Bruxelles – L’Italia è seconda in Europa per ammontare di rimesse di lavoratori verso paesi extra Ue. Lo dicono i dati dell’ultima ricerca condotta da Eurostat, l’Agenzia statistica europea. Nel 2016, verso i paesi extra- Ue, dalla Francia sono stati trasferiti 7,5 miliardi di euro, e dall’Italia 4,5. Terza la Germania con 2,1 miliardi. Per quanto riguarda invece le rimesse all’interno del territorio comunitario l’Italia è terza con 1,6 miliardi, dopo i 2, 4 miliardi della Francia, e i 2 miliardi della Germania.
Nel 2016, i trasferimenti personali inviati dai residenti dell’Unione europea a paesi extraeuropei sono ammontati a 30,3 miliardi di euro, in calo rispetto al 2015 con 31, 3 miliardi. I maggiori incrementi nel 2016 rispetto al 2015 sono stati registrati in Polonia e Portogallo, con aumenti rispettivamente pari a 2,822 miliardi e 2,809 miliardi di euro.
La maggior parte del flusso, precisa Eurostat, viene da denaro inviato dai migranti nei loro Paesi d’origine. Il disavanzo più significativo dei trasferimenti personali, invece, è stato registrato in Francia (- 9,4 miliardi di euro) seguito dal Regno Unito (-4,6 miliardi di euro), Germania (-4,2 miliardi di euro) e Italia (-4 miliardi di euro).
Le entrate più alte degli afflussi, provenienti da altri Stati membri dell’Ue nel 2016, sono state registrate in Slovacchia, con un tasso del 99% e in Ungheria, con 94% mentre gli afflussi extra-Ue hanno rappresentato circa tre quarti degli afflussi totali in Francia (74% ).
Malta, Danimarca, Norvegia e Spagna non hanno fornito i dati per la rilevazione Eurostat.

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