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Salvini e Di Maio trovano l’intesa tra centrodestra e M5s sui presidenti delle camere

Salvini e Di Maio trovano l’intesa tra centrodestra e M5s sui presidenti delle camere

Salvini, Berlusconi e Meloni candidano Casellati al Senato ricompattando la coalizione e trovando l’appoggio di Di Maio, che per la Camera fa il nome di Fico

Roma – L’accordo per i presidenti delle camere c’è: Maria Elisabetta Alberti Casellati, senatrice di Forza Italia, guiderà l’Aula di Palazzo Madama, il pentastellato Roberto Fico quella di Montecitorio. L’intesa tra centrodestra e M5s, che ha preso corpo nella nottata trascorsa, è stata confermata dal vertice tra i leader della coalizione arrivata prima alle elezioni del 4 marzo, Matteo Salvini, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni. Ospitando a Palazzo Grazioli l’alleato leghista e quella di Fratelli d’Italia, il leader di Fi ha avallato la scelta condivisa di Casellati ricomponendo la frattura maturata nella serata di ieri. E anche se mentre scriviamo non è ancora arrivato l’ok del centrodestra sul nome di Fico, la tempistica degli annunci fa pensare a una strategia talmente concordata da rendere molto remota l’ipotesi che tutto possa saltare. Anche perché basterà aggiungere ai voti stellati quelli leghisti, già assicurati, per eleggere l’esponente M5s alla Camera.

Dopo che il Movimento 5 stelle aveva insistentemente fatto trapelare l’indicazione di Fico come candidato alla Camera nei giorni scorsi, ha stupito non poco la virata della tarda serata di ieri su Riccardo Fraccaro. Stupore rientrato stamane, quando nel vertice di Palazzo Grazioli, oltre ad accordarsi sul nome per la presidenza del Senato, i tre leader del centrodestra hanno bocciato quella candidatura. Pochi istanti dopo l’annuncio, con un tempismo che sa di premeditazione, Di Maio è intervenuto davanti all’assemblea dei gruppi parlamentari M5s, indicando in Roberto Fico il candidato del movimento per Montecitorio.

Un capolavoro di tessitura, quello realizzato dal leader del Carroccio e dal capo politico pentastellato. Non solo sono riusciti a raggiungere un’intesa che probabilmente porterà ad avere i due presidenti già a fine mattinata, ma sono anche riusciti a raggiungere importanti opbiettivi interni. Salvini è riuscito a ricomporre la coalizione dopo una pesante forzatura. Di Maio cuce un gessato istituzionale addosso all’esponente del movimento che in passato era stato più critico nei suoi confronti.

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