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    Home » Politica » Asilo, Gentiloni: bene Corte Ue, ma su Dublino “c’è ancora tanto da fare”

    Asilo, Gentiloni: bene Corte Ue, ma su Dublino “c’è ancora tanto da fare”

    Il presidente del Consiglio commenta la bocciatura del ricorso di Ungheria e Slovacchia sui ricollocamenti, ma non si aspetta un percorso in discesa per la riforma del sistema di protezione internazionale

    Domenico Giovinazzo</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@giopicheco" target="_blank">@giopicheco</a> di Domenico Giovinazzo @giopicheco
    7 Settembre 2017
    in Politica

    Roma – La sentenza con cui la Corte di giustizia dell’Ue ha confermato la validità dell’accordo sulla redistribuzione dei rifugiati “è importante per l’affermazione di due principi”, commenta da Lubiana, in Slovenia, il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Da un lato, spiega, i giudici di Strasburgo sono intervenuti “nel metodo: le decisioni assunte” dai 28 “vanno rispettate”. Dall’altro, “nel merito”, la “è stato confermato il principio di solidarietà”.

    Il capo dell’esecutivo italiano, incontrando il suo omologo sloveno Miro Cerar, rivendica che dopo gli “obbiettivi illustrati e condivisi a Malta nel Consiglio europeo di febbraio”, adesso “i risultati cominciano ad arrivare”. Gentiloni si riferisce al calo dei flussi migratori attraverso il Mediterraneo centrale, ma ammonisce che si tratta di “risultati mai definitivi, sempre da consolidare e da europeizzare il più possibile”.

    A chi chiede se la sentenza di ieri possa in qualche modo facilitare la riforma del sistema di asilo europeo in discussione, Gentiloni risponde che la decisione della Corte Ue “è importante” ma, “detto questo, c’è un gran lavoro da fare sulla revisione del regolamento di Dublino, e non è certo risolto dalla sentenza della Corte europea”.

    Gli sforzi per modificare le regole sull’asilo, dunque, devono restare alti. E secondo il premier sloveno devono anche produrre una soluzione che tuteli la libera circolazione nello Spazio Schengen, dal momento che “l’Ue resterà tale solo se non ci saranno controlli ai confini interni”.

    L’inquilino di Palazzo Chigi ha poi voluto tranquillizzare i partner europei più preoccupati del cammino a più velocita che si è scelto per dare nuovo impulso all’integrazione europea. Questo “non significa creare dei gruppi ristretti ed escludere altri Paesi, ma significa che i Paesi che hanno la comune intenzione di procedere in modo integrato possano farlo”, ha indicato Gentiloni. L’auspicio del premier è che inizino “già dai prossimi Consigli europei, a partire da quello che avrà al centro il digitale e da quello sui migranti”.

    Tags: AsiloCerarcorte di giustiziaDublinoGentiloniimmigrazioneLubianamigrantiriformaRifugiatisentenzavisita

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