), di privatizzazioni, di rinnovate concessioni alle multinazionali, di commerci di nuove sofisticate armi ad inasprire altri conflitti – come scriveva ieri sul manifesto Giulia Franchi di Re:Common – e a gravare i già smunti bilanci delle nazioni africane, proprio lì da dove fuggono i cosiddetti «migranti economici» respinti ora da Francia, Spagna e ieri anche dalla Germania.

    Sarebbe stato sbagliato chiamare questo programma «piano Marshall». Quello fu davvero il primo piano – strumentale durante la Guerra fredda – d’investimenti americani in Italia e in Europa.

    Ma in Africa i nostri investimenti di rapina ci sono già e aiutarli a casa loro dovrebbe voler dire cambiarne natura, mezzi e scopo. Ora Minniti lamenta il fatto che alla Turchia per tenerci i profughi in campi di concentramento, abbiamo dato due miliardi, «invece alla Libia le briciole». Ma prima della guerra della Nato del 2011, la Libia era il principale paese investitore in infrastrutture e opere civili dell’intera Africa e con il reddito più elevato del continente nero, inoltre poneva all’ordine del giorno il problema del cambio denaro-materie prime non più solo in dollari ma in euro, con addirittura la possibilità che nascesse una divisa africana. Ora che cos’è diventata la Libia? E soprattutto, a quale brandello della lacerata Libia dovremmo dare miliardi come per la Turchia del Sultano Erdogan? A Sarraj che conta meno del sindaco di Tripoli o a Khalifa Haftar sul trono a Bengasi all’ombra di al-Sisi e Francia, alle milizie di Misurata o alle guardie petrolifere, o al figlio di Gheddafi, Seif al Islam? Intanto continuiamo a pompare-rapinare per noi petrolio e gas dai preziosi pozzi libici. Intanto la frontiera dell’Europa «deve diventare il Niger», più a sud della Libia, «lì e prima dobbiamo fermarli», in Mali (dove la guerra continua) e in Ciad. Nessuno spiega come per 5mila chilometri di frontiera che delimita il sud del Sahara. Ma questa è la «nuova» idea.

    E la Francia, che con il Bonaparte-Macron rompe la solidarietà con l’Italia e dice «no ai migranti economici», con questa «solidarietà» non a caso è d’accordo. Parigi ha semplicemente in mano le economie dell’area, detiene praticamente le chiavi delle banche centrali di questi paesi e l’intera loro economia, controlla le ricchissime fonti minerarie. Che c’è da aggiungere? Magari un prezioso commercio di armi (finché c’è guerra!), il rafforzamento delle già corrotte leadership e in più la disponibilità dei paesi africani diventati il «nuovo confine europeo» a farsi «campo di concentramento» per chi fugge da guerre e da miseria. Non opere riparatrici e di bonifica dello sfruttamento, occidentale e dei paesi sviluppati, delle risorse africane.

    Guardate come le multinazionali occidentali del petrolio hanno ridotto il Delta del Niger, grande quasi un quarto dell’Italia: un pantano immenso di bitume e scarti del grezzo di prima estrazione che ha compromesso le falde acquifere costringendo alla fuga centinaia di migliaia di contadini nigeriani: e la Nigeria risulta non a caso al primo posto tra i paesi di provenienza dei profughi africani. Invece offriamo un altro scambio ineguale, un «piano» per allargare l’universo concentrazionario di un intero continente, nel disprezzo di quelli che vantiamo, ma solo per noi, come i beni più preziosi: i diritti umani e la democrazia.

    Pubblicato sul manifesto il 7 luglio 2017.

    Tags: migrantioneuro

    Ti potrebbe piacere anche

    GOMMONE MIGRANTI PROFUGHI MAR MEDITERRANEO MIGRAZIONE FENOMENO MIGRATORIO ROCHIEDENTI ASILO MEDICI SENZA FRONTIERE SOCCORSO SOCCORSI MSF ONG Imago economica
    Diritti

    Nell’UE calano le domande d’asilo, ma sale il numero di chi aspetta una risposta

    18 Maggio 2026
    Photo de Andrew Vsur Unsplash
    Diritti

    Violenze e garanzie zoppe, il preoccupante referto ONU sulla tortura in Italia

    15 Maggio 2026
    La nave Humanity attraccata al porto di Bari con 100 migranti, maggio 2025. Fonte: Saverio De Giglio via Imagoeconomica
    Diritti

    Rimpatri, controllo dei confini e nuovi approcci: la dichiarazione del Consiglio d’Europa sulla migrazione

    15 Maggio 2026
    Fonte: Consiglio UE
    Difesa e Sicurezza

    L’UE invita i talebani per colloqui sul rimpatrio di migranti afghani pericolosi

    12 Maggio 2026
    PORTO NAVE LIFE SUPPORT EMERGENCY ATTRACCA A BARI CON 120 MIGRANTI EQUIPAGGIO SBARCO MIGRANTI. IMMIGRAZIONE UE. Source: Imagoeconomica
    Diritti

    Nelle UE più respingimenti e crollo di presenze irregolari di persone migranti

    12 Maggio 2026
    La sede di Strasburgo del Parlamento europeo dove oggi si è tenuto la discussione sullo stato dei diritti fondamentali. Fonte: Imagoeconomica
    Diritti

    Diritti fondamentali a rischio nell’UE, l’allarme del Parlamento europeo

    29 Aprile 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    caro carburanti- source: Imagoeconomica

    In UE a fine maggio benzina salita a 1,85 euro al litro e diesel a 1,87 euro

    di Ambrogio Sanelli
    29 Maggio 2026

    Secondo i dati del Weekly Oil Bulletin della Commissione europea, i prezzi dei carburanti nell'Unione hanno registrato un forte aumento...

    Francia Strasburgo Corte Europea dei Diritti Umani Istituzioni Esterni. Fonte: Imagoeconomica

    La CEDU riceve due ricorsi contro l’Italia per il mancato arresto di Elmasry

    di Iolanda Cuomo
    29 Maggio 2026

    L'uomo era stato accusato di crimini contro l'umanità dalla Corte penale internazionale. Arrestato in Italia, è stato rilasciato quasi immediatamente...

    FAO G20 GREEN GARDEN AL PARCO DELLA CAFFARELLA GENDER EQUALITY UGUAGLIANZA DI GENERE. Caregiver Foto: [Imago economica]

    Più donne che uomini in tecnologia e scienza, ma la parità è lontana nel lavoro di cura

    di Caterina Mazzantini
    29 Maggio 2026

    Eurostat registra un boom di lavoratrici nel settore scientifico, ma certifica una impietosa disparità nel ricorso al part-time per conciliare...

    difesa

    Cinque Paesi hanno firmato per i prestiti di SAFE per la spesa in difesa, non l’Italia

    di Giulia Torbidoni
    29 Maggio 2026

    La Polonia ha ricevuto oggi, 29 maggio, il primo pagamento di 6,6 miliardi di euro nell'ambito di questo strumento, pari...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione