- L'Europa come non l'avete mai letta -
sabato, 14 Febbraio 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Net & Tech
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Salute
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Net & Tech
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Salute
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Economia » Padoan: Fondo monetario europeo non privilegi il metodo intergovernativo

    Padoan: Fondo monetario europeo non privilegi il metodo intergovernativo

    Il ministro al forum di Febaf accoglie positivamente il pacchetto di riforme economiche presentato dalla Commissione Ue, ma pone dei paletti. L’Unione bancaria non sia “una scusa per non fare altro”

    Domenico Giovinazzo</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@giopicheco" target="_blank">@giopicheco</a> di Domenico Giovinazzo @giopicheco
    15 Dicembre 2017
    in Economia

    Roma – Nel dibattito sulla trasformazione dell’Esm (Meccanismo europeo di stabilità) in Emf (Fondo monetario europeo) si discute se il nuovo organismo “debba avere dimensione intergovernativa o comunitaria. La posizione del governo è che la dimensione comunitaria non può essere indebolita”. È il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan, intervenendo al Rome investment Forum organizzato da Febaf, a illustrare le posizioni dell’esecutivo italiano in merito alle proposte di riforma dalla Commissione europea in ambito economico. “Un pacchetto ambizioso che va nella direzione giusta”, indica Padoan, ma nel quale, oltre a “molte cose condivisibili ci sono anche cose che avrei voluto vedere e non ci sono”.

    Si riferisce ai “beni pubblici europei”, il ministro, ovvero “quelle sfide che sono di natura europea quasi per definizione e che per altrettanta definizione richiedono una soluzione europea: immigrazione, sicurezza, un ragionamento sulla difesa comune, un approccio europeo e globale agli investimenti, alla ricerca, alla crescita”. Tutti ambiti per i quali serve un bilancio comune all’altezza, avverte il ministro pur rifiutandosi di dire “quanto debba essere l’entità” del budget europeo, né precisando come vadano reperite le risorse.

    Un altro “aspetto che sta particolarmente a cuore al governo”, sottolinea il numero uno di Via XX Settembre, “è il meccanismo di stabilizzazione comune” che, indica, “potrebbe essere destinato a fornire un’assicurazione anticiclica sulla disoccupazione”, e affiancato da un ulteriore misura volta alla “stabilizzazione degli investimenti, che com’è noto sono la prima vittima di fasi o azioni di aggiustamento di bilancio”.

    Attuare queste misure “richiederebbe meccanismi di finanziamento, che evitino una ‘permanent tranfer union’ (unione di trasferimenti permanente, ndr) temuta dai nostri amici dell’Europa del Nord”, precisa Padoan assicurando che “ci sono strumenti tecnici, giuridici e istituzionali” per evitare “questo problema, che è tecnico ma anche fonte di diversità politiche”.

    L’esponente dell’esecutivo ammonisce poi i suoi colleghi europei sul completamento dell’Unione bancaria “messa sempre al primo posto nella road map” della maggiore integrazione europea. Indicarla come una priorità “non deve essere una scusa per non fare altro”, avverte Padoan, perché questo “non aiuterebbe a riconquistare l’entusiasmo dei cittadini verso le istituzioni”.

    In ogni caso, nella disputa tra chi vorrebbe completare l’unione bancaria dando priorità alla condivisione del rischio e chi vorrebbe privilegiarne la riduzione, Padoan assicura che “nessun paese più di noi desidera ridurre il rischio rimanente nel sistema bancario” e di farlo “a una velocità soddisfacente”. E “nessuno desidera più di noi ridurre il debito” pubblico. “Non c’è nessuna scusa per non fare quello che va fatto”, insiste, ma “il tema è in che modo una strategia europea e nazionale che combini contemporaneamente misure di condivisione e di riduzione del rischio possa essere implementato”.

    In chiusura del suo intervento, il titolare dell’Economia coglie l’occasione per ribadire la propria criticità verso le nuove regole per la gestione dei crediti deteriorati che la Vigilanza unica della Bce vorrebbe introdurre da gennaio prossimo. Non le cita espressamente, Padoan, ma definisce “non accettabile l’idea che certi strumenti per la riduzione del rischio possano essere resi più efficienti da vincoli meccanici”. Così, mette in guardia, “misure pensate per ridurre il rischio rischierebbero di aumentarlo e di innescare meccanismi di mercato che possono essere estremamente pericolosi”.

    A invocare azioni rapide, tanto da parte dell’Italia quanto dell’Ue, è il presidente di Febaf Luigi Abete. In apertura del forum, il numero uno dell’associazione che riunisce banche, assicurazioni e finanza indica che “Unione europea e Italia devono accelerare, rispettivamente, su riforme e investimenti”. Secondo Abete, “a Bruxelles serve un cambio di passo per ridare identità all’Unione e fiducia agli europei, completando i processi avviati, a cominciare dall’Unione bancaria e dall’Unione dei mercati dei capitali”.

    Quanto all’Italia, prosegue, “stiamo lavorando come federazione per realizzare condizioni di rilancio degli investimenti e per favorire la crescita e la capitalizzazione delle imprese”. Su questo terreno, prevede, “la prossima legislatura sarà decisiva per una ripresa degli investimenti pubblici e privati e dovrà mettere al centro del suo programma la finanza per la crescita”.

    A Puntare sulla necessità di maggiori investimenti è anche la Silvie Goulard, eurodeputata ed ex ministra della Difesa francese. “Il piano Juncker è stato un cambiamento dopo la Commissione Barroso”, riconosce, “ma bisogna tornare a investire di più”. L’esponente del gruppo Alde a Strasburgo ha idee precise anche sul bilancio europeo, che “non deve mettere in comune il debito nazionale del passato”, e chiede chiarezza sul ministro delle Finanze europeo, che “non si capisce se deve guardare con neutralità i bilanci nazionali o se deve essere uno che fa un lavoro di squadra per mettere gli europei insieme”.

    Tags: abetebancheeconomicaefmESMeuropeoFeBAFfondo monetarioforumgoulardgovernanceinvestimentimeccanismo europeo di stabilitàmeccanismo salva statiministro finanze europeoPadoanrome investment forumunione bancaria

    Ti potrebbe piacere anche

    Ue Ucraina von der Leyen Zelensk
    Politica

    Ucraina, arriva il 20esimo pacchetto di sanzioni UE alla Russia. Von der Leyen: “Il solo linguaggio che Mosca capisce”

    6 Febbraio 2026
    [Photo by Maureen McLean/Shutterstock (16497479v), via IPA agency]
    Economia

    Imprese, nell’ultimo trimestre 2025 le banche aumentano gli interessi sui prestiti

    2 Febbraio 2026
    [Photo by Sinai Images/Shutterstock (16481284a), via IPA agency]
    Difesa e Sicurezza

    Nel 2025 quadruplica la spesa della BEI per la difesa

    29 Gennaio 2026
    Economia

    Investimenti stranieri, l’UE vara le linee guida a prova di concorrenza sleale

    9 Gennaio 2026
    Economia

    Clima, i tecnici della BCE: “Rischio di transizione un pericolo per la stabilità finanziaria”

    7 Gennaio 2026
    Politica

    Il 2025 dell’UE dalla A alla Z

    22 Dicembre 2025

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Gas serra

    UE, crescono dell’1,1 per cento le emissioni di gas serra nell’economia dei Ventisette

    di Annachiara Magenta annacmag
    13 Febbraio 2026

    I dati di Eurostat si riferiscono al terzo trimestre del 2025. A trainare l’aumento sono state le famiglie, con un...

    Richard Blumenthal, Ursula von der Leyen, Markus Söder, Mark Rutte, Ulf Kristersson, from left to right

    Rutte, von der Leyen e il “cambio di mentalità” dei Paesi dell’UE nella NATO

    di Simone De La Feld @SimoneDeLaFeld1
    13 Febbraio 2026

    Tutto pronto per la Conferenza di Monaco sulla Sicurezza, un anno dopo l'attacco frontale di JD Vance all'UE. Per il...

    L’Europa invecchia, l’età media tocca i 45 anni. Nell’UE c’è un pensionato ogni tre lavoratori

    di Simone De La Feld @SimoneDeLaFeld1
    13 Febbraio 2026

    Nell'ultimo decennio, l'età media a livello UE è aumentata di 2,1 anni. Il 22 per cento dei cittadini europei è...

    FRONTEX

    Migranti, Frontex: Per il maltempo, a gennaio calo del 60 per cento di arrivi irregolari. Vittime triplicate

    di Annachiara Magenta annacmag
    13 Febbraio 2026

    Secondo i dati dell'Agenzia europea di guardia costiera e di frontiera dell’Unione, la rotta del Mediterraneo centrale ha registrato il...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Lettere al direttore
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Net & Tech
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Agenda europea
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Lettere al direttore
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • News
      • Opinioni
      • Sport
      • Salute
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Net & Tech
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Agenda europea
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Lettere al direttore
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • News
      • Opinioni
      • Sport
      • Salute
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione