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Puigdemont non è superstizioso e prende casa a Waterloo, luogo della disfatta di Napoleone

Puigdemont non è superstizioso e prende casa a Waterloo, luogo della disfatta di Napoleone

Il leader indipendentista avrebbe preso in affitto una villa da 500 metri nella città belga che costa oltre 4mila euro al mese. Il contratto a nome del suo braccio destro Joseph María Matamala Alsina

Bruxelles – La scelta che dal punto di vista simbolico non è molto felice, eppure Carles Puigdemont non sembra preoccuparsi di questo aspetto. Il leader indipendentista catalano, che si trova in Belgio da novembre per sfuggire al mandato di arresto emesso dal tribunale di Madrid con l’accusa di ribellione, sedizione e malversazione di fondi pubblici, ha trovato rifugio in una villa nella città famosa per la battaglia che portò alla sconfitta definitiva di Napoleone.

Il quotidiano belga L’Echo afferma di aver appreso da quelle che definisce “fonti sicure”, che per Puigdemont è stata presa in affitto a Waterloo una villa nuova di più di 500 metri quadrati, con sei camere da letto, tre sale da bagno, di cui una con sauna, cucina, garage per 4 auto e una terrazza da 100 metri quadrati. Il costo dell’affitto dovrebbe essere di 4 mila e 400 euro.

Formalmente la casa non sarà intestata a lui ma il suo principale consigliere qui in Belgio, il sessantenne Joseph María Matamala Alsina, detto “Jami”, proprietario di diverse società di comunicazione ma soprattutto tra i fondatori del movimento politico Convergència Democràtica de Catalunya a Girona, in cui ha militato dal 1977 fino alla fine della sua carriera politica. Da quando Puigdemont è a Bruxelles Jami è sempre al suo fianco, lo si vede in tutte le foto e sembra quasi una sua guardia del corpo. O meglio sembra il suo Louis Nicolas Davout, il principe e “Maresciallo di ferro” che accompagnò Napoleone in tutte le sue battaglie, anche nella sconfitta di Waterloo, in seguito alla quale fu privato da Luigi XVIII di ogni titolo e appannaggio finendo in uno stato di miseria. Evidentemente lui e Puigdemont non temono che questi fatti possano portare cattiva sorte alla vicenda Catalana. O ci hanno invece già messo una pietra sopra.