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    Home » Economia » La Brexit non spaventa le start-up finlandesi: “La cooperazione troverà la sua strada”

    La Brexit non spaventa le start-up finlandesi: “La cooperazione troverà la sua strada”

    I protagonisti dell'assistenza socio-sanitaria si godono "le certezze" di Helsinki, e guardano al futuro con ottimismo. Aspettando l'Agenzia del farmaco

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    7 Novembre 2017
    in Economia
    Maria01, ex ospedale riconvertito in centro per start-up. E' uno dei punti di forza del tessuto finlandese per la sanità

    Maria01, ex ospedale riconvertito in centro per start-up. E' uno dei punti di forza del tessuto finlandese per la sanità

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    dall’inviato

    Helsinki – La Brexit non preoccupa, almeno non il micro-cosmo finlandese delle industrie dell’assistenza sociale e sanitaria. Alla fine, se dovesse succedere qualcosa non cambierà niente. O almeno, non cambierà poi così tanto. Perchè a Helsinki c’è una realtà che offre certezze e, di conseguenza, mette al riparo da possibili scossoni. Ammesso che ve ne siano.  L’uscita del Regno Unito dall’Ue è carico di incognite, eppure questo non agita il mondo delle startup operanti a Helsinki. Qui si lavora come se niente fosse, convinti che un eventuale approdo dell’Agenzia europea del farmaco in città farebbe bene a tutti, e che alla fine tutto si aggiusterà.

    “La cooperazione troverà la propria strada”, sostiene Juho Paaso, vicepresidente di Bc Platform, società specializzata nella gestione dei dati genetici e biologici. Bc Platoform è una delle tante realtà innovative attive all’interno del grande tessuto industriale di Helsinki. Sviluppa e fornisce servizi e programmi informatici (software) per gli studi del dna. Lavora a livello internazionale, in particolare con Stati uniti e Regno unito. Quest’ultimo a breve uscirà dall’Ue e probabilmente anche dal suo Mercato unico. “Non siamo preoccupati per la Brexit, il modo di lavorare si troverà”.

    Neppure gli esperti in consulenza, per definizione e vocazione attenti a tutto e pronti ad ogni consiglio, mostrano particolari turbamenti. “Siamo consapevoli delle implicazioni della Brexit, e sappiamo che dal punto di vista operativo potrà esserci qualche problema, ma per quanto ci riguarda non cambierà molto”, rileva Paolo Borella, presidente, amministratore delegato e co-fondatore di Vertical. Vertical è un’azienda di consulenza oggi di riferimento sul mercato. Mediamente esamina qualcosa come 1.200 proposte aziendali l’anno. Lavora grazie a diversi team, ed è attiva anche con il Regno Unito. Ha tra i principali partner Sonera (la prima compagnia telefonica finlandese), Fazer (grande marchio alimentare finlandese) e Samsung. Non è ancora chiaro cosa potrà significare Brexit, ma quel che è certo è che “per noi non cambierà il nostro modo selezionare il personale, nè cambierà il nostro modo di fare impresa”, ammette Borella. Praticamente, il business si organizza prima della politica.

    Le start-up e le industrie del settore dell’assistenza socio-sanitaria, almeno a Helsinki, guardano al futuro senza patemi. Anche perché in Finlandia “c’è un alto livello di ricerca e istruzione, e ci sono buone opportunità”, sottolinea Marko Kuisma, capo dell’ufficio commerciale di MediSapiens. Insomma, di fronte a un Paese che esce dall’Ue “abbiamo comunque un circuito valido, un ambiente dinamico”. In altri termini, “c’è certezza in Finlandia, e non credo che la Brexit ci comporterà particolari problemi”. MediSapiens, al pari di Bc Platform, sviluppa programmi informatici per la raccolta e la valutazione dei dati sanitari. Un altro esempio di impresa che dimostra quanta domanda ci sia in questo specifica parte di filiera. Diverso è il caso di Planmeca. Planmeca è uno dei principali produttori mondiali di unità dentali digitali, soluzioni in computer-grafica, dispositivi di immagini digitali bi e tridimensionali, e soluzioni software. E’ una storia di successo di una start-up nata nel 1974 divenuta poi grande azienda globale. Anche per questa sua dimensione “la Brexit non rappresenta un problema per noi, perché il Regno Unito rappresenta una piccola parte del nostro mercato”, evidenzia Veli Makela, vicepresidente di Planmeka. “Dal nostro punto di vista la Brexit sarà più un problema per i britannici che per noi”.

    Tags: assistenza sanitariabrexitfinlandiasanitàStart upstart-upsue

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