- L'Europa come non l'avete mai letta -
venerdì, 19 Giugno 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Politica » I ‘portaborse’ italiani vogliono norme chiare come al Parlamento Ue. Ecco come funzionano

    I ‘portaborse’ italiani vogliono norme chiare come al Parlamento Ue. Ecco come funzionano

    Dopo lo scandalo fatto emergere da Le Iene sui collaboratori parlamentari del deputato Mario Caruso, gli assistenti tornano a invocare l’adozione in Italia del modello europeo

    Domenico Giovinazzo</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@giopicheco" target="_blank">@giopicheco</a> di Domenico Giovinazzo @giopicheco
    6 Ottobre 2017
    in Politica

    Roma – Dopo lo scandalo di Federica B., l’assistente del deputato Mario Caruso, fatto emergere dalla trasmissione televisiva Le Iene, i collaboratori parlamentari italiani tornano a chiedere una regolamentazione della loro figura professionale, e propongono l’adozione della normativa prevista per il Parlamento europeo, dove gli scandali non sono mancati, ma rappresentano eccezioni a un sistema strettamente regolamentato, al contrario di quello italiano.

    La figura del collaboratore parlamentare è prevista dallo Statuto del Parlamento europeo. L’articolo 21 prevede che i deputati abbiano “diritto ad essere assistiti da collaboratori personali da loro liberamente scelti”, e che il Parlamento copra “le spese effettivamente sostenute per l’impiego degli assistenti”. Il compito di normare il rapporto di lavoro è demandata a una decisione dell’Ufficio di presidenza della stessa Assemblea comunitaria, che ne disciplina i dettagli.

    Già qui emerge una prima abissale distanza dal sistema italiano dove la figura dell’assistente parlamentare, semplicemente, non è formalmente riconosciuta. Tanto meno esiste una legge in materia, che pure aveva ottenuto il sì della Camera nella passata legislatura, ma poi è morta al Senato.

    Per questo, l’Associazione italiana collaboratori parlamentari (Aicp), con la sua vicepresidente Josè De Falco, chiede che “venga fatta chiarezza”. In Italia, prosegue De Falco, “ogni rapporto di lavoro viene demandato a una contrattazione diretta con il singolo deputato, senza alcun tipo di standard contrattuale di riferimento né di controllo, il che è fonte di opacità e possibili abusi”. Osservando i vari modelli in giro per l’Europa, è proprio a quello europeo che i cosiddetti ‘portaborse’ italiani guardano. Ecco come funziona.

    Numero di assistenti – Il regolamento del Parlamento europeo prevede che “all’inizio di ogni legislatura, i questori stabiliscono il numero massimo di assistenti che ciascun deputato può accreditare”. Questo vale solo per i collaboratori che affiancano il deputato nelle sedi europee (Strasburgo/Lussemburgo e Bruxelles), e che attualmente possono essere 3 o, a certe condizioni, salire addirittura a 4. Almeno il 25% del budget riservato a ogni parlamentare per i propri assistenti deve essere utilizzato per quelli accreditati. Non c’è limite per i collaboratori locali, che operano nel collegio di provenienza del parlamentare. In Italia, sono due gli assistenti che possono essere accreditati per l’accesso al Parlamento. Nessun limite per i collaboratori sul territorio.

    Il budget – In Europa, è il budget previsto per i compensi a determinare un limite al numero di assistenti che un deputato può assumere. Attualmente ammonta a un massimo di 24.164 euro mensili, vincolati all’effettiva spesa per gli stipendi o i compensi dei collaboratori accreditati e di quelli sui territori. Viste le notevoli differenze nel costo del lavoro tra i diversi stati membri, i deputati che pagano meno i loro assistenti se ne possono permettere di più. In Italia, ogni deputato ha circa 4 mila euro mensili di budget (3.690 i senatori), che però riguardano genericamente le spese per l’attività politica, con l’obbligo di rendicontarne solo il 50% per ottenere l’intera somma. Importo che, per altro, include tanto le spese per gli assistenti quanto, ad esempio, quelle per l’affitto di un ufficio sul territorio di provenienza.

    Chi paga – È il Parlamento europeo a versare lo stipendio ai collaboratori accreditati, che stipulano il contratto direttamente con l’Istituzione. Per gli assistenti sul territorio, il deputato deve individuare un terzo erogatore, al quale il Parlamento rimborserà le spese a fronte della presentazione di ricevute e fatture. In nessun caso può essere il deputato a pagare il proprio assistente per ricevere poi un rimborso. Diametralmente opposta la situazione in Italia. L’Istituzione assegna direttamente al parlamentare il budget previsto – anche nel caso non si avvalga di alcun assistente, purché dimostri di spenderne almeno la metà per l’attività politica – ed è questi a provvedere al pagamento dei collaboratori. Una situazione che secondo Riccardo Malavasi, presidente dell’Aicp (Associazione italiana collaboratori parlamentari) può generare “distorsioni e irregolarità”.

    I contratti – Gli assistenti accreditati sono contrattualizzati direttamente dal Parlamento europeo, mentre quelli locali hanno contratti di lavoro o di prestazioni di servizio, in cui il parlamentare risulta come datore, ma la gestione è affidata un soggetto terzo erogatore, il quale deve garantire (e dimostrare) il pagamento dei compensi e degli oneri fiscali e previdenziali, oltre a eventuali coperture assicurative per infortuni se previste dalla normativa nazionale. In Italia, la situazione è molto variegata a causa dell’ampia discrezionalità lasciata ai parlamentari. Per il Senato non ci sono dati disponibili. Alla Camera, secondo le cifre fornite all’Aicp dalla presidente Laura Boldrini, dei 628 collaboratori parlamentari (di cui solo 364 hanno diritto di accesso a Montecitorio) il 51% hanno contratti di collaborazione. Il 25% sono inquadrati con contratti di lavoro subordinato, e il 24% con contratti di lavori autonomo.

    Retribuzioni – La retribuzione degli assistenti accreditati al Parlamento europeo è fissata dallo Statuto dei funzionari e degli altri agenti, sulla base di una griglia di 19 gradi, indicizzata annualmente. Per i collaboratori sul territorio, invece, è fissato un tetto massimo che varia da Paese a Paese, e che per l’Italia è di 8.253 euro di stipendio lordo per i dipendenti, o di compenso al netto di Iva per i prestatori di servizio. In Italia, non esistono tabelle né limiti di riferimento, ma gli importi percepiti dagli assistenti, secondo alcune stime, si aggirano tra gli 800 e i 1.200 euro netti al mese.

    Tags: assistenticollaboratorideputatoFedericaieneMario Carusoonorevoleparlamentariparlamentoportaborsescandalosenatoreue

    Ti potrebbe piacere anche

    Da sinistra: il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa; il presidente dell'Ucraina, Volodymir Zelensky: la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen [Bruxelles, 18 giugno 2024. Foto: European Council]
    Politica Estera

    L’UE celebra Zelensky, e promette di andare avanti col processo di adesione dell’Ucraina

    18 Giugno 2026
    [Foto: Party of European Socialists]
    Politica

    I socialisti prima del Vertice UE: “Serve un bilancio che lavori per le persone”

    18 Giugno 2026
    Politica

    Riunione degli ‘Amici della Coesione’ prima del vertice UE: il bilancio non penalizzi Agricoltura e Coesione

    18 Giugno 2026
    [foto: imagoeconomica]
    Politica

    Bilancio pluriennale, non solo le divisioni UE: c’è anche lo spettro delle elezioni del 2027

    18 Giugno 2026
    Auto - economia circolare
    Green Economy

    L’economia circolare approda nelle auto: il Parlamento europeo vuole vetture più sostenibili

    18 Giugno 2026
    Palazzo Europa, prima dell'arrivo dei leader per il Consiglio europeo. Source: EU Council
    Politica

    Ucraina, Cina, sfide globali e lo scontro sul bilancio comune: la due giorni di Vertice dei leader UE

    18 Giugno 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Da sinistra: il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa; il presidente dell'Ucraina, Volodymir Zelensky: la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen [Bruxelles, 18 giugno 2024. Foto: European Council]

    L’UE celebra Zelensky, e promette di andare avanti col processo di adesione dell’Ucraina

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    18 Giugno 2026

    Al vertice del Consiglio europeo si rinnova il sostegno a Kiev. Von der Leyen: "Auspico l'apertura di altri capitoli negoziale...

    [Foto: Party of European Socialists]

    I socialisti prima del Vertice UE: “Serve un bilancio che lavori per le persone”

    di Valeria Schröter
    18 Giugno 2026

    La presidenza del PSE si è riunita a Bruxelles poco prima dell’inizio del Consiglio europeo. I membri hanno stabilito le...

    La presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, incontra il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani alla riunione del Partito popolare europeo pre-Consiglio europeo, 2026. Crediti: Parlamento europeo

    Tajani (FI-PPE):”Serve un inviato speciale che parli con Mosca con una voce unica europea”

    di Iolanda Cuomo
    18 Giugno 2026

    Secondo il vice premier e ministro degli Affari esteri, il nome dovrà essere scelto da tutti gli Stati membri: "Bisogna...

    Riunione degli ‘Amici della Coesione’ prima del vertice UE: il bilancio non penalizzi Agricoltura e Coesione

    di Giulia Torbidoni
    18 Giugno 2026

    Promossa da Italia e Romania e presieduta dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, l'incontro ha visto la partecipazione di 17...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione