- L'Europa come non l'avete mai letta -
domenica, 18 Gennaio 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Net & Tech
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Salute
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Net & Tech
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Salute
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Editoriali » Pasticcio alla catalana

    Pasticcio alla catalana

    Diego Marani di Diego Marani
    3 Ottobre 2017
    in Editoriali
    Catalogna pasticcio crema

    Il brutto pasticcio del referendum catalano mostra in modo più chiaro che mai quanto siano pericolosi i nazionalismi e quanto rapidamente i diritti degli uni diventino soprusi per gli altri quando si prende come discrimine un’etnia, una lingua o una cultura e se ne fa uno strumento esclusivo e distintivo. Il motivo del contendere nel caso catalano sta in effetti tutto qui, nella discriminazione che alcune leggi di tutela sociale volute da Barcellona avrebbero creato nei confronti degli altri cittadini spagnoli e che Madrid non ha potuto accettare. Dalla giusta tutela della minoranza catalana la Catalogna è passata dunque all’ingiusta penalizzazione della maggioranza spagnola.

    Il pretesto della protezione di una minoranza è arbitrario e diventa ingiusto quando questa protezione avviene a discapito della maggioranza, quando si dimentica che è nel comune denominatore che sta la convivenza, non nell’interminabile formulazione di differenze che alla fine disperde ogni comunità nell’individualismo. Il concetto di minoranza come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi è obsoleto e perde ogni senso in un’Europa senza frontiere. Proteggere le minoranze era legittimo, anzi sacrosanto quando incombeva su di loro la minaccia dell’assimilazione forzata e dell’annientamento da parte di Stati che si volevano omogenei e mal tolleravano la varietà culturale perché minava la compattezza della nazione e la credibilità del suo costrutto ideologico.

    Nell’Europa comunitaria questa minaccia non esiste più e ogni cultura, ogni lingua dovrebbe essere lasciata libera di andare dove è capace di arrivare da sola, con la propria forza, con la propria vitalità anziché essere artificialmente protetta. Perché in questo caso non più di protezione si tratta ma di libertà vigilata. Le minoranze saranno veramente trattate con equità quando anche le maggioranze potranno avere accesso alle loro scuole e apprendere le loro lingue, quando avranno l’opportunità di diffondere la propria cultura con la forza della loro attrattiva e ovunque, non solo nella riserva indiana del proprio territorio. Se la cultura catalana è l’espressione di una società dinamica e capace di inventare il nuovo, come del resto ha dimostrato, non ha bisogno dell’indipendenza per prosperare e addirittura la sua influenza travalicherà i confini del suo territorio storico. La corsa contro il muro della carnevalesca indipendenza in cui si è scagliato il governo catalano rivela invece la piccineria di leader politici a cui preme soltanto di accrescere il proprio potere illudendo i cittadini che uno Stato indipendente dia loro maggiore libertà.

    Una maggiore libertà non viene dalla moltiplicazione dei parlamenti ma dalla capacità di adattarsi al mondo che cambia, di cavalcare il cambiamento anziché subirlo. Tutte cose che ogni regione d’Europa oggi può liberamente fare travalicando le frontiere del proprio Stato e cooperando con le regioni vicine, come già si fa a cavallo di tante frontiere, prima fra tutte quella franco-tedesca dove la Lorena francese e la Saar tedesca oggi condividono scuola e amministrazione pubblica bilingue.

    Nella brutta storia del referendum catalano non si è poi fatto mancare il patetico intervento di qualche disinformato commentatore italiano che anche in questo caso se l’è presa con l’Unione europea criticando il suo silenzio, senza sapere che Bruxelles non ha alcun titolo di esprimersi in faccende interne dei suoi Stati membri, anzi le è vietato dai trattati. Ancora più ottusa la valutazione di chi ha voluto vedere nel voto catalano uno smacco all’Unione europea. La deriva catalana dimostra invece esattamente il contrario: che sono gli Stati nazionali ad essere inadeguati alla modernità e che la soluzione alla loro debolezza è una federazione europea dove le regioni potranno assumere nuovi ruoli e competenze.

    Tags: Catalognalingueminoranzereferendum

    Ti potrebbe piacere anche

    Robert Golob
    Politica

    Marcia indietro in Slovenia: saltano i referendum sulle spese militari e sulla Nato

    21 Luglio 2025
    Referendum
    Politica

    Referendum, a Bruxelles disguidi per gli iscritti AIRE. Il Consolato: “Recarsi di persona per ritirare le schede”

    28 Maggio 2025
    giuseppe conte
    Politica Estera

    Conte a Bruxelles per dire no al riarmo: “In Ucraina la strategia bellicista è una scommessa fallita”

    13 Maggio 2025
    Politica

    Referendum abrogativi: per cosa si vota e come si vota dall’estero

    12 Maggio 2025
    Marco Tarquinio
    Notizie In Breve

    Referendum, Tarquinio (Pd): “Chi spegne l’informazione, silenzia la democrazia”

    12 Maggio 2025
    Politica

    Referendum, entro il 7 maggio gli italiani temporaneamente all’estero possono chiedere di votare

    17 Aprile 2025

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    TikTok

    Tik Tok: nuovo meccanismo per limitare il social agli under 18

    di Enrico Pascarella
    16 Gennaio 2026

    Il social network implementa una procedura interna per controllare e sospendere i profili degli under 13. La pressione politica inizia...

    Il Consiglio UE apre la strada alla creazione di gigafactory per l’Intelligenza artificiale

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    16 Gennaio 2026

    Approvato un emendamento al regolamento sul calcolo ad alte prestazioni per consentire un maggiore sviluppo tecnologico e industriale. Le norme...

    In Europa gli italiani cambiano alleanze per il Mercosur: il Pd con FdI e FI, Lega con M5S

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    16 Gennaio 2026

    La sessione plenaria del Parlamento europeo ha nell'accordo di libero scambio con i Paesi del sud America il piatto forte...

    Difesa, la Commissione propone primi esborsi SAFE per otto Paesi membri

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    16 Gennaio 2026

    Chiesto al Consiglio di autorizzare l'erogazione per Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Portogallo, Romania e Spagna. Von der Leyen: "Fare...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Lettere al direttore
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Net & Tech
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Agenda europea
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Lettere al direttore
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • News
      • Opinioni
      • Sport
      • Salute
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Net & Tech
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Agenda europea
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Lettere al direttore
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • News
      • Opinioni
      • Sport
      • Salute
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione