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L'Ue bacchetta Salvini

L'Ue bacchetta Salvini "non è civile parlare di caccia ai nordafricani"

La commissaria alla Giustizia Jourova: "Devono giudicare le autorità nazionali, ma potrebbero avere un impatto potenziale sulla società". Aumenta il numero di post rimossi dai giganti di internet

Bruxelles – I tweet del segretario della Lega Nord, Matteo Salvini preoccupano l’Unione europea. I contenuti condivisi potrebbero avere un linguaggio troppo ‘sopra le righe’, addirittura tale da istigare all’odio. La Commissione europea sta combattendo la battaglia contro la diffusione dei messaggi di odio, intolleranza, razzismo on-line e nessuno sfugge al monitoraggio. Neppure il leghista. In uno dei suoi ultimi messaggi Salvini ha utilizzato espressioni a dir poco forti per commentare fatti di cronaca, parlando di “tolleranza zero” ma soprattutto “caccia a un gruppo di nordafricani”. “Dovremmo essere persone civili, non cacciatori di uomini”, il commento del commissario per la Giustizia, Vera Jourova. “Non spetta alla Commissione giudicare, questo è un compito che spetta alla autorità nazionali su segnalazione delle piattaforme internet”, premette Jourova, non convinta però che il messaggio abbia proprio un impatto ‘neutro’. “Direi che potrebbe avere un impatto potenziale sulla società”, tiene a sottolineare a titolo personale.

Vera Jourova, commissario europeo per la Giustizia

Riconoscere la potenzialità forza istigatrice dei messaggi pubblicati su internet “non è così facile” come potrebbe sembrare, spiega Jourova nel presentare i risultati dell’ultimo rapporto sul monitoraggio dei discorsi on-line. Si tratta della valutazione del codice di condotta sottoscritto tra Unione europea e principali operatori interneti (Facebook, Twitter, Youtube e Microsoft, cui hanno annunciato di aggiungersi pure Instagram e Google Plus). I risultati sono positivi, secondo la Commissione, perchè registrano un aumento nella rimozione di contenuti a sfondo razzista, xenofobo, anti-islamico. In media, le società informatiche hanno rimosso il 70% di tutti i messaggi illegali di incitamento all’odio loro notificati da Ong, utenti ed enti pubblici (ben 2.982 i messaggi segnalati). Questa percentuale raggiungeva il 28% nei primi controlli del 2016 il 59% a maggio 2017. Non solo. E’ migliorato il tempo di reazione alle segnalazioni. L’81% dei messaggi incriminati è stato verificato in un arco di 24 ore. A maggio scorso il tasso di controlli giornalieri era al 51%.

Numeri alla mano “Il codice di condotta si è rivelato uno strumento prezioso per contrastare i contenuti illeciti in modo rapido ed efficiente”, sottolinea Jourova, che non nasconde però le difficoltà della missione che la Commissione si è posta. Ogni messaggio va studiato nella lingua in cui è scritto, ne va valutato l’impatto potenziale su chi legge (se, in sostanza, può veramente istigare singoli o gruppi di persone a comportamenti intolleranti). Non è un esercizio nè semplice nè scontato, e “in caso di dubbio i messaggi vengono lasciati on-line”. Ciò in nome della tutela dei diritti fondamentali. “I cinesi ricorrono allo spegnimento e all’oscuramento” di siti e pagine internet, “questo non è il nostro metodo”. Come ricorda anche il commissario per il Mercato unico digitale, Andrus Ansip, se da una parte va contrastato l’odio su internet, dall’altra parte “altrettanto importante è la presenza di meccanismi di tutela per evitare interventi eccessivi e salvaguardare diritti fondamentali come la libertà di espressione”.