- L'Europa come non l'avete mai letta -
sabato, 7 Novembre 2026
No Result
View All Result
  • en ENG
  • it ITA
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Le Newsletter di Eunews
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Politica » Catalogna, l’Ue: referendum illegale, ma l’uso della forza doveva essere proporzionato

    Catalogna, l’Ue: referendum illegale, ma l’uso della forza doveva essere proporzionato

    Il primo vicepresidente della Commissione Timmermans agli indipendntisti: "Il rispetto dello Stato di diritto non è opzionale ma fondamentale"

    Alfonso Bianchi</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@AlfonsoBianchi" target="_blank">@AlfonsoBianchi</a> di Alfonso Bianchi @AlfonsoBianchi
    4 Ottobre 2017
    in Politica

    dal nostro inviato

    Strasburgo – Il rispetto per lo Stato di diritto “non è opzionale ma fondamentale”, e “se la legge non ti dà quello che vuoi puoi opporti alla legge, cambiare la legge, ma non la puoi ignorare”. Parlando alla plenaria di Strasburgo, Frans Timmermans ha provato a misurare le parole per cercare di non scontentare troppo i catalani ma ha chiaramente posizionato la Commissione europea al fianco del governo di Mariano Rajoy, seppur criticando l’eccessivo uso della forza da parte della polizia domenica.

    “C’è consenso generale sul fatto che il governo della Catalogna abbia scelto di ignorare la legge quando ha organizzato il referendum”, anche se questo “non cambia il fatto che abbiamo visto tutti immagini rattristanti domenica”, con le cariche della polizia sui manifestanti e i cittadini ai seggi, ha dichiarato il primo vicepresidente della Commissione Ue parlando durante il dibattito con gli eurodeputati. “Sarò chiaro”, ha continuato Timmermans, “la violenza non risolve niente in politica, non è mai una risposta o la soluzione e non deve essere mai usata come un’arma o uno strumento”, e questo l’Ue “lo sa meglio di tutti”. Ma, ha però aggiunto, “è comunque dovere di ogni governo far rispettare lo Stato di diritto”, e questo “a volte richiede un uso proporzionato della forza”, uso “proporzionato” che domenica non c’è stato.

    Il referendum, ha ribadito il vicepresidente, “dal punto di vista costituzionale non era legale”, e a nome di Bruxelles ripete che “si tratta di una questione interna alla Spagna”, però invita “tutti gli attori in campo a passare dal confronto al dialogo”. “Tutti i canali di comunicazione devono restare aperti”, e si deve “trovare una via d’uscita da questa impasse nel rispetto dell’ordine costituzionale”, e per assicurarsi che ciò avvenga, “Juncker è in contatto con Rajoy”, ha spiegato Timmermans. E proprio Rajoy, ha concluso Timmermans, “confido che saprà assicurare che la questione sia risolta in uno spirito di dialogo, nel rispetto della costituzione e dei diritti fondamentali dei cittadini”, cosa che “deve essere l’obiettivo di tutti”.

    “Come la storia dell’Unione europea ci insegna, in democrazia, l’unica strada da percorrere è quella di lavorare insieme per la concordia e l’unità”, ha affermato il presidente Antonio Tajani. Anche lui ha sottolineato che “nessuno ha gradito gli eventi accaduti domenica”, ma “le decisioni unilaterali sono in contrasto con l’ordinamento giuridico europeo e sono destinate a provocare pericolose divisioni”, ha aggiunto.

    Da questo Parlamento, ha concluso a sua volta, “parte un appello a sostegno di una riflessione serena e profonda, che favorisca il dialogo in Spagna, nel rispetto del quadro costituzionale, compreso lo Statuto di Autonomia della Catalogna, e che restituisca la politica alle istituzioni”.

    Secondo il capogruppo dei socialisti Gianni Pittella, “una dichiarazione d’indipendenza getterebbe solo ulteriore benzina sul fuoco e un governo regionale che rappresenta meno del 50%, non può pregiudicare il futuro di un popolo interno”. L’esponente democratico ha sottolineato che “si può cambiare, ma con gli strumenti adatti, non in spregio alle leggi” e ha criticato il premier Mariano Rajoy per aver rifiutato di discutere le proposte dei socialisti spagnoli sulla questione catalana. “Non mi interessa fare polemica. Dico solo che questa crisi poteva, e doveva essere risolta diversamente e nessun democratico può compiacersi della violenza, che è il fallimento della politica”.

    “Nessuno può fare lezioni di democrazia alla Spagna”, ha detto il leader dei liberali Guy Verhofstadt ricordando la costituzione del 1978 e la gestione del colpo di stato del 1981. “Ai miei amici catalani vorrei dire che non è interesse del vostro popolo portare avanti le istanze indipendentiste. La base della democrazia è la legittimità e sapete che i catalani non avrebbero partecipato al referendum, sapete che la maggior parte di loro è contro la secessione”, ha esclamato criticando la convocazione illegale che “non a caso, non prevedeva un quorum” e i risultati “che si sapevano già prima della lettura delle schede”. “In politica non bisogna vergognarsi quando si fa un compromesso”, ha concluso Verhofstadt invitando i catalani a seguire l’esempio del Belgio e a sedersi ad un tavolo con gli spagnoli.

    D’accordo anche la presidente dei Verdi, Ska Keller. “Rajoy ha fallito, si è rifiutato di dialogare e ha fatto ricorso alla polizia, alle sentenze. Ma il governo deve astenersi dall’utilizzare questi strumenti e puntare sulla politica che si basa sempre sul dialogo”. Contrariamente agli altri, Keller è convinta che la questione non è interna alla Spagna e l’Ue deve perciò intervenire. “Qui entrano in gioco i diritti fondamentali. Juncker non può solo guardare, la Commissione non può volgere altrove lo sguardo, deve offrire mediazione e aiuto”.

    Secondo Raymond Finch, europarlamentare di Europa delle Nazioni e Libertà, è inutile appellarsi alla Commissione e “i catalani che si aspettano un aiuto dall’Ue rimarranno delusi”. Della stessa opinione il collega di partito Marcel De Graaf secondo il quale in Europa c’è “un’ipocrisia illimitata” e gli unici ad essere accusati sono gli Stati membri che contestano le decisioni delle istituzioni e “servono all’Ue per mandare avanti la propaganda”. Duro anche Ryszard Legutko dei conservatori. “L’Ue non può essere rafforzata a colpi di procedure d’infrazione e il silenzio della commissione non aiuterà a far scomparire il problema”.

    “Ho l’impressione che in alcuni discorsi, fortemente ispirati al nazionalismo, la democrazia venga utilizzata come uno strumento”, ha risposto Timmermans, “ma voglio ribadire che lo stato di diritto è importante, che il referendum di domenica non rientrava nello stato di diritto e che l’unica via per il futuro è il dialogo”.

    ha contribuito Giulia Giacobini

    Tags: Catalognafrans timmermansspagnaviolenza

    Ti potrebbe piacere anche

    Eurostat: I salari europei crescono del 4,3 per cento, ma l’Italia resta indietro. La Spagna allunga il passo
    Economia

    I salari europei crescono del 4,3 per cento, ma l’Italia resta indietro. La Spagna allunga il passo

    6 Novembre 2026
    Secondo il commissario alla Migrazione, Magnus Brunner, quattro Paesi (Italia, Grecia, Cipro e Spagna) sono "sotto pressione migratoria"
    Diritti

    La Commissione UE considera Italia, Grecia, Cipro e Spagna Paesi “sotto pressione migratoria”

    6 Novembre 2026
    PPE BECA parlamento europeo
    Salute

    BECA, il malessere nel PPE: “Sostenere questo testo sarebbe un grave errore politico”

    3 Novembre 2026
    Giochi per bambini. Crediti: Gautam Arora via Unsplash
    Le Brevi

    Nell’istruzione della prima infanzia il 94,4 per cento dei bambini UE

    29 Ottobre 2026
    Immagine tratta da Pexels/Explora Andalucia
    Cronaca

    Spagna, scontro tra due treni ad alta velocità vicino a Toledo: la Protezione civile conta oltre 64 morti

    28 Ottobre 2026
    Portafogli vuoto. Crediti: Emil Kalibradov via Unsplash
    Economia

    Calano, di poco, le disuguaglianze sui redditi nell’UE nel 2025

    23 Ottobre 2026
    Il prossimo anno ci saranno almeno 13 grandi elezioni in Europa

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Bandiera del Montenegro. Crediti: Anna Kharkivska via Unsplash allargamento

    Il Montenegro chiude altri due capitoli negoziali, possibile entro l’anno la fine delle trattative per l’adesione

    di Annachiara Magenta annacmag
    6 Novembre 2026

    Bruxelles - Il Montenegro compie un altro passo verso l’adesione all’Unione europea, chiudendo provvisoriamente altri due capitoli negoziali: il numero...

    Il presidente del Consiglio europeo, Antònio Costa, e la presidente italiana del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni. Crediti: Consiglio dell'Unione europea

    Costa d’accordo con Meloni: “Nei negoziati sull’Ucraina, il messaggio UE sia unitario e chiaro”

    di Iolanda Cuomo
    6 Novembre 2026

    Il presidente del Consiglio europeo ha risposto alla richiesta della premier italiana di decidere "una volta per tutte" chi debba...

    Eurostat: I salari europei crescono del 4,3 per cento, ma l’Italia resta indietro. La Spagna allunga il passo

    I salari europei crescono del 4,3 per cento, ma l’Italia resta indietro. La Spagna allunga il passo

    di Annachiara Magenta annacmag
    6 Novembre 2026

    Gli ultimi dati pubblicati da Eurostat mostrano una forte disparità tra gli Stati membri: il salario medio lussemburghese (il più...

    Casa di riposo. Crediti: Dominik Lange via Unsplash

    Cresce del 5 per cento la spesa dell’UE per le prestazioni sociali nel 2025

    di Iolanda Cuomo
    6 Novembre 2026

    Bruxelles - Secondo Eurostat, l'Agenzia di statistica dell'UE, nel 2025, la spesa totale per le prestazioni di protezione sociale nell’UE...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Savona 127/B, 20144 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • en ENG
    • it ITA
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • en ENG
    • it ITA
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione