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Arrivano le tasse negli Emirati arabi. Puniti anche i prodotti
Un negozio a Dubai

Arrivano le tasse negli Emirati arabi. Puniti anche i prodotti "che fanno male", come tabacco e bibite gasate

Tutti i Paesi arabi del Golfo Persico introdurranno l'Iva per finanziare la spesa pubblica a fronte del calo del prezzo del petrolio. Ma su pochi settori e beni, non oltre il 5 per cento. Accise del 100 per cento sul tabacco

Bruxelles – Per prima cosa bisogna spiegare cosa sono e perché vengono introdotte. Sono le “tasse”, parola sconosciuta negli Emirati arabi uniti, dove fra poco più di 18 giorni e qualche ora, come informa il count down offerto come promemoria ai cittadini, entreranno in vigore l’Iva e le accise. “Il prezzo del petrolio è in calo”, spiega il sito del governo della Federazione, e dunque “è stato necessario che gli Stati membri del Gcc (il Gulf Cooperation Council, del quale oltre agli Emirati uniti fanno parte anche Arabia Saudita, Bahrain, Kuwait, Omane Qatar) esplorassero altre misure per aumentare le entrate e riducessero la dipendenza dagli idrocarburi come principale contribuente al finanziamento pubblico”, e dunque tutti introdurranno l’mposta sul valore aggiunto.

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Ma, si domandano i cittadini emiratini, soprattutto quelli che non hanno tanta dimestichezza con i “180 Paesi nel mondo”, che, come ricorda loro il governo, hanno già l’Iva, cosa saranno mai le tasse? Un sito del governo federale dei sette regni (assoluti) che formano gli Emirati arabi uniti glielo spiega, con parole semplici, video e tante figure. Anche le compagnie telefoniche si danno da fare, ed inviano agli abbonati le tabelle dove sono indicate le percentuali di Iva che dovranno essere pagate in alcuni settori produttivi. Si tratta veramente di poco, il 5 per cento solo in qualche settore, una cosa da ridere per i cittadini degli altri “180” Paesi del mondo. In più ci saranno anche le accise, quelle tasse che si pagano sull’importazione di prodotti dall’estero, che qui però saranno limitate a tre categorie “dannose per la salute e l’ambiente”, come i prodotti del tabacco (100 per cento), le bibite gasate (50 per cento, esclusa l’acqua minerale frizzante) e bibite energetiche (100 per cento). “L’intento di questa tassa – spiega il sito del governo – è di ridurre il consumo di queste materie prime e al contempo aumentare le entrate per il governo che possono essere spese a beneficio dei servizi pubblici”.

Il governo spiega che “i cittadini e i residenti degli Emirati Arabi Uniti godono di servizi pubblici eccezionali, come assistenza sanitaria, strade, istruzione, parchi, servizi sociali e gestione dei rifiuti. Il costo totale di questi servizi è pagato dal governo. L’introduzione di Iva e accise – assicura il governo – aiuterà gli Emirati Arabi Uniti a diversificare le fonti di reddito in modo che i dipartimenti governativi possano continuare a fornire servizi pubblici eccellenti e garantire un’elevata qualità della vita per le generazioni future”.

Ma non è solo una questione di finanziamento, c’è anche un aspetto di larvata economia sociale di mercato in questo progetto: “la tassazione – spiega la Federazione – consente ai governi di correggere determinati comportamenti che sono dannosi per la società e che non possono essere lasciati alla regolazione del mercato. Le accise sui prodotti che sono dannosi per la salute umana ne sono un buon esempio”.

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