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    Home » Cronaca » Finisce il 2017 dell’Ue, ripassa qui l’anno europeo dalla A alla Z

    Finisce il 2017 dell’Ue, ripassa qui l’anno europeo dalla A alla Z

    Da "Antonio Tajani" a "Zona Euro", passando per "Brexit", "Glifosato, "Roaming"e "To Tèlos"

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    22 Dicembre 2017
    in Cronaca

    ANTONIO TAJANI: il 17 gennaio l’Aula lo elegge presidente del Parlamento europeo. Con Tajani torna così un italiano alla guida dell’istituzione Ue dopo 38 anni dall’ultima volta. Prima di quest’anno l’ultimo italiano a capo dell’Assemblea fu Emilio Colombo (1977-1979).

    BREXIT: il 29 marzo il Regno Unito notifica a Bruxelles l’intenzione di recedere dall’Unione europea. E’ l’inizio del processo che porterà alla Brexit.

    CATALOGNA: l’1 ottobre si tiene il referendum per l’indipendenza in Catalogna. Un voto contestato dalla Spagna, in quanto contrario ai dettami della Costituzione spagnola. Ne nascono scontri prima e durante il voto. Il 90% dei catalani al voto opta per l’indipendenza.

    DESTRA ESTREMA: il 2017 è l’anno della grande avanzata della destra estrema in Europa, una destra fortemente euro-scettica. Nei Paesi Bassi il Pvv di Geert Wilders diventa il secondo partito nella Camera dei rappresentanti, in Germania Afd diventa il terzo partito alle elezioni di settembre, con esponenti di un gruppo con simpatie filo-naziste che tornano a sedere in Bundestag dai tempi della repubblica di Weimbar. In Francia il Front National di Marine Le Pen arriva al secondo turno delle presidenziali.

    EBA/EMA: L’Autorità bancaria europea (Eba) e l’Agenzia europea del farmaco sono trasferite da Londra a causa della Brexit. Le agenzie Ue, in quanto tali, devono risiedere in uno degli Stati membri. Il 20 novembre il Consiglio dell’Ue ricolloca l’Eba a Parigi e l’Ema ad Amsterdam. La decisione è accompagnata non tanto dagli strascichi politici quanto dalle modalità di assegnazione delle due agenzie, ‘vinte’ tramite estrazione dopo l’impossibilità di raggiungere la maggioranza necessaria.

    FRAU MERKEL: Angela Merkel, signora di Germania e d’Europa, capace di vincere le elezioni per la quarta volta di fila. Al voto di settembre perde qualcosa in termini di consensi, ma nonostante l’affermazione quale primo partito rischia la leadership. La formazione di un esecutivo è meno agevole del previsto.

    GLIFOSATO: è stato l’anno della decisione sul rinnovo delle autorizzazioni alla vendita del glifosato, la sostanza contenuta negli erbicidi utilizzati in agricoltura, in scadenza il 15 dicembre 2017. Dopo tante divisioni e l’impossibilità di un voto per diverse settimane, alla fine gli Stati votano a maggioranza qualificata un rinnovo di cinque anni del principio attivo.

    HELMUT KOHL: muore il 16 giugno Helmut Kohl, cancelliere tedesco dal 1982 al 1990. E’ lui il primo cancelliere della Germania unita. Con lui anche l’est, unitosi all’ovest del Paese, entra in Europa. Considerato uno dei principali artefici della riunificazione tedesca, Kohl è anche un grande europeista. E’ lui uno dei principali contributori del Trattato di Maastricht, il trattato che istituisce l’Unione europea.

    ISIS: il 2017 è un altro anno di terrore per l’Europa. Membri dello Stato islamico colpiscono a Barcellona, il 17 agosto, con un furgone gettato sui passanti della Rambla. Sedici i morti, 130 i feriti. L’attentato viene rivendicato da Isis, che decide di punire la Spagna in quanto membro della coalzione anti-Stato islamico.

    JURI RATAS: il primo ministro dell’Estonia è il protagonista della rocambolesca prima presidenza estone di turno del Consiglio Ue nella storia dell’Unione europea. Causa Brexit, che costringe i britannici a rinunciare al semestre di presidenza, Ratas e il suo governo devono anticipare di sei mesi il debutto alla guida dei lavori in Consiglio. Sanno essere all’altezza del compito, e sono – va detto – orgogliosi di poterlo svolgere.

    KARL KREILE E BODO MENDE: nomi che diranno forse poco a molti, addirittura niente ad altri. Eppure questi due cittadini tedeschi segnano un momento storico l’1 ottobre quando celebrano il primo matrimonio tra due persone dello stesso sesso in Germania. L’1 ottobre di quest’anno nello Stato membro dell’Ue entra in vigore la legge che consente le nozze gay, e Karl Kreile e Bodo Mende sono i primi a farne uso.

    LIBIA: il vertice Ue-Ua di Abidjan segna l’alleanza tra Unione europea e Unione africana per la gestione dei flussi migratori in Libia. E’ la prima volta che l’Unione africana viene coinvolta in modo così diretto nel Paese del Nord Africa. Obiettivo della speciale cooperazione lo sviluppo di “tutte le azioni necessarie per fornire loro un’assistenza adeguata” ai migranti e “facilitare il loro rimpatrio volontario” nei loro paesi di origine.

    MONSANTO: la multinazionale di biotecnologie agrarie viene messa al bando dal Parlamento europeo. Il 28 settembre l’istituzione Ue annuncia il divieto di ingresso per i lobbisti della compagnia in risposta al rifiuto di Monsanto di partecipare a un’audizione sul glifosato.
    NUOVO CORSO FRANCESE: Emmanuel Macron e il suo partito En Marche! riscrivono la storia politica di Francia. Evitata la vittoria della destra euro-scettica rappresentata dal Front National di Marine Le Pen, ma a scapito dei partiti tradizionali. Per la prima volta nessuno dei due principali partiti (Partito socialista e partito repubblicano) arriva a contendersi la presidenza della repubblica.

    OBBLIGHI DI BILANCIO: la manovra italiana non convince la Commissione europea, secondo cui mancano sforzi di correzione per lo 0,2% del Pil e chiede misure aggiuntive per 3,5 miliardi rispetto alla legge di stabilità presentata a Bruxelles. Il 22 novembre la richiesta di pieno rispetto degli obiettivi di medio termine nel risanamento. E l’avvertimento: senza progressi il 2018 può portare stangate.

    PROCURA EUROPEA: il 2017 vede la decisione di creare una procura europea, per indagare e perseguire i reati penali a danno del bilancio dell’Ue, quali corruzione o frodi relative ai fondi dell’Ue, oppure frodi Iva a livello transfrontaliero. La decisione viene raggiunta a giugno. Partecipano 20 Stati su 28 (Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Portogallo, Repubblica ceca, Romania, Slovenia, Slovacchia e Spagna).

    QUANTITATIVE EASING: il maxi programma della Bce per l’acquisto di titoli pubblici si dimezza. L’annuncio del presidente Mario Draghi è di quest’anno, la parziale chiusura dei rubinetti dell’Eurotower è per l’anno che viene. Non più acquisti per 60 miliardi al mese, ma per 30 miliardi. E’ l’annuncia dell’inizio della fine delle politiche di stimolo economico di Francofrote.

    ROAMING: il 15 giugno sparisce il roaming, l’insieme degli extra-costi applicati dagli operatori telefonici per l’utilizzo dei dispositivi portatili all’estero. Sul regime di ‘roaming free’ ha puntato con forza la Commissione europea, che ha salutato il risultato con grande entusiasmo. Oltre agli aspetti economici, l’abolizione del roaming ha un forte significato simbolico per l’Europa unita e senza barriere.

    SIMONE VEIL: il 30 giugno si spegne Simone Veil, politica francese nota, tra le altre cose, per essere stata la prima donna a capo del Parlamento europeo.

    TO TÉLOS: ovvero “la fine”, come si dice in greco. Il 2017 è l’anno in cui si pone ufficialmente fine alla crisi dei conti ellenici e, di conseguenza, alla crisi dell’area Euro. La Commissione propone la chiusura della procedura per deficit eccessivo, il Consiglio la approva. La Grecia non fa più paura.

    UNITA’ (A 27): “Unità” è diventato l’imperativo e il motto dell’Ue dopo la notifica formale della Brexit. Da ogni parte si è più volte ribadita la necessità di restare compatti di fronte ai negoziati e a avvenimenti che possono rimettere in discussione il progetto di integrazione. Un vero e proprio mantra e, probabilmente, il programma politico per l’Europa da qui in avanti.

    VICEPRESIDENZA A 5 STELLE: il 15 novembre i deputati europei nominano Fabio Massimo Castaldo vicepresidente del Parlamento europeo. L’esponente del Movimento 5 Stelle scrive una pagina importante per i pentastellati, diventando l’equivalente di Luigi Di Maio in Europa. E’ la carica più alta ricoperta sin qui da membri del M5S in istituzioni comunitarie.

    ZONA EURO: nel 2017 viene rilanciato il dibattito sul futuro dell’unione economica e monetaria. Le proposte presentate dalla Commissione a inizio dicembre suggeriscono la trasformazione del fondo salva-Stati Esm in un vero e proprio Fondo monetario europeo. Si ragiona a un bilancio della zona euro con uno speciale ministro delle Finanze.

    Tags: 2017anno europeoantonio tajanibrexiteurofattiglifosatom5snomiunione europea

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