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    Home » Politica Estera » Kallas al G7: “Mosca aiuta Teheran a colpire obiettivi USA in Medio Oriente”

    Kallas al G7: “Mosca aiuta Teheran a colpire obiettivi USA in Medio Oriente”

    La tesi era già stata sostenuta da alcuni funzionari dell'intelligence USA, secondo cui la Russia fornirebbe a Teheran sia droni che informazioni intelligence

    Giorgio Dell'Omodarme di Giorgio Dell'Omodarme
    26 Marzo 2026
    in Politica Estera
    israele

    Kaja Kallas

    Bruxelles – “Ci risulta che la Russia stia aiutando l’intelligence iraniana a colpire le basi militari degli Stati Uniti in Medio Oriente”. In un punto stampa precedente all’incontro odierno (27 marzo) tra i ministri degli Esteri del G7 a Parigi, l’alta rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’UE, Kaja Kallas, ha confermato una tesi che circola negli ambienti dell’intelligence europea e di quella statunitense dall’inizio del nuovo conflitto mediorientale. “Il supporto russo a Teheran è anche di tipo militare: Mosca sta fornendo agli ayatollah droni con cui attaccare sia i Paesi vicini che gli obiettivi americani nella regione”, ha aggiunto l’ex prima ministra estone sulla scalinata dell’abbazia di Vaux de Cernay, suggestiva cornice della riunione odierna.

    Le parole di Kallas seguono un reportage datato 7 marzo (10 giorni dopo i primi attacchi israelo-statunitensi sull’Iran), nel quale la CNN riferiva di alcune informazioni in mano ai servizi segreti di Washington, secondo cui la Russia aveva iniziato a fornire a Teheran informazioni di intelligence “per identificare le posizioni e i movimenti delle truppe americane, oltre che delle navi militari e degli aerei”. A dare una grande mano agli iraniani, in particolare, sarebbero i satelliti che il Cremlino è riuscito a piazzare in orbita nel corso degli anni. Se l’intelligence USA non ha ancora confermato o smentito che gli attacchi iraniani contro obiettivi yankee di queste settimane siano stati possibili proprio grazie alla ‘longa manus’ russa (tesi sostenuta dal Washington Post), quel che emerge è che – per dirla con il sarcasmo di uno dei funzionari citati dalla CNN – “alla Russia, l’Iran piace ancora molto“.

    Parallelamente al supporto di intelligence, secondo Kallas, ci sarebbe anche quello più strettamente militare. Anche in questo caso, vero o non vero che sia, la leader della diplomazia UE si è limitata a ripetere quanto raccontato da alcune delle principali testate d’oltreoceano nei giorni scorsi. L’edizione di ieri (25 marzo) del Financial Times riportava poi le dichiarazioni di alcuni agenti segreti di Washington secondo cui Mosca e Teheran avrebbero iniziato a discutere dell’invio di droni russi in Medio Oriente pochi giorni dopo l’inizio della guerra scatenata dal duo Trump-Netanyahu. Le prime consegne sarebbero arrivate a destinazione all’inizio di marzo e l’intera operazione dovrebbe essere completata per la fine del mese. Se il Cremlino aveva evitato di commentare le accuse mosse dalla CNN, il portavoce di Vladimir Putin, Dmitry Peskov, ha deciso di replicare a quelle del quotodiano britannico, affermando che “in questo momento, ci sono molte fake news in giro, ma una cosa è certa: stiamo cinturando a dialogare con la leadership iraniana”.

    Secondo Kallas, quello che emerge da tutte queste indiscrezioni è che “le due guerre, quella in Ucraina e quella in Medio Oriente, sono estremamente interconnesse“. Non solo: per la politica estone, l’argomento del supporto russo al regime di Teheran potrebbe essere utilizzato dall’UE “per spronare gli Stati Uniti a essere più assertivi nei confronti di Putin sui negoziati con l’Ucraina”. “Se l’America vuole fermare la guerra in Medio Oriente, se vuole fermare gli attacchi iraniani contro le sue basi e i suoi uomini”, ha aggiunto, “dovrebbe mettere più pressione sulla Russia così che non siano in grado di aiutarli”.

    A giudicare dalle ultime notizie, gli appelli di Kallas sembrano destinati – ancora una volta – a cadere nel vuoto. In un’intervista concessa a Reuters, il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha confermato di aver nuovamente ricevuto dagli USA l’offerta di garanzie di sicurezza in cambio della cessione a Mosca dell’intero Donbass. Che sia un caso o meno, queste parole sono arrivate il giorno dopo che lo stesso Zelensky aveva affermato di avere “prove inconfutabili che la Russia stia ricattando gli USA proponendo di smettere di fornire aiuti di intelligence all’Iran se Washington farà lo stesso con l’Ucraina”.

    Prima dell’inizio della ‘Terza Guerra del Golfo’, la Russia e l’Iran avevano inaugurato la loro cooperazione militare proprio in Ucraina. Dall’inizio del conflitto, Teheran ha fornito a Mosca una significativa quantità di missili balistici a corto raggio e -soprattutto – di droni Shahed.

    Tags: donald trumpdonald trump. presidenziali Usadroni shahedguerra in medio orienteintelligenceIranisraelekaja kallasrussiastati unitiTerza Guerra del Golfoucrainaunione europeaVladimir PutinZelensky

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