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    Home » Politica » Il rappresentante della Catalogna all’Ue: “In gioco la credibilità dell’Europa”

    Il rappresentante della Catalogna all’Ue: “In gioco la credibilità dell’Europa”

    Amadeu Altafaj chiede un ruolo attivo in particolare dalla Commissione Ue: "Questione non più solo spagnola"

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    10 Ottobre 2017
    in Politica
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    Bruxelles – Quella catalana non è una questione di affari interni alla Spagna, ma una questione europea, e “in Catalogna si gioca la credibilità dell’Europa”. Il rappresentante permanente della Catalogna a Bruxelles, Amadeu Altafaj, rimprovera alla Commissione europea di non aver giocato quel ruolo che la situazione richiedeva. Ma adesso la regione spagnola consegna all’Ue un altro dossier su cui l’immagine del progetto comunitario rischia di incagliarsi. Altafaj lascia il comitato delle regioni senza aver trovato un aperto sostegno neppure dai rappresentanti di quelle regioni europee che pure avrebbero potuto schierarsi con la causa catalana. “Abbiamo ricevuto il sostegno dalle regioni europee per il dialogo”. Quello che è successo è riassunto in questo passaggio delle dichiarazioni di Altafaj: Madrid ha ignorato la volontà di dialogo della Catalogna, che “per sette anni consecutivi lo ha chiesto”, e adesso la questione viene portata di forza sul tavolo di Madrid e all’attenzione dell’Europa.

    Amadeu Altafaj

    Altafaj ora critica il silenzio della Commissione, ma quando vestiva i panni di portavoce dell’esecutivo comunitario (parlava per conto di Olli Rehn, allora commissario per gli Affari europei) e doveva rispondere sulla Catalogna era solito ripetere “non sarà la Commissione europea a dire alla Spagna come organizzarsi al proprio interno”. Il rappresentante di Barcellona sa dunque cosa può fare o meno la Commissione. Gioco della parti, si dirà. O forse ci si attendeva un operato diverso da questa Commissione Ue, che si professa più politica di quella di cui Altafaj faceva parte.

    Si chiede la mediazione internazionale, in un teatro internazionale dove non è chiaro chi e quanto potrà mediare. La Commissione europea ha più volte riconosciuto il referendum dell’1 ottobre “illegale”, il che equivale a dire che non l’ha riconosciuto. Non è probabile che i Paesi Ue possano riconoscere una eventuale repubblica di Catalogna. In ogni caso la Spagna è di fronte a un bivio e l’Unione europea praticamente messa all’angolo. Chi ha chiesto all’Europa di esporsi l’ha messa al centro dell’attenzione. Se Bruxelles difende Madrid, il gesto potrà essere ‘venduto’ nella regione in senso anti-europeo, se invece difende i catalani si rischia un pericoloso precedente oltre che uno strappo nel Ppe, il partito del primo ministro spagnolo Mariano Rajoy e dei presidenti delle tre istituzioni comunitarie.

    “Il problema catalano non è spagnolo, è europeo”. Lo ha ripetuto ripete più volte Altafaj, a questo punto non a torto. Se non era una questione europea, lo è diventata. Se questo era l’intento dei catalani desiderosi di questa situazione, allora è stato un successo. Il difficile viene adesso. Per quanto vincente possa essere la mossa catalana questa rischia di tramutarsi in una scelta pericolosa per la tenuta dell’Europa, già messa alla prova da uno strappo britannico più frutto dell’istinto che della ragione. La Brexit è diventa ingestibile, soprattutto da parte britannica. A Londra ci si è resi conto solo dopo della natura avventata del referendum. Il rischio è che la storia possa ripetersi.

    Tags: Amadeu AltafajCatalognacommissione europeareferendum catalognaue

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