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La Commissione Ue organizza la cooperazione tra l'Olaf e la Procura europea

La Commissione Ue organizza la cooperazione tra l'Olaf e la Procura europea

Rapporto della Commissione: l'Ufficio antifrode ha funzionato bene ma la creazione della Procura cambia le regole del gioco

Bruxelles – ‘Aggiornare’ l’Ufficio europeo anti-frode (Olaf), la Commissione europea ci pensa. L’organismo responsabile per le indagini amministrative funziona, ha assolto, e con merito, i propri compiti. Ma adesso il sistema di giustizia europea cambia, e l’esecutivo comunitario “pensa” ad una proposta di modifica all’impianto giuridico che regola il funzionamento di Olaf per garantire una convivenza senza problemi con la neonata Procura europea.

Un’analisi indipendente richiesta dall’esecutivo Ue ha stabilito che l’Olaf ha lavorato bene. “Con più indagini, migliore scambio di informazioni tra Stati membri, e maggiore protezione dei diritti delle persone oggetto di indagini, Olaf ha accresciuto la propria efficacia”. Allo stesso tempo, però, la creazione dell’Ufficio della procura europea (Eppo) “cambia le regole del gioco” e pone la questione della coesistenza dei due organismi, chiamati da qui in avanti a collaborare.

“In vari casi”, ricordano a Bruxelles, le attività di Olaf e Procura europea non avranno bisogno di essere coordinate per via dei rispettivi distinti mandati. Olaf si concentrerà su reati amministrativi, la Procura su quelli penali. Olaf tuttavia non può avviare procedimenti penali sulla base di frodi amministrative. L’Ufficio europeo trasmette i risultati delle indagini amministrative alle autorità nazionali competenti, che che decidono autonomamente se avviare o meno un procedimento penale sulla base degli accertamenti dell’Olaf. Finora ha sempre funzionato così. L’istituzione di una procura europea cambia le regole, e quindi Olaf dovrà riferire all’Eppo. Tuttavia Olaf continuerà a essere responsabile per condurre indagini in quegli Stati membri che per ora non aderiscono alla procura europea (Danimarca, Irlanda, Malta, Polonia, Slovenia, Svezia, Ungheria e Regno Unito).

La Commissione europea, valuterà se sia necessaria una proposta di modifica del quadro giuridico dell’Olaf, nel caso da presentare nella prima metà del 2018, per garantire che Ufficio antifrode e Procura europea possano cooperare senza problemi. Secondo la relazione della Commissione “un aspetto da affrontare potrebbe essere” il trattamento da parte di Olaf delle informazioni in ingresso e la rapida alla Procura delle informazioni relative a qualsiasi condotta penale.

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